La Frase dal Film:
"Tu ... fare uomo ... come me" "No.
Donna. Farò un'amica per te" "Donna ... amica ... sì.
Io voglio amica come me!"
Ci vollero quattro anni perché James
Whale si convincesse a dare un seguito al Frankenstein
del 1931 che aveva riscosso così tanto successo.
Accettato il lavoro, Whale potè fare e dire un po'
quello che voleva dal momento che contemporaneamente il
produttore Carl Leammle Jr. si trovava in vacanza in Europa
e poteva interferire ben poco nel progetto. Il risultato
fu notevole, in bilico fra comedy e horror, per molti versi
superiore alla pellicola del '31 tenuto conto dei diversi
personaggi resi indimenticabili dal film. Il lato comico
è veicolato essenzialmente dalla cameriera Minnie
(o Mary), interpretata da Una O'Connor che recita sopra
le righe sia fisicamente che rispetto ai dialoghi. Agli
occhi dello spettatore moderno pare uno stile comico particolarmente
infantile, ma già ai tempi si era fatto notare come
il gusto comico di Whale fosse pacchiano. Di maggior interesse
è la dimensione che qui assume il Mostro rispetto
al primo film: ora la creatura può parlare (nonostante
le rimostranze di Karloff che lo voleva mantenere muto)
e questo gli dona maggior umanità avvicinandolo all'originale
descritto dalla Shelley. Il Mostro ucciderà suo malgrado
spinto dalle circostanze, dal momento che l'unica cosa che
vorrebbe è amicizia e calore umano mentre invece
elicita solo disgusto e paura. In alcuni momenti del film,
quando viene catturato dai paesani, si potrebbe porre un
parallelo fra la creatura e il Cristo. Forse non per caso
l'unico che lo sa accogliere è l'eremita cieco il
quale, oltre a non vederlo e per cui a non esserne spaventato,
è il personaggio del film più vicino al divino.
La scena del film che vede protagonista l'eremita e Il Mostro
verrà sbeffeggiata magistralmente da Mel Brooks in
Frankenstein Junior
(1974) con Gene Hackman nel ruolo del cieco e Peter Boyle
in quello della creatura. Altro grande personaggio del film
è il Pretorius interpretato da Ernest Thesinger:
messo in scena in maniera uomorale e bizzarra, filmato spesso
in modo da accentuare la sua fondamentale pazzia, Pretorius
è il personaggio del film che veicola il sottinteso
dell'omosessualità, del sacrilego e della perversione.
Alla censura del tempo sfuggirono tali elementi, imboscati
com'erano nella dimensione horror, ma lo spettatore del
2000, meno naïf, li noterà, a partire dal nucleo
centrale che vuole due uomini (Pretorius e Frankenstein)
a creare una donna: la pro-creazione ottenuta solo da uomini,
insomma. La cosa, poi, ha una logica data l'omosessualità
del regista Whale. Volendo ben vedere ci sono anche cenni
di necrofilia in questo film, ma sorvoliamo. La vera nuova
icona della pellicola è "La Moglie", una
delle creature più interessanti del cinema nonostante
la sua permanenza sullo schermo sia molto breve. Bellissima,
presentata in un vestito che sta fra l'abito nuziale e la
mummiaficazione, con la sua incredibile pettinatura che
ricorda lo stile egizio, e con quell'affascinantissimo modo
di muovere la testa che l'attrice mediò dall'osservazione
dei cigni. Al di là dei personaggi si può
osservare l'attenta cura della messa in scena, della fotografia
ed un uso non canonico delle inquadrature, in special modo
durante la creazione della Moglie, in modo da suggerire
una febbricitante tensione. Altri elementi risultano un
po' camp, come la scena della pastorella che canta nel bosco,
così come alcuni sketch interpretati dalla cameriera
Mary, ma anche questo fa parte dell'eccentricità
del regista James Whale. In definitiva, La Moglie di
Frankenstein è un classico del cinema horror
che nessun appassionato può perdere; nonostante l'anno
di produzione e il bianco e nero, la pellicola non risulta
mai noiosa (anche per la relativa brevità) e questo
la rende accessibile anche al pubblico mainstream che per
una volta si voglia cimentare con qualcosa di diverso.
I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein, (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945), e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato negli Universal Studios
fra il 2 gennaio e il 7 marzo 1935, costò circa 397.000
dollari.
Il film fu rifatto nel 1985 da Franc Roddam con
il titolo La Sposa promessa (The Bride):
da dire che il dottor Frankenstein è interpretato
da Sting!
Nei credits iniziali ed in quelli finali,
l'attrice che interpreta la moglie di Frankenstein è
indicata con un punto di domanda. Elsa Lanchester, l'attrice
che interpretava quel ruolo, viene indicata solo come interprete
di Mary Shelley. I credits finali, fra l'altro, riportano
la scritta "A good cast is worth repeating" (Un
buon cast merita di essere riproposto).
All'inizio della pellicola Lord Byron richiama
alla memoria gli eventi del primo film come se questi facessero
parte del romanzo scritto da Mary Shelley, mentre in verità
poco di quello che viene mostrato è stato scritto
nel libro.
Il director's cut era lungo 87 minuti,
ma il produttore Carl Laemmle Jr. impose un certo numero
di tagli. Il prologo fu tagliato, le uccisioni visibili
nel film passarono da 21 a 10, due scene d'amore e un giocattolo
che rappresentava il Mostro con un bambino scomparvero.
