TRAMA

La DJ Vantia 'Stretch' Brock (Caroline Williams) riceve una telefonata che documenta in diretta il massacro di due giovani (deficenti) massacrati da Leatherface (Bill Johnson). Il tenente 'Lefty' Enright (Dennis Hopper) contatta la ragazza e la convince a trasmettere quella terribile registrazione nella speranza che la famiglia di folli la contatti. Non solo la contatteranno ma andranno direttamente a prenderla alla stazione radio sia Leatherface che il pazzo Chop Top (Bill Moseley).


NON APRITE QUELLA PORTA - Parte 2
(titolo or.: The Texas Chainsaw Massacre 2 - USA - 1986 - 100min - Colore)

di Tobe Hooper

GENERE
HORROR
IN BREVE
Come prevedibile di minor impatto rispetto al primo. Più sangue mostrato e belle scenografie. Il resto si ripete.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quest'anno, Drayton, devi dirci il segreto del tuo favoloso spezzatino con fagioli" "Nessun segreto, è il tipo di carne. Occorre scegliere bene, io...io ho un occhio eccezionale per la carne di prima scelta. E' una condizione di famiglia"

La sega è la famiglia. Grandi aspettative per questo progetto realizzato dai due creatori del mitico film del 1974, dopo che i fans hanno dovuto aspettare 12 anni che Hooper e Henkel si decidessero (o trovassero i finanziamenti) per riesumare Leatherface. Grande delusione del pubblico e relativo flop al botteghino, da attribuirsi più al paragone con l'inarrivabile modello più che con demeriti intrinseci della pellicola. Hooper, invece di riproporre l'orrore viscerale del suo precedente film, optò per imbastire un horror quasi comico che fa delle ambientazioni e della scenografia il suo punto forte; cosa che deve aver colpito molto la fantasia di Rob Zombie: notate le similitudini fra lo stile di questo film e La casa dei 1000 corpi (2003). L'ambientazione è eccezionale e la corsa della protagonista in un tunnel addobato di lampade e scheletri e una scena di grande stile. Questa volta il regista non lesina in sangue e, coadiuvato dall'effettista Tom Savini, ci mostra spellamenti e squartamenti cedendo alle nuove richieste del pubblico anni '80 che, già assuefatto allo slasher, voleva di più, sempre di più. Peccato che tanto Grand Guignol smorzi la tensione già di per sé minata da una protagonista (Caroline Williams) che non fa altro che urlare per tutta la pellicola. Il bravo Dennis Hopper appare e scompare dalla scena in un ruolo che non riesce a sfruttare tutte le sue potenzialità. Interessante comunque notare come nel film nessun personaggio sia gradevole ed un'atmosfera malsana la si respiri anche al di fuori del covo della famiglia di cannibali. In questo il regista instilla un nichilismo forse superiore al suo precedente lavoro. Il film, molto debole nella prima parte, sembra essere comunque un pretesto per riproporre nella seconda le scene più memorabili viste nel 1974: la cena col Nonno che deve rompere la testa alla vittima e il delirante balletto conclusivo con la motosega alla fine del film (questa volta non compiuto da Leatherface). Il demente con la maschera, qui chiamato anche Bubba, mostra un po' di cuore e pare affezionarsi (temporaneamente) alla protagonista; questa evoluzione nel personaggio forse non era nè necessaria nè molto riuscita, tanto più che il folle veterano Chop Top gli ruba la scena più di una volta. Da segnalare il fatto che in questo film si danno alcune spiegazioni sull'origine della follia del Nonno che sarebbe divenuto pazzo dopo aver perso il suo posto di lavoro al mattatoio. Con tutti i limiti, questo Non aprite quella porta - Parte 2 rimane un film godibile e di un certo stile, a patto che siate degli horror afecionados, altrimenti patirete molto l'aura anni '80 della pellicola. Ho visto alcune recensioni in cui oltre ad "horror" viene definito "comedy", a me non sembra che gli elementi comici siano così marcati da far attribuire tale attribuzione di genere. I due film che seguiranno nella saga staranno parecchi gradini sotto questo.

La saga di Leatherface e famiglia è composta da: Non aprite quella porta (1974), Non aprite quella porta - Parte 2 (1986), Leatherface: Non aprite quella porta III (1990), Non aprite quella porta 4 (1994), Non aprite quella porta - L'Inizio (2006). Remake dell'originale nel 2003 col titolo Non aprite quella porta.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il regista Hooper e il soggettista Kim Henkel in origine avevano pensato di fare un seguito che fosse incentrato su un'intera città di cannibali. Il titolo sarebbe stato Beyond the Valley of The Texas Chainsaw Massacre.

La foto di gruppo che appare su alcune locandine del film, ricalca quella del film Breakfast Club (1985).

Quando i censori UK fecero sapere alla Cannon (produttori del film) che avrebbero tagliato quasi 25 minuti di pellicola, la Cannon decise di non ditribuire nel 1990 il film nel Regno Unito.

Il film costò circa 4.700.000 dollari.

Alla fine dei credits appare il logo di Texas Chainsaw Massacre si sente il suono della motosega.

Il film è bandito in Australia ma è stato trasmesso dalla tv via cavo.

Tobe Hooper appare nei panni di un uomo che si diverte ad una festa.

Quando il film fu sottoposto al giudizio dell'MPAA, ricevette un X rating (come un porno), al che si decise di distribuirlo come "unrated", cioé non sottoposto al visto di censura. La cosa implica che molti non accetteranno di proiettarlo.

Jim Siedow (Drayton) è l'unico attore che era presente anche nella pellicola del 1974.

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