TRAMA
Dopo la scoperta dell'omicidio
della moglie, George Darica (Stelio Candelli) chiede l'aiuto di
persone influenti per andarsi a nascondere insieme alla sua attuale
compagna Carla (Patrizia Viotti). Solo che gli omicidi continuano
anche nella nuova casa e Darica rischia di essere portato alla
pazzia dagli eventi.


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LA
MORTE SCENDE LEGGERA |
(ITALIA
- 1972 - 85min - Colore) |
di Leopoldo
Savona
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| GENERE |
ITALIAN GIALLO |
| IN BREVE |
Gialletto
misconosciuto. Forse da riscoprire, ma anche no. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"Non chiederti nulla e fuggirai dalle tue angosce"
Cosa succede se un "esperto"
di western come Leopoldo Savona si mette a fare un giallo
con l'aiuto di Luigi Russo che come sceneggiatore ha più
praticità con l'erotismo tipico di un decamerotico?
Semplice, succede che il risultato è un giallino
leggero che assomiglia più ad un thriller che punta
le sue fiches tutte sul sesso piuttosto che sul sangue e
sulla tensione. Per esempio i due protagonisti infiammano
la loro passione guardandosi un filmetto erotico in una
delle scene più "piccanti" del film, accompagnati
da uno score musicale tipico di quegli anni, composto da
Coriolano Gori altro espertone di western. Poche le scene
riuscite: forse l'unica riguarda il marito che ha eliminato
la moglie gelosa e chiede al protagonista di dargli una
mano a seppellire il corpo, creando una situazione bizzarra
con i due che vanno in giro con una cassa per il paese in
un modo che ricorda una scena simile in Frankenstein
Junior (1974). Non molto da dire su questa pellicola
comprensibilmente dimenticata che ha la forza di inserire
anche elementi di denuncia politica, incarnati nell'Onorevole
(o segretario, o sottosegretario, non ricordo) che dà
una mano a Darica facendo le giuste telefonate, con un atteggiamento
che ricorda lo stile mafioso. Forse il film è da
riscoprire e merita un poco di attenzione in più,
dal momento che anche sulla rete non se ne trova praticamente
notizia, va detto, però, che fra molti gialli disponibili
questo lo si può pure trascurare, ma non è
il peggiore in circolazione. Di Leopoldo Savona è
più facile ricordare Byleth - Il demone dell'incesto
(1971), se non altro per il titolo trashone.
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