TRAMA

1983. L'ispettore Moretti indaga sull'assassinio di una donna avvenuto a Torino e promette al di lei figlio Giacomo che troverà il colpevole. Salto in avanti di una ventina d'anni. Un assassino fa fuori due prostitute. L'ispettore Moretti, che soffre d'insonnia (da cui il titolo) si accorge delle somiglianze fra gli attuali crimini e quello passato, particolari che riguardano un libro di filastrocche infantili, La Fattoria della Morte, che hanno come tema una macabra fattoria con degli animali che vengono uccisi, libro che aveva portato, venti anni prima, sulle tracce di un nano ossessionato da quel libro. Il nano però, ai tempi, si era suicidato! Moretti, insieme al cresciuto Giacomo, al suo amico Lorenzo ed all'arpista Gloria si mette sulle tracce del killer il quale continua a colpire...


NONHOSONNO
(ITALIA - 2001 - 117min - Colore)

di Dario Argento

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Un ritorno al classico giallo per il caro Dario
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Dario argento, dopo il relativo insuccesso de Il Fantasma dell'Opera (1998), torna alla formula del classico spaghetti thriller, un tipo di prodotto con il quale dovrebbe trovarsi a proprio agio visto che lui ne è il rappresentante più noto. In effetti il regista riesce ad orchestrare un film che possiede tutti i pregi e tutti i difetti delle sue precedenti pellicole. Dal punto di vista negativo si possono elencare: i dialoghi (la cosa non stupisce, quelli non sono mai stato il forte di Dario), una logica non sempre lineare, la presenza di personaggi passivi che subiscono l'azione del plot, la musica dei Goblin che forse non è più quella del periodo d'oro, la tendenza di Argento ad inserire elementi umoristici che più che comici rasentano il ridicolo. Dall'altro lato il regista mantiene quei tocchi stilistici e quelle accortezze che lo hanno reso celebre: la telecamera che indugia sugli oggetti e sulle mani dell'omicida, la difficoltà del protagonita a ricordare qualche particolare estremamente importante (L'uccello dalle piume di cristallo, 1970 e Profondo Rosso, 1975, come esempi), le malate dinamiche genitore-bambino (Phenomena, 1985), e l'uso (arg! per me) di burattini. Proprio sul personaggio del nano e le sue successive "apparizioni" si incentrano i momenti di maggior inquietudine, ma la cosa è davvero soggettiva poiché io sono molto sensibile alla visione di bambole, burattini, marionette e via dicendo (e questo me lo porto dietro dalla prima volta che vidi [a 8 anni!!!] proprio Profondo Rosso). Se anche voi avete la stessa "fobia" allora preparatevi a qualche batticuore. Le manchevolezze del film, comunque, vengono appianate dall'interpretazione di Sydow e dal "blood level" che si mantiene su valori abbastanza alti, così come certi tocchi di violenza tipici del cinema di Argento. In conclusione, rispetto ad altre opere precedenti meno riuscite (vedi La sindrome di Stendhal, 1995 e Trauma, 1992) questo Nonohosonno si mantiene ad un livello discreto e non deluderà certo gli appassionati di "giallos"; certo è che manca del tutto la mitica atmosfera anni '70...

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Questo è l'unico film di Argento in cui le mani dell'assassino non sono le sue, perché come tutti gli appassionati sanno (nevvero?!) sotto i guanti neri del killer di solito ci sono le mani del regista stesso. Qua no. Il problema è stato che gli hanno fatto dei guanti troppo grossi per le sue mani e come ha avuto occasione di dire lo stesso regista "sembrava che un bambino indossasse i guanti di un adulto". O giù di lì, la citazione non è esatta ma il senso era questo.

La poesia che aiuta il Commissario Moretti e Giacomo a risolvere l'arcano è stata scritta da Asia Argento.

Max von Sydow insistette che il pappagallo del film venisse chiamato Marcello in onore di Marcello Mastroianni che aveva avuto l'onore di conoscere in Italia.