TRAMA

Hans, un giovane studente universitario si reca al mulino di Gregorius Wahl per studiare il suo enorme carillon composto da statue a grandezza naturale di famose donne storiche (tutte finite male!). Il giovane presto si accorge che Gregorius, la figlia di quest'ultimo (la bella Elfi) ed il dottore che cura Elfi nascondono un tetro segreto.


IL MULINO DELLE DONNE DI PIETRA
(ITALIA/FRANCIA - 1960 - 100min - Colore)

di Giorgio Ferroni

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Eccellente gotico non originalissimo in quanto a plot ma di grande stile.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non è niente, è solo uno svenimento, si riprenderà subito. Capita spesso qui."

Uno splendido ed elegante film gotico con una trama interessante ed una notevole cura del dettaglio scenografico. Tratto da i racconti fiamminghi di Pieter Van Veigen, Il mulino delle donne di pietra non si può definire una pellicola assolutamente originale, in effetti nella trama e nelle immagini del film possono essere rintracciate suggestioni provenienti da La maschera di cera (1933) di Michael Curtiz, da Occhi senza volto (1959) di Georges Franju ed anche da Frankenstein (1931) James Whale, ma nello stesso tempo possiamo dire che il Dr.Orloff (Il diabolico dr Satana - 1961) di Jesus Franco deve qualcosa a questo lavoro di Ferroni (e molto di più a quello di Franju dunque!). Nonostante questi rimandi e queste citazioni, la pellicola ha una propria anima ed un propio carattere ben definito. Notevolissima la cura degli allestimenti scenografici, l'uso delle luci e della fotografia di Pier Ludovico Padovani: bella la soluzione che quest'ultimo ha adottato per rappresentare la confusione di Hans che è stato drogato con un potente calmante, eccellente la confusione fra realtà e finzione che si viene a creare anche nella mente dello spettatore. Va segnalato che difficilmente questo film potrebbe sorprendere uno spettatore "moderno": in effetti ciò che accade in quel mulino e ciò che avverrà lo si capisce dalle prime battute (lo si capisce anche troppo presto dal titolo, bello ma troppo esplicito) ma se riuscirete a farvi rapire dall'atmosfera gotica, qui davvero di classe, allora il gioco è fatto. Splendido quando Hans pronuncia la frase "...è morta" e queste sue parole vengono sottolineate da un sonorissimo tuono, eccellenti gli occhi sgranati e pazzi di Gregorius, romanticissimi e di gusto retrò i dialoghi d'amore fra Hans e la sua futura moglie, forti le immagini del macabro carillon e ancor più forti i volti delle statue che vanno a fuoco. Sperando di non aver svelato troppo della trama, ma certo che questo film vada più guardato per la sua "goticità" che per il suo plot non così originale, ne consiglio la visione ad appassionati e non; temo, però, che il mainstreamer possa essere colto da noia soporifera. Peccato.

Noto all'estero come Drops of Blood o Horror of the Stone Women (UK), Icon o Mill of the Stone Women o The Horrible Mill Women (USA), Le Moulin des supplices (Francia).