Pessimo titolo italiano (il pianeta perduto
in questione è la Terra) per questo tipico dopo-la-bomba
exploitation. Questo film è la tipica incarnazione
di quel mutamento avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale
nel filone dell'horror. In cross-over con la fantascienza,
l'horror prende di mira le paure della guerra fredda, del
diverso, di quello che viene dal fuori. Sono spesso film
un po' stupidi e melodrammatici con un finale positivo,
pieni di clichés e stereotipi. Comunque interessanti
nel loro affascinantissimo bianco e nero. Rispetto ai molti
film del genere, che rimangono vaghi e sospesi fino alla
comparsa di qualche mostrone, Day the world ended,
cerca di inserire dei sub-plot nella trama. In special modo
è interessante quello di Ruby. La scena in cui lei
balla come quando faceva la spogliarellista e racconta di
un pubblico eccitato ed ammutolito, e il conseguente pianto
perché sia quella vita che quel pubblico sono morti,
è una scena molto interessante e ben fatta. Da manuale
il personaggio dell'ex militare stoico interpretato da Paul
Birch: tutto d'un pezzo quando consiglia a Rick di sparare
a sua figlia se fosse stata contaminata e lo avesse assalito,
tenero e con la voce dolce quando chiede a sua figlia di
sposare Rick per far sopravvivere la specie. Non so come
è resa la voce nella versione italiana poiché
ho visto quella originale. Insomma Corman con questo film
riesce dove molti altri hanno annoiato eccessivamente. E'
chiaro poi che certe situazioni siano ridicole: gli schizzi
dei tre animali sopravvissuti agli esperimenti nucleari
sono da bestiario medievale, il costume del mostro con le
braccine è assurdo e troppo inverosimile. Più
che altro sembra uno di quei mostri giapponesi che combattono
contro Godzilla!!! Non è ben chiarito nel film il
perché il mostro assilli e parli telepaticamente
con Louise. Lo dico io: perché era il suo ex fidanzato
ora mutato, lei guarda il suo volto sulla foto posta sul
comodino nella stanza da letto. Nota: il volto maschile
in quella foto, comunque, è quello di Corman stesso!
Un film consigliato perché molto rappresentativo
del lavoro di quel regista e dell'epoca cinematografica
dell'horror/Sci-Fi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film fu girato in nove giorni.
Chi veste i panni del mostro, Paul Blaidell,
è anche l'effettista del film.
Gli esterni vennero girati nel Bronson
Canyon.
Nota tecnica: come potete notare alla fine
del film, quando compare la scritta "The Beginning",
il formato d'immagine cambia. Quello è il SuperScope.
Questo film fu girato in un modo per cui un formato 1.66
veniva portato a 2.35. La versione che si vede però,
a parte la fine, è in 4:3. Questo vuol dire che un
buon 75% dell'immagine è stata eliminata!!! Il fatto
che Corman, sapendo di usare un formato panoramico, si sia
permesso ampie inquadrature (poi devastate dal pan&scan)
si nota, ad esempio, nella scena della chiacchierata a letto
fra Louise e Ruby, in cui una delle due è totalmente
fuori inquadratura.