Questi tagli, della durata totale di 12 minuti, sono stati
persi per sempre, il che rende impossibile ricostruire l'idea
originale del regista.
Esiste una versione colorizzata di questo
film.
L'errore più comune che si compie
è quello di dare al Mostro il nome di Frankenstein,
piuttosto di quello più corretto de "il mostro
di Frankenstein". Però, all'inizio del film,
anche Lord Byron compie lo stesso errore!
La sirena in miniatura fu interpretata
da Josephine McKim, un'atleta USA del team femminile olimpionico
di nuoto (1924-1928) che vinse l'oro nei 400 stile libero.
La McKim lavorò anche come controfigura di Maureen
O'Sullivan nella nota scena della nuotata adamitica nel
film Tarzan e la compagna (1934).
Il trailer originale del film prometteva
che il film sarebbe durato 2 ore.
Elsa Lanchester non è la sola ad
aver avuto un doppio ruolo nel film. Una O'Connor ("Una"
è il nome!) interpreta sia Minnie che la cameriera
visibile nel prologo mentre porta fuori dalla stanza una
muta di cani.
Benché tutte le scene con Billy
Barty (nel ruolo di un bambino miniaturizzato nella bottiglia)
furono tagliate, lo si può vedere per pochi secondi
nell'ampia ripresa della scrivania del dottor Pretorius.
La capigliatura leggendaria della "Mostra"
veniva tenuta in piedi da una gabbia fatta di crini di cavallo.
Elsa Lanchester disse che il suo stile
recitativo quando veste i panni della creatura, le fu ispirato
dai cigni del Regent Park di Londra.
"The Bride", cioé la donna
creata da Pretorius e Frankenstein, è l'unico "Classic
Monster" della Universal ad essere durato meno di 5
minuti sullo schermo e a non aver ucciso mai nessuno.
Poco prima che iniziassero le riprese di
questo film, Colin Clive si ruppe una gamba andando a cavallo.
Per questo molte delle scene che vedono protagonista il
doc Frankenstein furono girate con lui seduto.
Mentre si filmava la scena in cui il Mostro
emerge dai resti del mulino bruciato, Boris Karloff scivolò
e cadde nel pozzo colmo d'acqua. Aiutato ad uscire dal pozzo,
si accorse di essersi rotto una gamba. La struttura metallica
usata per ingrossargli la gamba (e per "aiutarlo"
nella camminata "alla Frankenstein"), impedì
che la frattura fosse scomposta.
La colonna sonora del film ebbe così
successo che fu usata anche nei serial di Flash Gordon e
in quello di Buck Rogers.
Nell'editing successivo alle anteprime
si perse un subplot in cui Karl imitava il modo di uccidere
del Mostro per eliminare suo zio e sua zia e per far ricadere
la colpa sulla creatura. Si aggiunse però la scena
dell'arrivo del Mostro nel campo di zingari.
Quando il castello-torre si autodistrugge,
si può vedere il dottore contro il muro all'interno
della struttura, mentre nella scena dopo lo si vede fra
le braccia dell'amata mentre guarda l'esplosione. L'incongruenza
deriva dal fatto che furono girati du finali: in uno il
doc moriva, ma la produzione decise successivamente per
un happy ending e questo fu girato come secondo finale.
L'esplosione, però, sarebbe stata troppo costosa
da riprodurre.
Boris Karloff perse 9 kg a furia di sudare
sotto il pesante costume da mostro.
La produzione di questo film, il seguito
di Frankenstein del 1931,
fu pubblicizzata a partire dal 1933 sia dalla Universal
che dal giornale Daily Variety, benché il regista
non iniziò a lavorarci se non dalla fine del 1934.
Il film inizialmente avrebbe dovuto avere
il titolo: The Return of Frankenstein.
L'attrice Valerie Hobson, che nel film
ha il ruolo della moglie del doc Frankenstein, al tempo
delle riprese aveva 17 anni, mentre Colin Clive (il doc)
ne aveva 35.
Nella sequenza delle bottiglie, nella quale
Pretorius (Ernest Thesinger) mostra a Frankenstein le miniature
umane, lo stesso Pretorius dice che il piccolo umano che
lui definisce il diavolo, presenta una certa somiglianza
con lui stesso. In effetti, l'attore che faceva "il
piccolo diavolo" era Peter Shaw, ovvero la controfigura
di Ernest Thesinger usata per tutto il film.
Elsa Lanchester era alta solo 160 cm, ma
per il ruolo della creatura le si misero dei rialzi che
la rendeva alta 210 cm. In più il bendaggio che la
avvolgeva era così stretto che non si poteva muovere,
così che l'attrice doveva essere portata in giro
per il set e poteva bere solo con una cannuccia.
Boris Karloff protestò contro la
decisione di far parlare il Mostro, ma le ragioni della
produzione prevalsero. Dal momento che doveva parlare, non
fu possibile all'attore togliersi la protesi parziale che
usava normalmente e che nel primo film si era tolto per
rendere le guance più incavate. E' per questo che
questo "secondo" mostro di Frankenstein ha il
viso più pienotto.
Marilyn Harris, che aveva il ruolo di Maria
(la bambina che il Mostro uccide nel primo film), appare,
fuori credits, anche in questa pellicola nel ruolo di una
giovinetta.