La Frase dal Film: “...E all'improvviso un urto violento, che lascia nella mente un graffio profondo. Un'alterazione permanente...”
Una testa che rotola sul pavimento. Così si apre Nelle pieghe della carne, uno dei più bizzarri gialli di casa nostra, girato dal Bergonzelli di Delirio di Sangue (1988) che evidentemente tentava l'argentata, ma più freak, fra traumi edipici e psichedelie alla Polselli, senza però scadere nel trashistico come il più delle volte è accaduto a quest'ultimo. La trama è decisamente incasinata e abitata da personaggi che poco hanno a che fare con il plot principale. Surreale quanto basta, il film mescola senza imbarazzo, incesto, sequenze di campi di concentramento nazisti, bagni nell'acido, nudità e violenze; c'è pure un accenno di rape & revenge. La non linearità della faccenda si risolve solo nell'ultimissima parte cosa che per i non appassionati di giallo potrebbe essere troppo tardi. Cast altrettanto bizzarro. C'è Anna Maria Pierangeli di Lassù qualcuno mi ama (1956) e grande amante dello sfortunato James Dean, anche morta tragicamente e precocemente solo un anno dopo la realizzazione di questo film: l'attrice forse per i suoi personali squilibri entra bene nei panni della strana Falesse anche se difficilmente la passata freschezza del suo volto mal si accorda ad un personaggio che dovrebbe avere circa 20 anni. Sempre relativamente agli svarioni cronologici, la madre di Falesse è Lucille, cioé la Rossi Drago (Dorian Gray, 1970) di soli sette anni più anziana della Pierangeli. La Rossi Drago che, per inciso, dopo questo film si rititra dalle scene. Chissà. A portare brio sul set ci pensa il caratterista Fernando Sancho (Return of the Evil Dead, 1973; X-312: Flight To Hell, 1970) con un ruolo decisamente sleaze che comporta, ai danni dello spettatore, un nudo integrale di quelli che ci potevamo evitare. Cattivo e anche morbosetto, Nelle Pieghe della Carne ha un numero sufficiente di carte in regola per divertire l'appassionato di gialli italici tenuto anche conto del rendimento generale di Bergonzelli che, con pellicole del calibro di Daniela Minislip (1979), non è che proiettava negli occhi dello spettatore ampi orizzonti di arte. Pellicola che può valere un recupero ma è comunque roba da appassionati del genere.
Noto all'estero come: Dans les replis de la chair o Libido (Francia), I oraia fonissa o Ta matia pou mantevan to eglima (Grecia), In the Folds of the Flesh (UK), Las endemoniadas (Spagna).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Anna Maria Pietrangeli fu trovata morta il 10 settembre del 1971 nella sua casa di Beverly Hills a soli 39 anni. La causa della morte fu un'overdose di barbiturici. Riguardo al suo rapporto d'amore con il bello e maledetto James Dean, l'attrice una volta disse: "Lui voleva che lo amassi incondizionatamente ma Jimmy non era capace di ricambiare l'amore [...] Era quel tipo di ragazzo problematico che voleva essere amato davvero tanto. Io ho amato Jimmy come non ho amato nessun altro in vita mia ma non sarei mai riuscita a dargli l'enorme quantità d'amore di cui lui aveva bisogno. Amare Jimmy era qualcosa che poteva svuotare una persona".
Tra i doppiatori della pellicola ha lavorato Gigi Reder, il rag. Filini di fantozziana memoria.
Il coproduttore spagnolo stampò la pellicola in 70 mm ma in Italia non c'erano sale adeguate per proiettare quel formato.