TRAMA

L'equipaggio di reietti imbarcati su una nave per Caracas, decide di proseguire il viaggio nonostante si stia avvicinando un uragano. A bordo, fra gli altri, c'è un misterioso attore straniero (Hildegard Knef) una bionda chiacchierona (Suzanna Leigh) e il di lei padre ipocrita (Nigel Stock). La tempesta li trasporta in un misterioso territorio abitato da discendenti assai bigotti dei conquistatori spagnoli e da terribili mostri.


LA NEBBIA DEGLI ORRORI
titolo or.: The Lost Continent - UK - 1968 - 97' - Colore

di Michael Carreras e (non accreditato) Leslie Norman

GENERE
HORROR - ADVENTURE
IN BREVE
Bizzarrie a non finire per questo prodotto Hammer. Non ha molto senso ma ha un suo fascino.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Dio non ha bisogno d'interpreti"

Il genere di film che se si vede quando si è piccoli ci impressiona e si deposita profondo nella memoria; poi da adulti, quando tornano a galla le immagini sparse, non si ricorda né titolo né attori e l'unica cosa che si rammenta è la bella impressione emotiva che il film ha lasciato. Questo al di là del fatto che con occhi più maturi La Nebbia degli Orrori, come altri vecchi film, mostri tutti i suoi limiti e gli anni che ha sul groppone. Ma soprattutto Il Continente Scomparso, titolo con cui è passato in TV, è un miscuglio davvero weird di generi: horror, melodramma, fantascienza ed avventura. L'idea viene dal racconto 'Uncharted Seas' di Dennis Wheatley ed i soldi per produrre sono della favolosa casa inglese Hammer che tante soddisfazioni ha dato agli appassionati di cinema fantastico. La regia, che inizialmente era di Leslie Norman, viene passata a Michael Carreras (Maniac, 1963; Il Mistero della Mummia, 1964) il quale imbastisce una pellicola bizzarra come fosse uscita da un fumetto underground. Sfortunatamente prima di giungere sul continente perduto i protagonisti si dilungano in dialoghi e sitauzioni che è difficile definire avvincenti, ma dal momento in cui delle alghe fameliche e giganti circondano e bloccano la nave si intuisce che il meglio sta per arrivare. Carreras è legato ai clichés del genere ma sa anche inserire elementi nuovi e bizzarri: gli eredi dei conquistadores spagnoli sono in pratica una setta di assassini bigotti governati da un ragazzino spocchioso a sua volta manipolato da un incappucciato (memento inquisitio) che gode nel condannare a morte la gente. La condanna consiste nell'essere gettato in pasto ad un disgustoso essere marino che dall'aspetto definirei il nonno del mostro visto in Deep Raising - Presenze dal profondo (1998). Oltretutto quest'ultimo film ha qualche punto di contatto con La Nebbia degli Orrori. Le stranezze del film di Carreras non finiscono qui: gli autoctoni del continente perduto indossano delle vesti a cui sono agganciati degli enormi palloni pieni d'elio (dove lo trovano non si sa) tramite i quali evitano di affondare tra le alghe. La terra misteriosa però non prevede solo gli spagnoli come minaccia: non mancano granchi giganteschi e scorpioni altrettanto grandi che, fortuna vuole, organizzano una bella lotta solo per i nostri occhi. La cartapesta non è stata mai così apprezzata. Molte le scene d'azione, alcune ben orchestrate (come lo svuotamento della stiva dall'esplosivo), altre meno sensate; ma va bene così. Il finale è pirotecnico anche se non si capisce come i nostri eroi possano ritrovare la strada di casa. Anche questo conta poco; l'importante è essersi divertiti come quando eravamo bambini e questo La Nebbia degli Orrori lo garantisce. Carina la canzone iniziale cantata dai Peddlers. Discreti gli attori. Film perfetto per una giornata uggiosa, sempre che apprezziate i prodotti Hammer anni '60.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film fu girato agli Elstree Studios, Borehamwood, Hertfordshire.

Nella prima scena in coperta, si vede il dottore che legge Uncharted Seas, il libro da cui il film prende spunto.

Christopher Lee avrebbe dovuto avere il ruolo che invece ha coperto Eddie Powell.

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