La Frase dal Film:
"Non è niente, è solo uno svenimento,
si riprenderà subito. Capita spesso qui."
Uno splendido ed elegante film gotico
con una trama interessante ed una notevole cura del
dettaglio scenografico. Tratto da i racconti fiamminghi
di Pieter Van Veigen, Il mulino delle donne di pietra
non si può definire una pellicola assolutamente
originale, in effetti nella trama e nelle immagini del
film possono essere rintracciate suggestioni provenienti
da La maschera di cera (1933) di Michael Curtiz,
da Occhi senza volto (1959) di Georges Franju
ed anche da Frankenstein
(1931) James Whale, ma nello stesso tempo possiamo dire
che il Dr.Orloff (Il diabolico dr Satana -
1961) di Jesus Franco deve qualcosa a questo lavoro
di Ferroni (e molto di più a quello di Franju
dunque!). Nonostante questi rimandi e queste citazioni,
la pellicola ha una propria anima ed un propio carattere
ben definito. Notevolissima la cura degli allestimenti
scenografici, l'uso delle luci e della fotografia di
Pier Ludovico Padovani: bella la soluzione che quest'ultimo
ha adottato per rappresentare la confusione di Hans
che è stato drogato con un potente calmante,
eccellente la confusione fra realtà e finzione
che si viene a creare anche nella mente dello spettatore.
Va segnalato che difficilmente questo film potrebbe sorprendere
uno spettatore "moderno": in effetti ciò
che accade in quel mulino e ciò che avverrà
lo si capisce dalle prime battute (lo si capisce anche
troppo presto dal titolo, bello ma troppo esplicito)
ma se riuscirete a farvi rapire dall'atmosfera gotica,
qui davvero di classe, allora il gioco è fatto.
Splendido quando Hans pronuncia la frase "...è
morta" e queste sue parole vengono sottolineate
da un sonorissimo tuono, eccellenti gli occhi sgranati
e pazzi di Gregorius, romanticissimi e di gusto retrò
i dialoghi d'amore fra Hans e la sua futura moglie,
forti le immagini del macabro carillon e ancor più
forti i volti delle statue che vanno a fuoco. Sperando
di non aver svelato troppo della trama, ma certo che
questo film vada più guardato per la sua "goticità"
che per il suo plot non così originale, ne consiglio
la visione ad appassionati e non; temo, però,
che il mainstreamer possa essere colto da noia soporifera.
Peccato.
Noto all'estero come Drops of Blood
o Horror of the Stone Women (UK), Icon
o Mill of the Stone Women o The Horrible
Mill Women (USA), Le Moulin des supplices
(Francia).