TRAMA

L'attore Michael (Stefano Patrizi) è ancora funestato dal ricordo di aver ucciso, quando era bambino, il proprio padre. Si reca a far visita alla madre Glenda (Anita Strindberg) e là lo seguono la fidanzata (Silvia Dionisio) e altra gente di cinema per studiare le locations di un futiro film. Un misterioso killer inizià a far mattanza.


MURDER OBSESSION (Follia Omicida)
Italia/Francia - 1980 - 100' - Colore

di Robert Hampton [Riccardo Freda]

GENERE
HORROR
IN BREVE
L'ultimo film di Freda è da dimenticare. Peccato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Forse non è il momento ma volevo informarla che non trovo più la sega meccanica"

"E' una merda. Gli attori erano scarsi e così i soldi". Parole dello stesso Freda rilasciate alla rivista 'Amarcord', parole che, come una piccola pillola amara, riassumono tutto un film e obbligano a mandare giù il fatto che l'ultima pellicola* di Freda, colui che ha dato vita all'horror in Italia con I Vampiri (1957), è una frazione di eredità della quale vorremmo fare a meno e che Freda stesso ci avrebbe voluto probabilmente evitare. Ma tant'è e così la chiusa di una vita di lavoro dietro la mdp si riduce ad una storia indecisa fra thriller giallo argentiano-hitchcockiano e un gotico con tanto di mega ragnatele e aracnidi giganti di gomma da trashata anni '50. La propensione al gotico di Freda mal s'innesta con il giallo, al di là di certe sequenze oniriche un po' weird e nella ragnatele dell'approssimazione che intrappola tutto il progetto rimangono invischiati regista, tecnici (davvero scarsi gli SFX) e attori. Nonostante un manipolo di nomi di un certo rilievo e di una certa esperienza nel cinema di genere (Gemser, Strindberg, Dionisio) questi non rendono a dovere anche perché la storia è gestita in maniera troppo lenta e con dialoghi per nulla significativi. Freda riesce, se non altro, a creare una certa atmosfera morbosa tipica dei giallos del '70, inserisce i dovuti momenti exploitation (la Gemser sempre nuda è sempre uno spettacolo!) però nel complesso il film non gira e si fa veramente fatica a giungere al fondo della storia, con identità del killer prevedibile, senza evitare la distrazione o l'abbiocco. Interessante il fatto che la Strindberg appaia troppo giovane per poter essere la madre di Stefano Patrizi (lei era del '44 lui del '50) ma questo aggiunge una certo tono freudiano-edipico alla loro relazione, richiamando e ribaltando allo stesso tempo il rapporto che intercorreva fra Pierre Lantin e la Contessa Du Grand ne I Vampiri. Patrizi però non è l'attore che riesce ad "agganciare" con la Strindberg come avrebbe richiesto la storia e uno degli elementi più forti del film si va quindi a perdere. Rimane un po' di sesso e splatter ma mal gestito a causa di effetti davvero troppo caserecci. Murder Obsession è salvabile, e osservabile, solo dallo zoccolo duro degli appassionati del cinema bis, e perdonabile solo da chi ha conosciuto Freda per altri lavori ben più meritevoli. Un film che, a rigor di logica, andrebbe sconsigliato ma che rimane nel "limbo" solo per il rispetto verso un maestro.

* In effetti non è l'ultimissimo. Freda girò anche alcune scene per La Fille de d'Artagnan (1994) prima di essere licenziato e sostituito da Bertrand Tavernier. Freda morirà il 20 dicembre 1999.

 

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