La Frase dal Film: “E' strano chiamare se stessi, vero?!” "Non è detto che sia io"
Se siete finiti su questo sito in cerca di film weird, probabilmente per voi David Lynch non ha bisogno di grosse presentazioni. Elevato quasi subito a regista di culto per quella grandiosa stranezza che è Eraserhead (1977) e fattosi amare dal grande pubblico a suon di lacrimoni per The Elephant Man (1980), Lynch ha intessuto la sua tela di regista weird con opere quali Velluto Blu (1986), Cuore Selvaggio (1990) e quel fenomenale serial televisivo che fu Twin Peaks (1990-1991) poi, quest'ultima fatica, cristallizzatasi nel non apprezzatissimo Fuoco Cammina con Me (1992), prequel del serial. Dal picco di seguito e stima ottenuto agli inizi degli anni '90, grazie appunto al serial, la fama di Lynch è andata progressivamente a calare, rimanendo artista di culto solo per quella schiera di irriducibili amanti del cinema "ai margini". Ai margini sia perché Lynch non è d'immediata metabolizzazione (e del resto il regista giustamente se ne infisichia di piacere al più ampio pubblico) sia perché ad ogni colpo portato a segno, altri hanno mancato il bersaglio di misura. Tutti ricordano ovviamente Twin Peaks ma pochi amano citare Lynch per On the Air, miniserie tv andata in onda nel 1992, e Hotel Room (1993) altra miniserie interrotta alla settima puntata; va aggiunto, ad onor del vero, che anche Twin Peaks non conobbe sorte migliore in quanto la produzione fu interrotta a metà della seconda serie dopo che la rivelazione dell'assassino di Laura Palmer fece crollare gli scolti. Dagli anni '90 Lynch non ha realizzato molti lungometraggi: l'apprezzato Strade Perdute (1997) è stato eclissato dal buonismo di Una Storia Vera (1999) realizzato al soldo della Disney, pellicola che ha ottenuto successo di pubblico e nominations all'Oscar. Per il suo ritorno al surreale, con Mulholland Drive e Inland Empire (2006), Lynch ricorre a finanziamenti offerti da produttori francesi e non era la prima volta; paese, la Francia, dove lo amano particolarmente (leggete sotto le note su Cannes e Les Cahiers du Cinéma). Mulholland Drive nasce nel 1999 come pilot per l'ennesimo serial tv, finanziato con 8 milioni di dollari dalla ABC, la quale, però, rimase molto delusa dai risultati. Lynch si comprò i diritti e il materiale, lo portò in Francia da Studio Canal che aggiunse circa 7 milioni di dollari. Mulholland Drive è il rehash di tutte le tematiche che hanno contraddistito il cinema Lynchiano: il mystery thriller alla Twin Peaks, un gruppo di mobsters che minaccia i protagonisti (vedere Velluto Blu e Strade Perdute), personaggi bizzarri e sinistri, scambio di identità e perdita dei margini dell'identità stessa, realtà alternative. Torna anche la peculiare caratterizzazione della donna, dipinta da una parte come semplice ragazza di provincia e dall'altra come femme fatale: qui a regge il gioco c'è la bella Watts, semplice biondina di provincia in cerca di successo cinematografico (la Watts raggiungerà davvero lo stardom grazie a questo film!), e la procace "Rita Hayworth", aka Laura Harring, donna fatale che deve ricostruire la propria vita. Nel processo, la semplicità della prima confluirà nella seconda donna e la prima si rivelerà sensuale tanto quanto la burrosa messicana Harring. Come vuole la migliore tradizione lynchiana, da Eraserhead all'ultima puntata di Twin Peaks, il linguaggio narrativo e lo sviluppo della faccenda segue fragili fili logici, suggestioni surreali e atmosfere da inconscio turbato che, in effetti, mal si accordano con le lineari narrative televisive, dal che si comprende la scelta della ABC. Lynch si è sempre fatto forte di una cifra artistica caratterizzata dal passaggio su pellicola di rappresentazioni simili al sonno e ai sogni, senza che una logica "diurna" dovesse mai prendere il sopravvento sulla faccenda; pare che il regista eviti anche di spiegare al cast la storia che andranno a recitare. Il thriller che Lynch ordisce, quindi, non è il trhiller al quale di norma si è abituati, ovvero una storia che al termine completa e spiega. Il thriller di Lynch è più una scusa per dar vita ad un circo di suggestioni psicologiche: è qualcosa che coloro che approcciano il cinema di questo regista devono accettare come un dato di fatto imprescindibile, pena una grande irritazione. Mulholland Drive spinge sul pedale dell'acceleratore del weird poiché se in altri thriller Lynch almeno dipanava le questioni aperte dal soggetto principale, qui non lo fa e, come aggravante, aggiunge una serie di subplot, più o meno curiosi (più o meno azzeccati!), che confondo ulterioremente le acque fino a precipitare in un finale in cui la protagonista (la Harring) viene riscucchiata in un universo che comprende e contempla molteplici elementi del film stesso. Confusi? Come volevasi dimostrare. Districare la matassa è un lavoro bizzantino e forse non s'ha neppure da fare. A voler per forza pensarci su, forse la prima parte del film è il sogno di una delle due protagoniste. La piena comprensione del film è comunque secondaria all'impero del bizzarro che Lynch dipinge ad ogni lavoro, con il rischio, ovviamente, che per ogni stranezza narrativo-visiva si urli al genio artistico. Per Mulhollnad Drive non credo sia così. Se è pur vero che la sua poetica è coerente con il tempo e non la posa di un momento, è altrettanto vero che forse questa nasconde una certa furbizia e scaltrezza: Lynch, come si sul dire, o lo si odia o lo si ama e un film come Mulholland Drive non fa che soffiare vento sul fuoco degli appassionati del genere e del regista, come dire: più è bizzarro, più è artistico. Non è così e sicuramente un regista in erba che dovesse tentare la stessa strada verrebbe bruciato in effige dagli stessi critici. Sulla scena saffica fra la Herring e la Watts, invece, tutti ci riconciliamo e riconosciamo all'artista del bizzarro la furbizia di inserire un pezzo del chiaro e buon vecchio sesso lesbo che fa parlare una lingua popolare al film e fa parlare il popolo del film. Comunque Mulholland Drive saprà ripagare con moneta forte coloro che amano il regista e il suo modo di mescolare le carte, jolly compresi!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 15 milioni di dollari e ne ha incassati poco più di 20.
