TRAMA
Tre esperti di programmazione
di videogiochi ed un'apprendista (manager) sono chiusi in un laboratorio
di sviluppo software per mettere a punto il gioco più spaventoso
della storia: la posta è 1.000.000 di dollari. Non c'è
molto spirito di gruppo nel team anche perché tutti sono
più che altro mossi dalla voglia di beccarsi il malloppo.
Comunque il gioco viene creato ma per un problema tecnico il mostro
protagonista del gioco si materializza e fa sfracelli.
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IL
MOSTRO OLTRE LO SCHERMO |
(titolo
or.: How to make a monster
- USA - 2001 - 91min - Colore) |
di George
Huang |
| GENERE |
HORROR - COMEDY |
| IN BREVE |
Un horror piccolo
piccolo diretto ad un pubblico adolescenziale |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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C'è una differenza fra i film
poveristici italiani e quelli americani: in Italia un film
poveristico è quello in cui gli attori vanno davvero
in giro con le pezze al culo, mentre negli States i soldi
per "patinare" la spazzatura ci sono sempre e
così, anche quando si guardano vere e proprie stronzate,
almeno visivamente non si è disturbati. Comunque....
How to make a monster (in un certo modo remake
di un film del 1958 con lo stesso titolo) è davvero
un prodotto da TV imbottito con moltissimi clichées
a voi già noti. C'è chi a voluto leggere un
certo spessore nel film. In effetti si potrebbe dire che
il mostro che "esce dallo schermo" è l'incarnazione
della cupidigia dei tre tecnici e che il dramma sia metafora
del mondo degli affari; l'idea è confermata dalla
scena finale in cui la buona si specchia e si vede come
mostro e da buona si trasforma in cinica (discorsone finale).
E' vero. Però i messaggi fra le righe vengono calpestati
da un umorismo da scuola media, dalle tettone della Strain,
dalla paura e dalla tensione che non esiste e, appunto,
dal discorsone finale che è fatto con un cinismo
che ha tutto il sapore delle bancarelle di provicia. Film
di grana grossa, insomma. E' chiaro che la produzione intendeva
mirare ad un pubblico giovane e ciò si nota nell'uso
di protagonisti stereotipo per i quali il proprio carattere
corrisponde, linearmente, al fisico in modo da non essere
spiazzati. in più c'è un uso "stuzzicante"
di CGI simil video-game che alletta il giovinetto e, non
ultima, la presenza della ficona che non guasta mai (la
tipa è Julie Strain che in effetti ha fatto da modella
per il gioco F.A.K.K.2 basato sul film Heavy Metal 2000).
Poco conta che, in effetti, il film nella seconda metà
shifti verso un tono più cupo e serioso. Guardare
Il mostro oltre lo schermo è una perdita
di tempo? Per il pubblico mainstream direi decisamente di
sì, per gli appassionati di horror non dico nulla,
ma sono certissimo che ne rimarrebbero delusi. Fate voi.
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