La Frase dal film:
"I want master life and death"
Difficile superare in morbosità
e disgusto un film come Nekromantik,
una pellicola che ha spostato il limite dello splatter
un po' più avanti. Forse questo il merito del precedente
lavoro di Buttgereit, più che l'accatastamento
di budella e sangue; ci si chiede, dunque, se fosse così
utile un seguito. Tecnicamente credo di no, questo Nekromantik
2 non aggiunge nulla di nuovo. Eppure va detto che
questo secondo episodio è migliore per molti punti
di vista. Non mancano come al solito le efferatezze ed
il sangue, ma Buttgereit cura maggiormente la regia e
si sforza di ricreare, ancor più che nel primo
episodio, un'atmosfera cronicamente melanconica: il personaggio
del mite Mike ne è l'incarnazione. Sembra che ci
sia una volontà marcata di dare alla pellicola
un impianto art house, sia nelle riprese sia con l'omaggio
a Louis Malle (La mia cena con André,
1981). Il livello narrativo è superiore anche se
molta parte del film passa senza che si possa sentire
un dialogo (non si dice nulla prima del 19° minuto):
una pecca è di certo la lunghezza della pellicola
e la lentezza di certe situazioni eccessivamente dilatate.
Il livello gore rimane, a ben guardare, più contenuto
rispetto all'episodio "uno", questo escludento
gli ultimi cinque minuti che doppiano in violenza ed in
blood level la macabra e weirda morte di Rob. Il finale
estremo di questo Nekromantik 2 fece esultare
i fans ma meno le autorità che portarono fino alle
aule del tribunale tedesco la questione. Si ripetono in
questo film alcune situazioni viste precedentemente: al
cinema con un film che riporta il nome Vera (come
in Nekromantik), e l'uccisione della foca come
nel primo film avevamo assistito a quella del coniglio.
Insomma, se da una parte c'è un miglioramento della
tecnica ed il prodotto finito risluta meno poveristico
del suo predecessore, non si assiste a nessuna evoluzione
nella "poetica" di Buttgereit e quello che si
può concludere è che Nekromantik 2
sia semplicemente un seguito che spinge un po' avanti
l'evoluzione degli eventi della storia stessa, ma che
non porta nessuna nuova linfa nel panorama ultragore che
Buttgereit stesso aveva così decisamente rimodellato
solo 4 anni prima. La lentezza e la lunghezza della pellicola
rimangono comunque i due lementi che rendono un po' indigesta
la pellicola. Naturalmente è un film per gli stomaci
forti che bazzicano l'horror non mainstream.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le associazioni femministe tedesche si
infuriarono ancor di più con Buttgereit dopo l'uscita
di questo secondo capitolo. Si suppone che questo sia da
attribuire alla scena in cui un gruppo di donne, ospitate
da Monika, stanno assise a gustarsi patatine e documentari
ultragore in cui una foca viene uccisa e squartata.
Nei credits finali, subito all'inizio,
il nome del regista compare errato come "Buttereit",
in quelli successivi sarà correttamente Buttgereit.
La pellicola è bandita in diversi
paesi fra i quali: Australia, Finlandia. In Germania è
vietata ai minori di 18, ma fino a poco tempo fa era bandita
ed il solo possesso comportava la denuncia.
L'attrice che interpreta Monika, ovvero
Monika M., ha partecipato anche alla creazione delle musiche.