La Frase dal Film: “Ma dov'è la sensazione qui? Io vedo solo Morandi a spasso con sua moglie?" "E quello stacco di ragazza lì dietro, non lo vedi?" "Sì... vabbé, ma è una che va per i fatti suoi!" "Allora... via la moglie... dentro la ragazza... Ci sbatti sopra un bel titolo - Gianni matrimonio in crisi - e sotto ci metti trenta righe d'insinuazioni abbastanza vaghe per evitare la querela. Ma santa Madonna, Barigozzi, tu devi ancora imparare l'ABC del giornalismo..."
Penultimo profetico film di Zampa, questa volta sulle ciniche deviazioni dei massmedia, scritto da quel Sergio Donati che già nel 1972 aveva detto la sua in Sbatti il mostro in prima pagina di Bellocchio circa il modo in cui la stampa manipola e ri-crea l'informazione. Protagonista per questo giallo inusuale, un Dorelli informissima, scelta programmaticamente inusuale per il genere. La presenza di Dorelli porta i toni del racconto a metà fra il dramma tinto d'horror e la commedia, con il Johnny nazionale che parla con frasi e prosodia che ricordano L'Abatantuono dei giorni nostri. Dietro tanti dialoghi semiseri e caratterizzazioni bizzarre (vedi quella dell'industriale della Baruffi Cosmetici interpretato da Palmer) il film nasconde, ma neanche troppo, un'anima nera non da poco che profetizza una società in cui i lettori cercano roba "volgare, violenta aggressiva, nevrotica, senza nessuno scrupolo esattamente come è la gente e il mondo a cui è destinata", come ben chiaramente espone il figlio del capo del quotidiano al padre che, almeno a parole, è ancora legato ad un modello di giornalismo non sensazionalista. Diseducativo al massimo fin dalle prime battute che vedono Dorelli dare pessimi consigli al figlio, il film dipinge un mondo di persone avide di successo disposte a tutto per averlo. Modernissimo. Tutta la morale impacchettata nel giallo di tradizione argentiana, con tanto di primissimi piani dell'occhio del killer e soggettiva di visione dell'assassino. Il killer però questa volta usa un martello. Film valido, anche dal punto di vista tecnico e del cast; una piccola parte anche per Sydney Rome. Sarebbe bello definirlo un giallo grottesco ma Il Mostro è definibile piuttosto una tragicomica riduzione cinematografica della realtà quotidiana. Bello e cupo il finale.
Noto all'estero come: A rém (Ungheria), Criminalia (Francia), O daimonas (Grecia), Potwór (Polonia), The Fiend (Internazionale).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Nel film, il figlio di Dorelli è interpretato da Enzo Santaniello, il fu bambino che all'inizio di C’era una volta il west (1968) di Leone viene ucciso da Henry Fonda. Quel film, peraltro, fu sceneggiato da Sergio Donati.
Nello studio televisivo dove viene trovato morto il nonno raccontafavole, su uno schermo appare il faccione di Baccaro (La Bestia in Calore, 1977)