La Frase dal Film:
"La casa è viva è non ha intenzione di farci uscire, questa è la verità! "
Trasposizione moderna del
"old dark house" di William Castle del 1959 La
casa dei fantasmi. Questo remake prodotto dalla
Dark Castle (capeggiata da Joel Silver e Robert Zemeckis)
fatto uscire in America durante il periodo di Halloween
ha riscosso un discreto successo in patria ed è passato,
invece, sotto silenzio in Italia. A livello visivo questo
film colpisce nel segno e la casa/manicomio mette davvero
i brividi, ed anche leggendo i credits scopriamo delle chicche
tipo Don Davis che ha curato le musiche (lo stesso che ha
lavorato per Matrix) e che è riuscito a
produrre un bello score sperimentale. In più l'inizio
del film è notevole e la stessa cosa si può dire dei titoli di coda che alla fine nascondono una sorpresa; per inciso
la canzone che accompagna i titoli di coda è "Sweet
Dreams" cantata da Marilyn Manson. D'altra parte i personaggi
per tutto il film non fanno che andare su e giù per
le scale e su e giù ancora, ma la cosa che meno convince
è la quantità di effetti speciali che non
riescono a spaventare sul serio, effetti a valanga che bombardano
lo spettatore senza convincerlo e senza carpirne totalmente
l'attenzione. Insomma, come al solito siamo di fronte al
tipico prodotto new-horror che cerca di accontentare tutti
e finisce per non accontentare nessuno. Un po' senz'anima
diciamo. Fa strano scoprire in questo film Geoffrey
Rush, soprattutto dopo averlo ammirato in quel gran film
che è Shine (1996), comunque l'attore riesce
a rendere molto credibile e divertente il suo "Vincent
Price"! Ali Larter di Final
Destination (2000) ed il nero Diggs fanno la
coppia eroica con una resa che è più politically
correct che convincente. Se comunque avete intenzione di
noleggiare un DVD horror per una seratina disimpegnata e
non sapete quale scegliere, Il mistero della casa sulla
collina potrebbe fare al caso vostro.
Seguito da Return to House on Haunted Hill (2007).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le iscrizioni sui muri e sulle porte nell'ospedale
sono in tedesco ma non è che abbiano molto senso
se tradotte. Forse si supponeva che dessero un atmosfera
un po' più tetra ma molto probabilmente sono un riferimento
ad un film horror del 1921 girato da F. W. Murnau, Il
castello di Vogelod, che trattava di un maniero maledetto.
William Malone ebbe l'idea di girare il
film in un vero manicomio quando diresse nel 1989 un episodio
de I racconti della cripta e i componenti della crew, che stava
appunto in un manicomio, furono terrorizzati dai sotterranei
e si rifiutarono di filmare là sotto.
La co-produttrice Terry Castle è
la figlia di William Castle, che diresse il film del 1959.
Geoffrey Rush non aveva per nulla in mente
di dover essere come Vincent Price e anzi propose che avrebbe
piuttosto voluto avere un abbigliamento ed un atteggiamento
che ricordasse John Waters (il regista di Pink
Flamingos). Il regista accettò, ma una volta
abbigliatosi assomigliava incredibilmente a Vincent Price.
Il cognome del personaggio interpretato
da Geoffrey Rush è Price, chiaro tributo al Vincent
del film del 1959.
Le montagne russe all'inizio del film sono
quelle della Universal's Island of Adventure a Orlando,
Florida. Sono conosciute col nome "The Incredible Hulk".
L'unico personaggio che ritorna tra questa
versione del film e quella del 1959 è il nome del
proprietario della casa, Watson Pritchet. Però entrambi
i registi dei due film si chiamano Willliam!
I nomi William Malone, Gilbert Adler e
Vlademar Tymrak appaiono nella lista di Price (Rush) prima
che li depenni. I primi due sono rispettivamente il regista
e il produttore del film. Il terzo nome è quello
di un serial killer nonché spirito maligno apparso
in un episodio di Tales from the Crypt (1989 -
l'episodio era Report from the grave) diretto da
Malone.
La prima persona ad essere uccisa nel film
è un infermiere, in verità Dick Beebe, lo
screenplayer.