MONDO CANE
(ITALIA - 1962 - 110min - Colore)

di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara, Franco Prosperi

GENERE
MONDO
IN BREVE
Il capostipite di tutto il genere Mondo. Un must
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Tutte le scene che vedrete in questo film sono vere e sempre riprese dal vero. Se spesso saranno scene amare è perché molte cose sono amare su questa terra. D'altronde il dovere del cronista non è quello di addolcire la verità ma di riferirla obbiettivamente."

Nonostante il primo vero mondo-movie sia Europa di Notte (1959) diretto da Alessandro Blasetti e scritto da Jacopetti, si può dire tranquillamente che Mondo Cane è il film che, con il successo planetario ottenuto, ha imposto uno stile ed un genere cinematografico. Fu proprio la pellicola del '59, oltre la sua esperienza come giornalista di guerra e la collaborazione con la Settimana Incom, a dare a Jacopetti l'idea base per questo notissimo film in stile cinegiornale "allargato". Nonostante l'incipit del film sopra riportato garantisca allo spettatore che tutto quello che verrà mostrato è roba vera, è cosa nota, ormai, che molte scene furono manipolate se non del tutto ricostruite, cosa ancor più facile da fare se la voce fuori campo (quella di Stefano Sibaldi) "guida" la visione con commenti cinici, ironici, xenofobi o altro. Ma la forza di Mondo Cane sta proprio nella capacità di rendere la realtà cinematografica ancor più vera del reale, in un discorso di potere mediatico di cui oggi, tramite il reality-style, "gustiamo" appieno la potenzialità. Prosperi e Jacopetti girano il mondo in cerca di materiale esotico per placare i pruriti più o meno morbosi del pubblico e reinventano il film etnografico "enfatizzandone l'arbitrarietà e la tendenziosità, e cogliendo la potenzialità della televisione come manipolatrice di verità, appropriandosi dei luoghi comuni più vieti [...] e rivoltandoli cinicamente contro i fruitori" (Curti, La Selva). Ecco che le immagini, come in uno zapping da circo Barnum, rimbalzano dalle icone del divismo (Rodolfo Valentino, Rossano Brazzi) alle autoctone della Nuova Guinea a seno nudo, dal cimitero USA per gli animali da compagnia, ai cani usati come cibo a Taipei, dagli ubriaconi tedeschi a rituali religiosi primitivi e/o nostrani. C'è di tutto un po', accompagnato dalla musica di Ritz Ortolani (candidato all'oscar per il pezzo More), condito da commenti allegrotti e, nel caso occorra, carichi di mestizia. Se è vero che Mondo Cane ridicolizza con commenti sarcastici le usanze di culture distanti (soprattutto orientali) beccandosi l'accusa abbastanza motivata di xenofobia, con la stessa "schiettezza" riesce anche a far sembrare becere alcuni usi e costumi degli occidentali, mettendo in crisi l'idea dell'Occidente come del "migliore dei mondi possibili"; il trait d'union con Voltaire non si ferma qui per Jacopetti (autodefinitosi "voltairiano patito") e Prosperi, visto anche il loro film del 1974 intitolato Mondo Candido. Nonostante le loro critiche ad un presente nevrotico ed un loro sotteso rimando al "si stava meglio quando si stava peggio", non sembrano giustificate le accuse di fascismo mosse nei confronti dei due registi. La critica all'Occidente diverrà più formale nei Mondo Cane apocrifi del 1985 e del 1988. Sincero od ipocrita, vero o falso, violento o scherzoso, Mondo Cane è comunque un film, o meglio un'operazione mediatica, da non perdere anche se le "stranezze" mostrate non stupiranno l'occhio scafato della gente del 2000 come accadde negli anni Sessanta; e comunque si tratta di un primum cinematografico!

La piccola saga di Mondo Cane è composta da: Mondo Cane (1962), Mondo Cane 2 (1963), Mondo Cane Oggi - L'orrore continua (1985), Mondo Cane 2000 - L'incredibile (1988).