La Frase dal Film: "Crescono, sentono lo stimolo della carne, cadono in braccio al peccato. Bisogna impedirglielo"
Un notevole film di Fulci ed un must per
tutti gli amanti del regista e del genere. Fulci riesce
in questo film a limitare l'effetto gore (a parte la scena
finale censurata nei passaggi in TV) a favore di un'atmosfera
più solare e nello stesso tempo molto malsana. Questo
lavoro, benché sia un giallo all'italiana, si discosta
dalle tipiche tematiche del sottogenre e non presenta il
solito assassino con guanti neri ed arma da taglio di argentiana
memoria. Le performances degli attori sono buone e notevole
è quella della Bolkan (già vista in Una
lucertola con la pelle di donna, 1970 di Fulci) la quale
riesce a mettere in scena una "strega" davvero
convincente. Ottima e molto forte, poi, la scena del linciaggio
a suon di catenate all'interno del cimitero in pieno giorno, il tutto sottolineato beffardamente dal pezzo musicale
"Quei giorni insieme a te" cantato dalla
Vanoni. La Bouchet, nella scena incriminata della seduzione
nei confronti del ragazzino è un bocconcino come
non si è mai vista in nessun successivo film della
commedia pecoreccia. Per la cronaca: il bambino a cui la Bouchet si
mostra, in realtà era una controfigura:
è il nano Domenico Semeraro, ai tempi comparsa di una certa
notorietà che finirà ucciso sul serio
negli anni '80. La scena sulla quale si scatenò la
censura, ovvero quella finale della morte sulle rocce (no
spoiler!) era così violenta (per la censura, ovviamente)
che convinse il produttore di Zombi
2 (1979), Fabrizio De Angelis, che Fulci fosse la persona giusta
per dirigere il nuovo film sui morti viventi. Non si
sevizia un paperino, che è il primo film prodotto
dalla Medusa di solito solamente distributrice, rimane una
pellicola molto interessante ed inquietante che mi sento
di consigliare come: esempio non tipico di giallo all'italiana ed oltretutto una delle pellicole preferite dallo stesso Fulci fra quelle che il regista ha diretto.
Il film è noto in Francia come La
long nuit de l'exorcisme (perché?) e nei paesi
anglosassini come Don't torture a duckling o
Fanatismo.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
L'uso di Paperino (e dell'infanzia, non
dico di più...) come elemento tematico verrà
ripreso ne Lo Squartatore
di New York (1982), sempre di Fulci. Anche
il linciaggio con la catena verrà ripreso nel prologo
de L'Aldilà
(1981), mentre si ritornerà sul tema del vigilantismo
di provincia in Paura
nella città dei morti viventi (1980).
A causa dei tono critico contro la Chiesa, il film finì nella lista nera e ricevette una distribuzione limitata sia in Europa che soprattutto negli Stati Uniti dove non fu proiettato in nessun cinema. Solo nel 2000 la Anchor Bay si è assicurata i diritti del film per la distribuzione su DVD così che per la prima volta gli statunitensi hanno potuto vedere questo film di Fulci.
Un segmento musicale composto da Riz Ortolani per questo film verrà utilizzato da Ortolani stesso anche in Cannibal Olocaust (1979).
Mentre sta parlando con Andrea (Milian), Patrizia (Bouchet) ad un certo punto cita Shakespeare parlando di una rosa e del suo nome (nella versione ing: "A rose, by any other name"). Questa però non è solo una citazione da Giulietta e Romeo ma anche di una puntata della serie televisiva Star Trek nella quale apparve la Bouchet: per la precisione si tratta dell'episodio 22 stagione 2 anno 1968 e il titolo dell'episodio è appunto "By any other name".