La Frase dal Film:
"I sit here and I can't believe that it happened. And yet I have to believe it. Dreams or nightmares? Madness or sanity? I don't know which is which"*
Seconda opera di Hancock che iniziò in maniera sfolgorante la sua carriera con una candidatura all'Oscar per un corto (Sticky My Fingers... Fleet My Feet, 1970) e poi, negli anni, si perse nei meandri dei prodotti televisivi. Questo film, noto anche come Lasciate che Jessica Muoia, è un misconosciuto B-movie dal budget limitato, con locations ristrette e sinistre ed un manipolo di attori che cercano di creare l'atmosfera e a tratti ce la fanno. Il film ha diversi meriti e nelle sue ristrettezze risulta meno superficiale di quello che possa apparire di primo impatto, sta di fatto che la pretensione liristica del regista ed una certa lentezza narrativa rendono Let's Scare Jessica to Death un prodotto "per molti ma non per tutti", il che, in parole povere, vuol dire che agli occhi di diversi spettatori potrebbe risultare noioso. Influenzato chiaramente da La Notte dei Morti Viventi (1968) e meno palesamente da L'Invasione degli Ultracorpi (1955), La Morte Corre Incontro a Jessica è una ghost story sui generis che mischia fantasmi, vampirismo ed una logica molto debole che lega il tutto. L'ambientazione bucolica e la tecnica di ripresa sottolineano e generano un'atmosfera quasi onirica, come se tutto il racconto fosse in effetti un sogno che inizia sereno per terminare in un desolante incubo: diversi i momenti che istillano paura ed altri ancora quelli che inseriscono chiari elementi orrorifici alla luce del sole. Su tutti l'emergere di Emily dal lago come fosse uno zombie vestita in guisa ottocentesca e una mano che spunta dall'acqua per acchiappare il malcapitato di turno, scena che con qualche variazione potrebbe ricordare una sequenza di Venerdì 13 (1980). Niente male neppure il finale, con gli abitanti del paesino in fila sulla costa, anche se il finale stesso risulta abbastanza arcano. All'interno dell'inusuale ghost story si legge in maniera non troppo marcata il misero destino dell'epoca dei figli dei fiori: i protagonisti, chiaramente appartenenti a quella corrente politico sociale, sono dei mezzi emarginati costretti a fare gli agricoltori per tirare avanti. Anche l'aspetto degli attori ricorda da vicino gli hippies, soprattutto nella persona della seduttiva Emily. Woody, amico di Jessica e Duncan, con quei baffoni ricorda invece un attore porno vintage. La recitazione non è male ma è difficile empatizzare davvero con i protagonisti, è piuttosto l'atmosfera a convincere. Si dice che la versione italiana abbia un doppiaggio osceno; non so, io ho visto quella originale. Nel complesso La Morte Corre Incontro a Jessica risulta essere un B ben fatto, dal ritmo lento e con una buona dose di inquietudine, curioso e sufficientemente weird da poter attirare l'attenzione degli spettatori in cerca di pellicole diverse dal solito. Garantitegli la massima potenzialità guardandolo la notte da soli. Per appassionati curiosi.
* Trad: "Sono seduta qui e non risco a credere che sia successo. Ed ancora devo crederci. Sogni o incubi? Pazzia o ragione? Non so qual è l'una e l'altra"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le riprese esetrne alla casa di E. Dickinson sono state compiute al 34 North Main Street, Essex (Connecticut); il negozio di ferramente di Carini si trovava a Chester (Connecticut); altre riprese sono state compiute ad Old Saybrook sempre in Connecticut.
Le riprese al lago furono compiute in autunno e quindi gli attori dovettero sopportare un gran freddo.
La prima notte che la crew giunse alla location della fattoria, questa era avvolta da una sinistra nebbia. Approfittando della cosa si fecero subito delle riprese degli esterni della casa, riprese che furono usate nel film come sequenze di transizione.
Il regista Hancock fu messo in lista per dirigere Lo Squalo 2 (1978) ma venne scartato per il suo approccio lirico che mal si addiceva alle finalità commerciali del film.