Il film in breve

Derivativo ed un po' cronenberghiano. Buona la scenografia. La paura non sta più qui.

 

 

horror, film, movie, cinema, exploitation
horror, film, movie, cinema, video
film, movie, dvd, video, cinema, tv, weird
horror, film, movie, cinema, bizzarro
horror, movie, dvd, tv, video, cinema
horror, film, movie, genre, cinema
film, movie, genre, tv, dvd, cinema, donna
horror, film, movie, genre, tv, cinema, regista
horror, movie, dvd, cinema, director

NIGHTMARE 5 - Il mito

Titolo Originale: A Nightmare On Elm Street: The Dream Child Regista: Stephen Hopkins Paese: USA Anno: 1989 Durata: 86' Cromia: Colore Genere: Slasher

Incapace di avere la meglio su Alice Johnson (Lisa Wilcox), che lo aveva sconfitto nel precedente capitolo, Freddy (Robert Englund) cerca di mietere nuove vittime tramite i sogni del figlio che la sua nemica ha anora in grembo. Il bambino deve essere salvato a tutti i costi, o diverrà la nuova terrificante arma del maniaco omicida. (Dal retro del DVD)

Stephen Hopkins, NIGHTMARE 5, Il mito, locandina, poster, tv, dvd, film, horror

La frase dal film: "E' un bel maschiettooo!"

 

Con questo quinto episodio della saga siamo nel privatissimo campo di coloro che si riconoscono come fans di Freddy anche perché agli altri poco interesserebbe iniziare il racconto dal capitolo 5, a maggior ragione visto che questo A Nightmare On Elm Street: The Dream Child, e tutto fuorché memorabile. Il regista Stephen Hopkins (Predator 2, 1990; Blown Away, 1994; Lost in Space, 1998) confeziona un film scenograficamente ricco ma povero di paura, sangue (bodycount: 3) e poco innovativo. Abbastanza accattivante all'inizio con la visione del manicomio in cui razzola un Robert Englund senza trucco, la pellicola si appoggia sulla consolidata struttura che vuole un'eroina a fronteggiare il killer ed una ristretta cerchia di amici piazzati lì come vittime sacrificali. Peccato, perché alcuni spunti erano interessanti: gli SFX ben curati si incentrano sul dilaniamento e sulla trasformazione della carne, in modi che ricordano Cronenberg; ma il sangue on screen è comunque poco. Una certa ossessione per l'anatomia viene riconosciuta anche nei movimenti della mdp attraverso i condotti che fanno riferimento all'utero e alla vagina; il che ha prestato il destro ad interpretazioni psicanalitiche. Sta di fatto che anche nelle scene più riuscite il film si fa derivativo e se il parto del piccolo Freddy ricorda Baby Killer (1974), il confronto fra la protagonista, il bambino e Krueger sulle scale escheriane ricorda Labyrinth (1986). Gli omicidi sono ben congegnati e discretamente "disgustosi": violento quello della "modella" Greta, molto anni '80 quello di Mark che si trova ad essere un fumetto in un mondo in bianco e nero dominato da un super-Freddy (il bodybuilder Michael Bailey Smith); la scena ricorda tra l'altro il video degli Ah-a, Take on me (1984). A parte la scenografia comunque, la regia di Hopkins non brilla e soprattutto il plot non avvince dal momento che l'idea di inserire un bambino come elemento centrale della narrazione nonché deus ex machina pare proprio un appiglio debole inventato solo per tener in piedi il successo commerciale della serie. Si è persa per strada la volontà di dare uno spessore sociologico ai sogni violati da Freddy, cosa che pareva interessare solo a Wes Craven. Non rimangono che le invenzioni di un Krueger sotto tono e quelle degli effettisti che si sbizzarriscono fra animatroni e lattice prostetico. La paura e la tensione non sono più di casa. Il pubblico reagirà abbastanza bene anche a questo quinto capitolo (visti gli incassi) ma si inizia ad avvertire una certa stanchezza nella produzione. Non da evitare ma evitabile. Da notare gli scores finali a suon di rap old-school, e da non perdere, se avete il dvd, i video rap negli extra, vere rarità trash.

 

La saga di Freddy si compone dei seguenti film: Nightmare - Dal profondo della notte (1984), Nightmare 2 - La rivincita (1985), Nightmare 3 - I guerrieri del sogno (1987), Nightmare 4 - Il non risveglio (1988), Nightmare 5 - Il mito (1989), Nightmare 6 - La fine (1991), Nightmare - Nuovo incubo (1994), Freddy vs. Jason (2003), e il remake Nightmare (2010).

Il film e oltre...

TRIVIA

La moto che guida Dan è una Yamaha V-Max 1200.

 

Questo è l'unico Nightmare della serie in cui nella versione originale la filastrocca infantile è stata modificata.

 

Quando Alice si sveglia dall'incubo del manicomio e Freddy appare al suo fianco nel letto e la spinge giù, in origine diceva pure "There's no such thing as safe sex" (Non c'è nulla come il sesso sicuro). La frase fu tolta.

 

Tutte le scene di morte furono sforbiciate per evitare di beccarsi l'X rating. La morte di Dan sulla moto era più lunga e più sanguinosa. Anche la morte di Greta era più raccapricciante: Freddy rimpinzava la bambola della ragazza al punto che da questa usciva del sangue e forzava la ragazza a mangiare le proprie viscere. Anche la scena di Mark era più lunga e più violenta.

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

Nulla da segnalare... per ora

Mobbing... e altri mali Un aiuto per coloro che hanno subito violenza psicologica al lavoro

XXI Sex La più moderna enciclopedia sessuale online!.