L'idea per questo film venne al regista nei primi anni '90, quando le TV trasmettevano ancora il serial Twin Peaks. Se ci fosse stata la possibilità di produrre una terza serie di quel telefilm, Lynch avrebbe chiesto alla ABC di creare uno spin-off con protagonista Audrey Horne e in effetti il personaggio di Betty, altro non sarebbe se non quello di Audrey.
Per il film il regista Lynch è stato nominato all'Oscar 2002 nella categoria Miglior Regia. Non ha vinto l'Oscar però ha vinto la Palma D'Oro a Cannes per la stessa categoria.
Le riprese sono andate dal 8 febbraio 1999 al 29 marzo dello stesso anno; riprese addizionali sono state compiute dal 9 ottobre 2000 al 17 ottobre 2000.
All'inizio del film, nei credits, non happare il titolo del film in sovraimpressione ma si legge Mulholland Dr. su un segnale stradale.
Al complesso degli appartamenti del Sierra Bonita, a fianco del numero 17 c'è scritto L.J. DeRosa, il nome di una degli scenografi che hanno lavorato al film, ovvero Laura J. DeRosa.
Il film è dedicato a Jennifer Syme, una giovane attrice morta, la cui storia è molto simile a quella del personaggio interpretato dalla Watts. La Syme partecipò in un ruolo secondario a Strade Perdute (1997) di Lynch, fu fidanzata di Keanu Reeves e con lui ebbe una figlia (però nata morta) e lei morì a sua volta il 2 aprile del 2001 a Los Angeles quando la sua jeep si schiantò contro una fila di macchine parcheggiate.
Alle pizze distribuite nei cinema di tutto il mondo, il regista chiese di allegare una sua personale nota scritta al PC e fotocopiata sulla quale si davano speciali istruzioni. Si chiedeva di proiettare il film non centrato verticalmente ma facendo corrispondere il margine alto del fotogramma con il margine dello schermo cinematografico (quindi parte bdell'immagine inferiore finiva fuori schermo) Questo perché il film, pensato per la TV aveva una proporzione d'immagine di 1:1,78 (16:9) mentre al cinema il rapporto è 1:1,85. Se l'immagine fosse stata centrata verticalmente, parte della testa degli attori sarebbe finita oltre lo schermo. Oltre a ciò, Lynch chiese di aumentare di 2 decibel il livello dell'audio in sala. La nota si concludeva con le parole "Your friend, David Lynch".
Mentre si recava in macchina al casting per il ruolo di Rita/Camilla, l'attrice Laura Harring ebbe un incidente automobilistico non grave.
I critici de Les Cahiers du Cinéma scelsero questo film come il migliore del 2001; nel 2010 lo elessero miglior film della decade.
Nel film, il regista Kesher rompe il parabrezza della macchina dei produttori con una mazza da golf, riferimento all'episodio che vede come protagonista Jack Nicholson che fece la stessa cosa; motivo per cui il soprannome di Nicholson è "Mulholland Man".
Il Cowboy non ha sopraciglia. Questo per dargli un aspetto più inquietante.
Nell'appartamento di Betti c'è un quadro simile a "La Ragazza con l'Orecchino di Perla" di Vermeer; si tratta in verità del "Beatrice Cenci" di Guido Reni.
Se Mulholland Drive fosse stato un serial della ABC, come in effetti era in progetto, Naomi Watts e Laura Harring non avrebbero preso parte al serial perché, tra tanti fattori che remavano contro, la ABC le riteneva troppo vecchie per poter funzionare come star televisive.
Rebekah Del Rio, la cantante al Club Silencio, incontrò Lynch il giorno in cui un talent scout la portò in uno studio di registrazione in cui per caso si trovava il regista. Lynch le chiese di cantare per lui e la donna improvvisò "Llorando" e, senza saperlo, fu registrata. Anni dopo Lynch incorporò in questo film proprio quella registrazione fatta sul momento, con l'eccezione di qualche correzione sonora.
Badalamenti, il compositore dello score, compare nel film all'inizio come il dirigente che beve un espresso.
Cori Glazer, il supervisore della sceneggiatura, compare nel film come la donna coi capelli blu.