TRAMA

Il compositore Conrad (Robert Alda), l'infermiera Julie (Andrea King) e il segretario Cummins (Peter Lorre) stanno al fianco dell'irascibile pianista Ingram (Victor Francen) che vive nella sua villa a San Stefano in Italia. Il pianista muore e nella diatriba che segue alla lettura del testamento, Cummins ritiene che la mano mozzata di Ingram perseguiti coloro che si sono opposti al pianista.


IL MISTERO DELLE 5 DITA
(titolo or.: The Beast with Five Fingers - USA - 1946 - 88min - B/N)

di Robert Florey

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Interessante horror che viene rovinato da un finale che ridicolizza il film stesso.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Can you imagine anyone believing in a hand that would walk around?"*

Il Mistero delle 5 dita è il primo horror a trattare il tema della mano mozzata, un filone, o meglio dire un sotto sotto filone, che dimostrerà con altri esempi successivi di riscuotere un certo interesse fra il pubblico. Il film è stato diretto da Robert Florey, regista di diversi noir di serie B e di pellicole di genere come Il dottor Miracolo (Murders in the Rue Morgue, 1932) e L'uomo dalla maschera (The Face Behind the Mask, 1941). Fino agli ultimissimi minuti, Il mistero delle 5 dita è un film abbastanza sinistro e questo grazie alle musiche di Max Steiner e allo script di Curt Siodmak, autore di molti monster-movies sequels per la Universal. Siodmack gioca con l'ambiguità psicologica lasciando che lo spettatore s'interroghi su quello che ha visto e se ciò fosse verità o immaginazione. La storia si svolge con una certa lentezza ma nella successione degli eventi l'attesa viene ripagata ampiamente. Nonostante la tendenza melodrammatica dell'interpretazione degli attori e dell'impostazione generale del film, il regista riesce a generare un certo grado di suspance soprattutto quando la mano mozzata entra in azione e scappa nascondendosi fra i libri, si mette a suonare il pianoforte (fa melodia e accompagnamento!), e strangola i malcapitati. L'eroe di turno è interpretato da Robert Alda (padre di Alan, regular nei film di Woody Allen) ma la scena viene previdibilmente rubata da Lorre che dà la solita vibrante interpretazione, questa volta nei panni di uno sfasato segretario. Il fatto che il film sia svolga in Italia ci fa sentire un po' a casa, soprattutto se si visiona la versione originale piena di "bella signorina" e "caffé" pronunciati nella nostra lingua, ma meglio non ingannarsi: il cast e la crew non si sono spostati mai dagli USA e tutto è stato girato in un teatro di posa. La nota negativa del film sta tutta nel finale che ci rivela, con un colpo di scena molto in voga al tempo, che la spiegazione e molto poco soprannaturale. Questo atteggiamento anti-soprannaturale era abbastanza ricorrente nella cinematografia di allora (penso a Il Gabinetto del dottor Caligari, 1919; a Il castello degli spettri, 1927; I Vampiri di Praga, 1935), inoltre Il Mistero delle 5 dita è una delle poche incursioni della Warner Bros nel cinema horror e, forse, la soluzione più pragmatica dimostra la poca confidenza che la produzione aveva con il materiale soprannaturale. In sé la soluzione adottata per il colpo di scena non è pessima, ma pessima risulta la coda che vede il Commissario Ovidio Castanio (interpretato da J. Carrol Naish) prendersi gioco del pubblico e, proprio rivolgendosi ad esso, dire la frase che ho citato all'inizio della recensione. Dopo tanta fatica per creare suspance ed aver spinto i personaggi del film (e gli spetatori) a prendere in considerazione l'ipotesi che la mano se ne vada in giro da sola, una chiusa da commedia bislacca proprio stona (...dite la verità: il termine "bislacca" non ve l'aspettavate?! Cinema al limite, termini ai margini!). Riassumendo: Il mistero delle 5 dita è un buon horror di vecchio stampo, un melodramma grandguignolesco tenuto in piedi da un grande Peter Lorre e atterrato da un finale che ne uccide retrospettivamente l'atmosfera, ma possiamo scegliere cosa trattenere nella memoria e cosa dimenticare, fortunatamente. Da ri-scoprire.

* Trad: "Potete immaginare qualcuno che creda in una mano che se ne va in giro?"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Ecco alcuni film che hanno trattato il tema della "mano mozzata": The Crawling Hand (1963), Le cinque chiavi del terrore (1964), La Mano (The Hand, 1981) e Waxwork II - Persi nel tempo. Per non citare, ovviamente, La Famiglia Addams, serie televisiva e films.

Incertezza sulla data da segnalare. Il film riporta il copyright della Warner per l'anno MCMXLVII (1947) ma tutti, compreso Variety.com indicano l'anno 1946. Sembrerebbe che il film sia stato girato fra il novembre 1945 e il gennaio 1946 e che la prima sia dell'8 febbraio 1947. Essendosi concluse le riprese nel gennaio '46 ho optato per questa data.

Luis Buñuel scrisse nella sua autobiografia "My Last Sigh" che, lavorando per la Warner Bros, sottopose all'attenzione della nota casa di produzione il soggetto per un horror che riguardava una mano mozzata.

Questo fu l'ultimo film che Lorre girò con la Warner Bros.

eXXagon fecit MMVII