TRAMA

Il piccolo Joey (William Dix) tona a casa dopo un soggiorno in un istituto di correzione. Il padre (James Villiers) e la madre depressa (Wendy Craig) hanno pensato che la loro piccola figlia sia stata uccisa da Joey in un gioco finito male. Joey invece è certo che dietro al dramma vi sia la Tata (Bette Davis) per quanto questa si mostri gentile ed amorevole.

 

 

 


THE NANNY - La Governante
titolo or.: The Nanny - UK - 1965 - 93' - b/n

di Seth Holt

GENERE
MYSTERY - HORROR - THRILLER
IN BREVE
Solido thriller d'annata. La Davis spadroneggia ma non è sola sul set. Il finale ripaga qualche lentezza nella parte centrale.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quindi i bambini non hanno turbe mentali?!" "Ah, questo no, ma è difficile la diagnosi. No, abbiamo: paranoia, schizofrenia, ambizalenza psichica, insomma un po' di tutto" "E Joey?" “Joey...eh, non so che potrei dirle...” "Ma è guarito, vero?" "Guarito... eh non so cosa dire. Se mi chiedesse se suo figlio è normale direi di no, questo secondo la psichiatria"

Mossa dal poco artistico motivo di cavalcare il successo di Che Fine Ha Fatto Baby Jane (1962) l'inglese Hammer produce il suo più riuscito psycho-trhiller, riuscendo altresì ad ingaggiare la superba Bette Davis che in vecchiaia e con i suoi sguardi luciferini riuscì a dare il via ad un sottogenere detto "geriatric horror", ovvero pellicole nelle quali geriatrico fa rima con psichiatrico. Scrive la sceneggiatura Jimmy Sangster, punta di diamante della Hammer, traendo ispirazione da un romanzo di Evelyn Piper (vero nome Marryam Modell). Ne sortisce un gran bel film vestito di un magnifico bianco e nero, con Bette Davis nei panni di una brava Mary Poppins che gestisce di cuore una famiglia disfunzionale con un padre assente, una madre depressa ed un figliolo ritenuto psicologicamente disturbato. La Tata fa di tutto per mostrarsi gentile con la piccola peste. Va da sé che le cose non sono così semplici e, come prevedibile, la Mary Poppins incarnata dalla Davis ha un doppio fondo da paura. Il regista Holt dirige con perizia e regala alla grande star primi piani a manciate (tributo dovuto ad una donna che reggeva i film con i soli occhi), senza dimenticarsi di allungare il brodo nella parte centrale in cui si accumulano episodi esemplificativi della paranoia e della cattiveria del padroncino Joy e della buona fede della Nanny come se ci si trovasse davanti ad un rehash de Il Giglio Nero (1956); le cose non sono tali e quindi occorre attendere il terzo finale per vedere il come e il perché di qualcosa che si intuisce ma non nella sua completezza. Tuttavia i film buoni film sono tali proprio per il fatto che non si giocano solo grazie ad un finale coinvolgente e The Nanny sa costruire storia e personaggi in una ricomposizione di materiale e stili (hitchcock su tutti) davvero piacevole. Film per tutta la famiglia che fa rimpiangere e di molto gli anni in cui l'orrore si costruiva su una solida sceneggiatura e che ha fatto della Hammer una storica casa di produzione buona non solo per i Dracula & Co.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nel film l'attrice Jil Bennett (Il Tè nel Deserto, 1990), nei panni della zia Pen, dice "Stando molto attenta potrei arrivare a 90 anni. Ma chi vuole fino a quell'età?". Profetico. L'attrice nata il 24 dicembre 1931 si suicidò nell'ottobre del 1990 tramite un'overdose dopo anni di depressione e di pesantissimi litigi con l'ex marito, il commediografo John Osborne. Lei disse di Osborne che era un omosessuale impotente, lui, per nulla affranto alla notizia del suicidio, disse che la Bennett era la peggior donna nella quale fosse incappato, posseduta dal demone dell'avarizia, una persona che passò metà dei nove anni trascorsi insieme a letto a fare nulla. Concluse le sue esternazione sulla ex moglie suicida dicendo che il suo unico dispiacere era quello di non aver potuto cagare (sic) nella sua bara.

La giovane Bobbie dagli occhi brillanti è la giovane infermiera inglese che cinque anni dopo, nei panni di Jane, pedalerà inquieta per le strade provinciali francesi in Il Mostro della Strada di Campagna (1970).

Il regista Seth Holt morì prematuramente d'infarto il 14 febbraio 1971 mentre lavorava ad Exorcismus - Cleo, la dea dell'amore.

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