TRAMA

La bella infermiera e necrofila Monika ruba dal cimitero il cadavere di Rob, che come noto a chi ha visto il primo film, si era suicidato per la disperazione di essere stato lasciato proprio da Monika. La donna se lo porta a casa e lo cura con amore. Contemporaneamente Monika inizia a frequentare Mark, un giovane e sfigatello doppiatore di film hard. Mark velocemente si accorge che la donna ha degli strani gusti, infatti riesce a godere solo facendo dei giochetti strani (tipo appenderlo a testa in giù tipo quarto di bue). Ecco che il ménage a trios è fatto: monica si spupazza sia il cadavere di Rob che il fiacco Mark. Alla fine riuscirà ad escogitare un metodo che possa fondere queste due passioni così diverse.


NEKROMANTIK 2
(titolo or.: Nekromantik 2: Die Rückkehr der liebenden Toten - GERMANIA - 1991 - 104min - Colore)

di Jörg Buttgereit

GENERE
HORROR - ACTION
IN BREVE
Più arty ma lento e lungo. Nulla da aggingere rispetto al primo.
WEIRD
SESSO

VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal film: "I want master life and death"

Difficile superare in morbosità e disgusto un film come Nekromantik, una pellicola che ha spostato il limite dello splatter un po' più avanti. Forse questo il merito del precedente lavoro di Buttgereit, più che l'accatastamento di budella e sangue; ci si chiede, dunque, se fosse così utile un seguito. Tecnicamente credo di no, questo Nekromantik 2 non aggiunge nulla di nuovo. Eppure va detto che questo secondo episodio è migliore per molti punti di vista. Non mancano come al solito le efferatezze ed il sangue, ma Buttgereit cura maggiormente la regia e si sforza di ricreare, ancor più che nel primo episodio, un'atmosfera cronicamente melanconica: il personaggio del mite Mike ne è l'incarnazione. Sembra che ci sia una volontà marcata di dare alla pellicola un impianto art house, sia nelle riprese sia con l'omaggio a Louis Malle (La mia cena con André, 1981). Il livello narrativo è superiore anche se molta parte del film passa senza che si possa sentire un dialogo (non si dice nulla prima del 19° minuto): una pecca è di certo la lunghezza della pellicola e la lentezza di certe situazioni eccessivamente dilatate. Il livello gore rimane, a ben guardare, più contenuto rispetto all'episodio "uno", questo escludento gli ultimi cinque minuti che doppiano in violenza ed in blood level la macabra e weirda morte di Rob. Il finale estremo di questo Nekromantik 2 fece esultare i fans ma meno le autorità che portarono fino alle aule del tribunale tedesco la questione. Si ripetono in questo film alcune situazioni viste precedentemente: al cinema con un film che riporta il nome Vera (come in Nekromantik), e l'uccisione della foca come nel primo film avevamo assistito a quella del coniglio. Insomma, se da una parte c'è un miglioramento della tecnica ed il prodotto finito risluta meno poveristico del suo predecessore, non si assiste a nessuna evoluzione nella "poetica" di Buttgereit e quello che si può concludere è che Nekromantik 2 sia semplicemente un seguito che spinge un po' avanti l'evoluzione degli eventi della storia stessa, ma che non porta nessuna nuova linfa nel panorama ultragore che Buttgereit stesso aveva così decisamente rimodellato solo 4 anni prima. La lentezza e la lunghezza della pellicola rimangono comunque i due lementi che rendono un po' indigesta la pellicola. Naturalmente è un film per gli stomaci forti che bazzicano l'horror non mainstream.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Le associazioni femministe tedesche si infuriarono ancor di più con Buttgereit dopo l'uscita di questo secondo capitolo. Si suppone che questo sia da attribuire alla scena in cui un gruppo di donne, ospitate da Monika, stanno assise a gustarsi patatine e documentari ultragore in cui una foca viene uccisa e squartata.

Nei credits finali, subito all'inizio, il nome del regista compare errato come "Buttereit", in quelli successivi sarà correttamente Buttgereit.

La pellicola è bandita in diversi paesi fra i quali: Australia, Finlandia. In Germania è vietata ai minori di 18, ma fino a poco tempo fa era bandita ed il solo possesso comportava la denuncia.

L'attrice che interpreta Monika, ovvero Monika M., ha partecipato anche alla creazione delle musiche.