La Frase dal Film:
"La chiesa sta a significare che questa grotta
era il simbolo del potere protettivo di Dio. Ora dovete
immaginare i cavalieri templari che entrano nella grotta
e che, secondo un'antica leggenda, combattono contro questi
demoni" "Demoni, eh?!" "Già"
"E poi? Hanno vinto?" "Sfortunatamente
no. In Europa le leggende hanno il finale triste"
The Cave è uno di quei film, definiti
derivativi, che mentre li si guarda ci si dice "Questo
l'ho visto in Alien... Questo in Descent... Questo ne La
Cosa...". Il regista Hunt e quelli al soggetto
(Michael Steinberg e Tegan West) si sono dati molto più
da fare a sottolineare la dimensione tecnologica ed action
del film piuttosto di approfondire la dimensione psicologica
dei personaggi. L'unica variazione concessa sta nel combattuto
rapporto fra i fratelli Jack (Cole Hauser) e Tyler (Eddie
Cibrian), che, guarda caso come gli altri interpreti, non
hanno un cognome, aumentando il senso di vaghezza (e di
superficialità). Il risultato è un action-horror,
o un monster-movie moderno esteticamente piacevole ma povero
e banale. Nulla da dire sulle magnifiche riprese subacquee
e sulle diverse location underground, diverse (fuoco, acqua,
ghiaccio) al punto che sembra di guardare un film d'avventura
della serie "...al centro della terra". Ma cosa
dire della claustrofobia? Che non c'è! Le grotte
in questione sono cattedrali sotterranee così spaziose
che Moria di Gimli pare a confronto un monolocale. A parte
poche scene in cui i protagonisti strisciano fra le pietre,
manca del tutto la sensazione di essere schiacciati nello
sprofondo come la sia avvertiva in Descent
(2005), e Dio mi perdoni per il paragone. Altro problema
sono le creature che appaiono troppo simili (come al solito
quanto si tratta di xenomorfi) all'alieno del film del 1979
e forse non è un caso dal momento che gli SFX (comunque
ben fatti) sono realizzati da Nick Adler, Oscar per Alien.
Il guaio è che l'oscurità e un montaggio troppo
confuso, minano la dinamica delle scene fra mostri ed umani,
così che prima di tutto non si vedono mai bene gli
esseri, secondo non si capisce esattamente cosa accade.
D'altra parte in un horror-action del genere mi aspetto
che prima o dopo mi spiattelli per bene il mostro innanzi
agli occhi, anche perché è per questo che
hai fatto il film! Ci è concesso di vedere qualcosa
in più nelle scene finali girate in una location
da antinferno, ma alcuni dubbi e curiosità permangono.
Si sceglie invece per una storia di contaminazione virale
e di modifiche genetiche, che ricorda sì La
Cosa (1982) di Carpenter, ma con molto meno sangue ed
in un modo poi non così tanto approfondito. Insomma,
per concludere, Il nascondiglio del diavolo è
un horror-action esteticamente affascinante che però
manca di originalità, sangue e spessore. Questo non
vuol dire che non possa andare bene per una Blockbuster
Night spensierata visto in effetti il suo tenore molto mainstream.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film girato in Romania (e alcune esterne
in Yucatan, Messico) è costato circa 30 milioni di
dollari.
In Romania ci sono circa 12.000 grotte
registrate.
Il film ha inquietanti risvolti di verità,
poiché sono stati scoperti nuove forme di vita nelle
profondità delle caverne Rumene. Secondo il consulente
del film, il dottor Christi Lascu (noto speleologo ed editore
rumeno del National Geographic), 35 nuove specie furono
scoperte nelle grotte di Movilla alla fine del 1980. Fra
le specie rinvenute vi era un millepiedi di 10cm il cui
morso era velenoso. Non c'era nulla delle dimensioni delle
creature che si vedono nel film, ma nulla vieta che le creature
che vivano nelle grotte possano raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Andrew Mason, uno dei produttori, disse
che essi ingaggiarono alcuni degli speleologi migliori al
mondo come consulenti, affinché il film fosse tecnicamente
verosimile.
Gli attori, in alcuni giorni di riprese,
dovevano indossare le mute per 10-12 ore di seguito, ed
entrare e uscire dall'acqua di continuo.
Per le riprese subacquee fu creata una
vasca che conteneva 3 milioni e mezzo di litri d'acqua.
Il film rappresenta il debutto dietro la
mdp del regista Bruce Hunt.
Una delle scene iniziali del film utilizza
lo stesso set usato nel film Underworld - Evolution
(2005).
L'acronimo V.S.S.F. tatuato sulla mano
dell'addetto agli esplosivi, sta per "Verband Schweizerischer
Sprengfachleute" cioé "Società Svizzera
Artificieri".