La Frase dal Film:
"C'è un passaggio tra il nostro mondo di luce e di gioia e il loro mondo di follia e di dolore. Una porta dietro quale i demoni attendono il momento di riprendere quello che appartiene loro"
Horror giovanilistico tipicamente anni '80 che vede due preadolescenti affrontare un tot di demoni sbucati dal giardino; il target del film ha chiaramente l'età dei suoi protagonisti. A vederlo in quegli anni (soprattutto all'età che avevo in quegli anni) il gioco poteva valere la candela, vista adesso la pellicola mostra tutti i suoi limiti. Prima di tutto il titolo scelto dalla distribuzione italiana gioca, non si capisce perché, con Non Aprite Quella Porta (1974) quando le due storie non hanno alcuna affinità. Una scelta spiegabile solo come un richiamo per il pubblico, anche se a mio parere avrebbe funzionato altrettanto bene una mera traduzione (Il Cancello o Il Passaggio). Al di là di questo, Non aprite quel cancello si rifà ai miti lovecraftiani anche se poi, cinematograficamente, rimane adeso a pellicole quali Poltergeist (1982) e La Casa (1981) tentando quel mix di elementi horrorifici e comici che così bene era funzionato nel film di Raimi. La cosa non riesce a Takacs che, prendendo come protagonisti dei giovani attori, fa automaticamente pendere troppo l'ago della bilancia verso il ridicolo, più o meno involontario. Dato che si tratta fondamentalmente di bambini, va da sé che i mostri da affrontare non siano davvero spaventosi né crudeli ma sostanzialmente dei troll dispettosi che zompettano qua e là mossi in stop-motion. Comunque ben realizzati. Verso la fine salta fuori il demone quello grosso ma anche qui nulla di sconvolgente; la dice lunga il fatto che il cattivo venga sconfitto con un giocattolo il cui utilizzo era stato vietato a Glen dai genitori. Si potrebbe fare qualche lettura psicologica della cosa ma forse ci si spingerebbe troppo oltre. Il film tenta anche per qualche minuto, nella seconda parte, una variazione zombi-horror che però segue a ruota l'esito modesto di tutto il resto. La cosa migliore del lavoro di Takacs risultano essere gli effetti speciali pre computer grafica che, quando non magistralmente realizzati (vedere l'occhio nella mano), risultano comunque divertenti. Magari Non Aprite Quel Cancello potrebbe essere valido per "iniziare" qualche bambino all'horror senza che gli si turbi il sonno. Sempre che sia necessario.
Seguito da Non Aprite Quel Cancello 2 (1989) e rifatto come The Gate nel 2010.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le riprese iniziarono il 31 marzo 1986 e finirono il 24 marzo dello stesso anno.
Si tratta del lungometraggio d'esordio dell'attore Stephen Dorff.