La Frase dal film:
"What lives does not live from the death of some
one else?"*
Girato in 8mm e gonfiato a 16mm per il
grande schermo, Necromantik è un film che
deve parte della fama al suo medesimo titolo più
che alle immagini che pochi hanno avuto il coraggio di guardare
fino alla fine. Poco simile ad un film tradizionale, si
direbbe che questa pellicola sia un'esperienza scioccante
che mira a superare l'ennesimo taboo, ovvero la necrofilia.
Nel rinascimento del gore targato anni '80, questo lavoro
di Buttgereit riesce a distinguersi per qualche merito positivo
e si solleva non poco dalla base underground tedesca tutta
presa a produrre pellicole ultra-ultragore che peccano di
idee e di tecnica (vedi Violent
Shit, ad esempio), spingendo il limite dell'orrore un
po' più avanti. Buttgereit dimostra di avere talento,
un talento che diverrà più percepibile in
Nekromantik 2, anche se la
carriera di questo regista sembra essersi interrotta alla
fine degli anni '90. In Nekromantik assistiamo
ad una fusione di elementi se non proprio hardcore, di sicuro
fortemente erotici, e tematiche ultrasplatter. Nonostante
la stranota copula dei due protagonisti col cadavere sia
passato alla storia fra gli appassionati di horror come una
delle scene più disgustose della settima arte, va
ammesso che la resa (soprattutto riferendosi agli SFX) non
è così realistica come si potrebbe pensare.
Prova ne è la decapitazione del becchino con una
pala, scena che per il risultato quasi demenziale ricorda
molto da vicino una nota decapitazione vista in Bad
Taste (1987) di Jackson. Ma questo non è l'unico
momento in cui si può respirare un'aria da black-comedy:
anche al cinema, durante la proiezione dello slasher Vera
si avverte un tocco di comicità (molto leggero in
verità). Mentre però Buttgereit dimostra una
vena grottesca quando associa il coito necrofilo con musiche
romantiche e ralenty da film d'amour evitando di cadere
nel bieco ultrasplatter, scade invece nella decisione di
inserire uno spezzone puramente esploitativo che sa tanto
di mondo-movie: mi riferisco all'uccisione e allo spellamento
del coniglio. Rispetto a questa scena filmata in una vera
fattoria (il coniglio non è stato ucciso appositamente
per il film), Buttgereit stesso ha affermato in un tentativo
di giustificazione: "Soltanto perché lo
mostriamo non vuol dire che ci piaccia". Conta
poco che quella scena sia usata per rappresentare ciò
che accade nella mente di Rob assorto davanti alla TV; la
trovo puramente esploitativa. Lo stesso escamotage verrà
usato anche in Nekromantik 2, ma questa volta si
tratterà di una foca. Interessante invece ascoltare
nel film la tv che "parlando" di fobie, illustra
come la sovraesposizione al gore soprattutto da parte dagli
appassionati di film horror, porti gli stessi a desensibilizzarsi
nei confronti della paura e dell'orrore medesimo. Interessante
dal momento che ciò accade in questo stesso film:
"acclimatatisi" agli accopiamenti ultragore e
alle frattagli sparse in casa di Rob, lo spettatore sperimenta
una certa noia per la storia. Non aiuta in questo l'atteggiamento
registico che fa ricorso a scene oniriche dal gusto art
house e soprattutto i pochi, pochissimi dialoghi sparsi
nella pellicola. Nekromantik ha sollevato da una
parte dure critiche per l'eccessivo livello splatter e per
un certo maschilismo (o antifemminismo - la cosa sarà
più esplicita nel secondo capitolo) e dall'altra
ha fatto gridare gli appassionati al piccolo capolavoro:
la scena finale che vede Rob pugnalarsi mentre il suo pene
in erezione (palesemente posticcio) spruzza grosse quantità
di sperma e sangue è eccessiva, grottesca, orrorifica
ma meno grossolana di quello che si possa pensare. Nekromantik,
con tutti gli evidenti limiti, è un film che rimane;
solo Cerdà, a parer mio, con Aftermath
(1994) è riuscito a fare di meglio trattando lo stesso
argomento. Da vedere (entrambi). Ben inteso che si tratta
di un film per gli afecionados dell'horror estremo non mainstream.
Come già detto Jörg Buttgereit
non ha prodotto molti altri film. Oltre al seguito Nekromantik
2 (1991), vale la pena citare Der Todesking
del 1989 e Schramm del 1993.
* Trad: "Ciò che vive non lo fa grazie alla morte di qualcos'altro?"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
In camera di Rob si può intravedere
una foto attaccata al muro con su Charles Manson.
La musica del film proiettato nel cinema
è la stessa di Zombi 2 di
Fulci.
L'attrice Beatrice M. (dove M. sta per
Manowski) l'anno stesso comparirà nel film di Wim
Wenders Il cielo sopra Berlino.
Buttgereit compare nel film come uno dei
dipendenti della società Streetcleaning.
Il film è bandito in alcuni stati,
fra cui: Finladia, Norvegia, Singapore.
John Waters, il regista del weirdissimo
Pink Flamingos (1972), parlò di questa pellicola
come de "il primo film erotico per necrofili".