TRAMA

Frankenstein (Colin Clive) e il suo Mostro (Boris Karloff) sono sopravvissuti all'incendio del mulino. Mentre il mostro si aggira nei dintorni portando scompiglio, il barone Frankenstein viene contattato dal professor Pretorius (Ernest Thesiger) che vuole convicerlo a collaborare con lui per continuare i suoi esperimenti. Frankenstein rifiuta in quanto i suoi progetti sono mirati ad una vita serena con la moglie Elizabeth (Valerie Hobson). Pretorius, però, sfruttando il senso di solitudine del Mostro e, soprattutto, rapendo Elizabeth, convince Frankenstein a creare una compagna per lo stesso Mostro, quella che dovrebbe essere la sua futura donna, amica, moglie.

 

 


LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN
(titolo or.: The Bride of Frankenstein - USA - 1935 - 75min - B/N)

di James Whale

GENERE
HORROR
IN BREVE
Sull'onda del successo del primo e superiore al primo. Molti personaggi indimenticabili. Da vedere.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Tu ... fare uomo ... come me" "No. Donna. Farò un'amica per te" "Donna ... amica ... sì. Io voglio amica come me!"

Ci vollero quattro anni perché James Whale si convincesse a dare un seguito al Frankenstein del 1931 che aveva riscosso così tanto successo. Accettato il lavoro, Whale potè fare e dire un po' quello che voleva dal momento che contemporaneamente il produttore Carl Leammle Jr. si trovava in vacanza in Europa e poteva interferire ben poco nel progetto. Il risultato fu notevole, in bilico fra comedy e horror, per molti versi superiore alla pellicola del '31 tenuto conto dei diversi personaggi resi indimenticabili dal film. Il lato comico è veicolato essenzialmente dalla cameriera Minnie (o Mary), interpretata da Una O'Connor che recita sopra le righe sia fisicamente che rispetto ai dialoghi. Agli occhi dello spettatore moderno pare uno stile comico particolarmente infantile, ma già ai tempi si era fatto notare come il gusto comico di Whale fosse pacchiano. Di maggior interesse è la dimensione che qui assume il Mostro rispetto al primo film: ora la creatura può parlare (nonostante le rimostranze di Karloff che lo voleva mantenere muto) e questo gli dona maggior umanità avvicinandolo all'originale descritto dalla Shelley. Il Mostro ucciderà suo malgrado spinto dalle circostanze, dal momento che l'unica cosa che vorrebbe è amicizia e calore umano mentre invece elicita solo disgusto e paura. In alcuni momenti del film, quando viene catturato dai paesani, si potrebbe porre un parallelo fra la creatura e il Cristo. Forse non per caso l'unico che lo sa accogliere è l'eremita cieco il quale, oltre a non vederlo e per cui a non esserne spaventato, è il personaggio del film più vicino al divino. La scena del film che vede protagonista l'eremita e Il Mostro verrà sbeffeggiata magistralmente da Mel Brooks in Frankenstein Junior (1974) con Gene Hackman nel ruolo del cieco e Peter Boyle in quello della creatura. Altro grande personaggio del film è il Pretorius interpretato da Ernest Thesinger: messo in scena in maniera uomorale e bizzarra, filmato spesso in modo da accentuare la sua fondamentale pazzia, Pretorius è il personaggio del film che veicola il sottinteso dell'omosessualità, del sacrilego e della perversione. Alla censura del tempo sfuggirono tali elementi, imboscati com'erano nella dimensione horror, ma lo spettatore del 2000, meno naïf, li noterà, a partire dal nucleo centrale che vuole due uomini (Pretorius e Frankenstein) a creare una donna: la pro-creazione ottenuta solo da uomini, insomma. La cosa, poi, ha una logica data l'omosessualità del regista Whale. Volendo ben vedere ci sono anche cenni di necrofilia in questo film, ma sorvoliamo. La vera nuova icona della pellicola è "La Moglie", una delle creature più interessanti del cinema nonostante la sua permanenza sullo schermo sia molto breve. Bellissima, presentata in un vestito che sta fra l'abito nuziale e la mummiaficazione, con la sua incredibile pettinatura che ricorda lo stile egizio, e con quell'affascinantissimo modo di muovere la testa che l'attrice mediò dall'osservazione dei cigni. Al di là dei personaggi si può osservare l'attenta cura della messa in scena, della fotografia ed un uso non canonico delle inquadrature, in special modo durante la creazione della Moglie, in modo da suggerire una febbricitante tensione. Altri elementi risultano un po' camp, come la scena della pastorella che canta nel bosco, così come alcuni sketch interpretati dalla cameriera Mary, ma anche questo fa parte dell'eccentricità del regista James Whale. In definitiva, La Moglie di Frankenstein è un classico del cinema horror che nessun appassionato può perdere; nonostante l'anno di produzione e il bianco e nero, la pellicola non risulta mai noiosa (anche per la relativa brevità) e questo la rende accessibile anche al pubblico mainstream che per una volta si voglia cimentare con qualcosa di diverso.

I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein, (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945), e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato negli Universal Studios fra il 2 gennaio e il 7 marzo 1935, costò circa 397.000 dollari.

Il film fu rifatto nel 1985 da Franc Roddam con il titolo La Sposa promessa (The Bride): da dire che il dottor Frankenstein è interpretato da Sting!

Nei credits iniziali ed in quelli finali, l'attrice che interpreta la moglie di Frankenstein è indicata con un punto di domanda. Elsa Lanchester, l'attrice che interpretava quel ruolo, viene indicata solo come interprete di Mary Shelley. I credits finali, fra l'altro, riportano la scritta "A good cast is worth repeating" (Un buon cast merita di essere riproposto).

