La Frase dal Film:
"Ritornate a casa e distruggete ogni singolo ripostiglio, non deve restarne neanche uno. Abbatteteli a colpi d'accetta, date loro fuoco, fateli esplodere. E' l'ultima speranza"
Non aprite quell'armadio è una piccola produzione girata nel 1983 e distribuita solo nel '87 che ha tante caratteristiche da renderlo uno di quei film adatti al "dimenticatoio" ma nel contempo ha anche alcuni innegabili pregi che lo rendono, almeno per l'appassionato, un simpatico modo per passare 90 minuti del proprio tempo. Girato da Bob Dahlin poi divenuto prolifico co-direttore di film per la tv, Monster in the Closet parodizza, seza essere smaccatamente comico, l'universo horror fantascientifico che evidentemente Dalhin conosceva bene e ben sapeva come prendere in giro. Il film parodizza anche l'horror (Psycho, 1960, la solita scena della doccia) ma è nello sbeffeggiare la fantascienza che dà il meglio: il Dr. Pennyworth, che esteticamente ricorda Einstein, come ogni buon scienziato della tradizione cinematografica, non desidera l'eliminazione del mostro ma vorrebbe catturarlo per poterlo studiare, a questo scopo cerca di entrare in comunicazione coll'essere suonando qualche nota con uno xilofono, probabilmente memore di Incontri ravvicinati del Terzo Tipo (1977). Le cose però andranno diversamente rispetto al film di Spielberg. Riuscito anche il giornalista che assomiglia volutamente a Clark Kent e la dottoressa Bennett alla quale piace elencare le cose tipo "punto a, b, c...". Per una volta non disturba la presenza di un bambino occhialuto (di solito insopportabili nei film!) interpretato dal piccolo Paul Walker che anni dopo sarà il protagonista cool di 2 Fast 2 Furious (2003). Oltretutto, diversamente dal cliché, l'intelligente bambino costruisce marchingeni che non funzionano mai. Pregevole, visto il tenore della produzione, l'aspetto del mostro disegnato da un poco noto William Stout che successivamente ha dimostrato di sapere il fatto suo (Predator 2, 1990; Man in Black, 1997; Il labirinto del Fauno, 2006). Il problema fondamentale di Non aprite quell'armadio è che i particolari sono riusciti meglio del quadro generale, in quanto il plot è prevedibile e quindi l'evuluzione degli eventi non riesce a calamitare l'interesse dello spettatore per tutto il tempo necessario. Oltretutto ho avuto l'impressione che il mostro venga fatto "uscire" dall'armadio troppo presto così che molto del mistero si esaurisce in anticipo. Seguono sequenze dei nostri eroi che vagano per la città in gruppo facendo risuonare lo xilofono in modo da richiamare l'essere che però non vede l'ora di ficcarsi in qualche armadio. La cosa è bizzarra ma funziona fino ad un certo punto. Peccato che il film non osi neppure una scena di sangue; di certo lo splatter avrebbe stonato ma l'assenza totale di un po' di rosso si fa sentire. Insomma non si tratta di certo di un horror imperdibile, eppure è girato con decenza, è permeato da una nostalgica atmosfera anni Ottanta e, fra i diversi e scadenti prodotti Troma, è uno di quelli che si presenta con maggiore dignità. Dubito fortemente che il giovane appassionato di nuova generazione che non sa chi fosse il Tenerone possa davvero farsi trascinare nell'armadio da questo vecchia minaccia. Magari potete dargli una possibilità.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Kevin Peter Hall, di cui vedete una foto a sinistra, è l'attore che ha indossato il costume del mostro ma la cui fama è da attribuirsi al fatto di aver indossato il costume del bellicoso alieno in Predator (1987). Hall era alto 2 metri e 20 ed aveva un fisico davvero prestante, come si ricorderanno tutti coloro che hanno visto il film con Schwarzenegger. Kevin Peter Hall ebbe un grave incidente automobilistico a Los Angeles e dovette ricevere delle trasfusioni di sangue. Il sangue che gli diedero, però, era contaminato dal HIVirus, il risultato fu che l'attore morì di AIDS nel 1991.