MONDO TOPLESS
titolo or.: Mondo Tolpess - USA - 1966 - 60min - Colore

di Russ Meyer

GENERE
MONDO
IN BREVE
Così tante tette che dopo mezz'ora subentra la noia (strano ma vero). L'energia realizzativa di Meyer è però notevole.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "C'è gente che dice: 'Ah, è una finzione, sono tutte bolle di sapone!'. Allora dico, continua, vai avanti tesoro, pensa quello che vuoi, non mi importa"

Mondo Topless ovvero: una collezione di tettone per recuperare i risultati disatrosi ottenuti nelle sale da Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965) film, quest'ultimo, che negli anni recupererà le simpatie degli spettatori. Mondo Topless invece rimane una pellicola misconosciuta, palatabile solo per i conoscitori di Meyer. L'opera è un hard-discount, prodotto prendendo pezzi dall'arcano Europe in the raw, mondo movie che Meyer aveva girato nel 1963 contenente stralci presi in Belgio, in Germania, a Parigi e in Danimarca; a queste furono aggiunti i nuovi segmenti con le bellone maggiorate. Scartata qualsiasi velleità narrativa che possa dare vita ad un plot di senso, il regista sfrutta il successo del genere mondo inserendo la parola nel titolo ma prendendo le distanze dagli stilemi del genere documentaristico per dare vita ad un film tutto suo. Mondo Topless non mostra, se non in maniera limitata, stranezze e bizzarrie del pianeta terra, così come di solito facevano le pellicole che si fregiavano di tale nome, bensì mostra sette donne dal seno prosperoso (e neanche tutte) che ballano scalmanate davanti alla macchina da presa. E' tutto qui? Sì. Le mammelle delle sette protagoniste saltano, dondolano, ballonzolano, vengono pucciate nel fango, si guadagnano dei primi piani chirurgici. E' un tributo del regista alla tetta, adorata da Meyer come il culo da Brass. Nel tripudio di ghiandole più o meno mastodontiche, paradigma perfetto della bosomania (mania del seno grosso) che sembra dominare la mente di Meyer, in Mondo Topless si può leggere anche una leggerezza di derivazione fumettistica che solo anni dopo diventerà scuola per registi alla Tarantino. Avversato dal movimento femminista che nel film vedeva una mercificazione del corpo della donna e criticato dai più come squallida carrellata di starlettes, Mondo Topless porta invece con sé un energico spirito di rottura rispetto ad un certo erotismo reazionario che nella sessualità vedeva sempre qualcosa di serioso e sacro. Le ragazzotte messe davanti alla mdp da Meyer non si prendono sul serio, ballano in maniera tarantolata, mettono in mostra la mercanzia esasperando la loro femminilità in maniera quasi demenziale ed è proprio nell'eccesso che la pellicola vince. Alcune trovate, poi, non sono malaccio e diventano quasi iconiche: la ragazza sulla spiaggia che canta con la radio a fianco, la donna che fa lo spogliarello mentre le passa a fianco il treno e i titoli di coda che scorrono con sullo sfondo un sedere (fuori tema?) che fa capolino dal vestito. Nonostante le ragazze siano tutte notevoli e i loro seni siano mostrati con grande attenzione per il particolare Mondo Topless non sortisce nessun effetto erotico: sarà a causa di un'esposizione prolungata e relativo effetto "estinzione dello stimolo"; oppure mi sono rincretinito. Sta di fatto che la cosa che colpisce di più è l'energia nell'esecuzione, il montaggio forsennato ed un compiacimento che diverte. Detto questo, si può anche ammettere senza sentirsi in colpa che per catturare lo spirito che pervade i sessanta minuti di Mondo Topless basterebbe la metà del tempo e, a meno che non si voglia perdere nemmeno una mammella di quelle mostrate nel film, si potrebbe anche interrompere la visione al trentesimo minuto ed aver avuto comunque una visione sufficientemente completa del film. Se da adolescente avessi saputo che avanti negli anni avrei finito per dire che un'ora di tette possono diventare noiose mi sarei non poco preoccupato per il mio futuro, ma è così e, a meno che non siate bosomaniacs come Meyer, sessanta minuti di maggiorate scalmanate portano all'esaurimento. Quest'ultima frase è ambigua, lo so. Sconsigliato, ma più che altro per risparmiare tempo e vedere altri film molto più indicativi del lavoro del regista americano.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 12.000 dollari.

eXXagon fecit MMVIII