All'inizio della pellicola Lord Byron richiama alla memoria gli eventi del primo film come se questi facessero parte del romanzo scritto da Mary Shelley, mentre in verità poco di quello che viene mostrato è stato scritto nel libro.

Il director's cut era lungo 87 minuti, ma il produttore Carl Laemmle Jr. impose un certo numero di tagli. Il prologo fu tagliato, le uccisioni visibili nel film passarono da 21 a 10, due scene d'amore e un giocattolo che rappresentava il Mostro con un bambino scomparvero. Questi tagli, della durata totale di 12 minuti, sono stati persi per sempre, il che rende impossibile ricostruire l'idea originale del regista.

Esiste una versione colorizzata di questo film.

L'errore più comune che si compie è quello di dare al Mostro il nome di Frankenstein, piuttosto di quello più corretto de "il mostro di Frankenstein". Però, all'inizio del film, anche Lord Byron compie lo stesso errore!

La sirena in miniatura fu interpretata da Josephine McKim, un'atleta USA del team femminile olimpionico di nuoto (1924-1928) che vinse l'oro nei 400 stile libero. La McKim lavorò anche come controfigura di Maureen O'Sullivan nella nota scena della nuotata adamitica nel film Tarzan e la compagna (1934).

Il trailer originale del film prometteva che il film sarebbe durato 2 ore.

Elsa Lanchester non è la sola ad aver avuto un doppio ruolo nel film. Una O'Connor ("Una" è il nome!) interpreta sia Minnie che la cameriera visibile nel prologo mentre porta fuori dalla stanza una muta di cani.

Benché tutte le scene con Billy Barty (nel ruolo di un bambino miniaturizzato nella bottiglia) furono tagliate, lo si può vedere per pochi secondi nell'ampia ripresa della scrivania del dottor Pretorius.

La capigliatura leggendaria della "Mostra" veniva tenuta in piedi da una gabbia fatta di crini di cavallo.

Elsa Lanchester disse che il suo stile recitativo quando veste i panni della creatura, le fu ispirato dai cigni del Regent Park di Londra.

"The Bride", cioé la donna creata da Pretorius e Frankenstein, è l'unico "Classic Monster" della Universal ad essere durato meno di 5 minuti sullo schermo e a non aver ucciso mai nessuno.

Poco prima che iniziassero le riprese di questo film, Colin Clive si ruppe una gamba andando a cavallo. Per questo molte delle scene che vedono protagonista il doc Frankenstein furono girate con lui seduto.

Mentre si filmava la scena in cui il Mostro emerge dai resti del mulino bruciato, Boris Karloff scivolò e cadde nel pozzo colmo d'acqua. Aiutato ad uscire dal pozzo, si accorse di essersi rotto una gamba. La struttura metallica usata per ingrossargli la gamba (e per "aiutarlo" nella camminata "alla Frankenstein"), impedì che la frattura fosse scomposta.

La colonna sonora del film ebbe così successo che fu usata anche nei serial di Flash Gordon e in quello di Buck Rogers.

Nell'editing successivo alle anteprime si perse un subplot in cui Karl imitava il modo di uccidere del Mostro per eliminare suo zio e sua zia e per far ricadere la colpa sulla creatura. Si aggiunse però la scena dell'arrivo del Mostro nel campo di zingari.

Quando il castello-torre si autodistrugge, si può vedere il dottore contro il muro all'interno della struttura, mentre nella scena dopo lo si vede fra le braccia dell'amata mentre guarda l'esplosione. L'incongruenza deriva dal fatto che furono girati du finali: in uno il doc moriva, ma la produzione decise successivamente per un happy ending e questo fu girato come secondo finale. L'esplosione, però, sarebbe stata troppo costosa da riprodurre.

Boris Karloff perse 9 kg a furia di sudare sotto il pesante costume da mostro.

La produzione di questo film, il seguito di Frankenstein del 1931, fu pubblicizzata a partire dal 1933 sia dalla Universal che dal giornale Daily Variety, benché il regista non iniziò a lavorarci se non dalla fine del 1934.

Il film inizialmente avrebbe dovuto avere il titolo: The Return of Frankenstein.

L'attrice Valerie Hobson, che nel film ha il ruolo della moglie del doc Frankenstein, al tempo delle riprese aveva 17 anni, mentre Colin Clive (il doc) ne aveva 35.

Nella sequenza delle bottiglie, nella quale Pretorius (Ernest Thesinger) mostra a Frankenstein le miniature umane, lo stesso Pretorius dice che il piccolo umano che lui definisce il diavolo, presenta una certa somiglianza con lui stesso. In effetti, l'attore che faceva "il piccolo diavolo" era Peter Shaw, ovvero la controfigura di Ernest Thesinger usata per tutto il film.

Elsa Lanchester era alta solo 160 cm, ma per il ruolo della creatura le si misero dei rialzi che la rendeva alta 210 cm. In più il bendaggio che la avvolgeva era così stretto che non si poteva muovere, così che l'attrice doveva essere portata in giro per il set e poteva bere solo con una cannuccia.

Boris Karloff protestò contro la decisione di far parlare il Mostro, ma le ragioni della produzione prevalsero. Dal momento che doveva parlare, non fu possibile all'attore togliersi la protesi parziale che usava normalmente e che nel primo film si era tolto per rendere le guance più incavate. E' per questo che questo "secondo" mostro di Frankenstein ha il viso più pienotto.

Marilyn Harris, che aveva il ruolo di Maria (la bambina che il Mostro uccide nel primo film), appare, fuori credits, anche in questa pellicola nel ruolo di una giovinetta.

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