Il film in breve

Vituperato, violento ed exploitation ma qualcosa per me si salva. Per Roger Ebert no!x

 

 

horror, film, movie, cinema, exploitation
horror, film, movie, cinema, video
film, movie, dvd, video, cinema, tv, weird
horror, film, movie, cinema, bizzarro
horror, movie, dvd, tv, video, cinema
horror, film, movie, genre, cinema
film, movie, genre, tv, dvd, cinema, donna
horror, film, movie, genre, tv, cinema, regista
horror, movie, dvd, cinema, director

NON VIOLENTATE JENNIFER

Titolo Originale: Day of the Woman - I Spit on Your Grave Regista: Meir Zarchi Paese: USA Anno: 1978 Durata: 100' Cromia: Colore Genere: Rape & Revenge

Jenny Hills (Camille Keaton) affitta una casa di campagna dove intende impiegare il tempo per scrivere un romanzo. Un gruppo di bifolchi del luogo, però, la rapiscono e la stuprano a turno, lasciando all'idiota del gruppo il compito di ucciderla. L'uomo non ha la forza di farlo ma fa credere agli amici di aver portato a termine il compito. Jennifer si riprende e pianifica la vendetta.

Meir Zarchi, NON VIOLENTATE JENNIFER, locandina, poster, tv, dvd, film, horror

La frase dal film: "Sapete, a volte guardo quelle bellissime pollastrelle, voglio dire, quelle che davvero hanno l'aspetto che ti manda al tappeto, sexy e tutto il resto e mi chiedo, mi chiedo se anche loro cagano" "Hey, tutte le donne cagano, le donne sono piene di merda" "Non mia madre!" "Mia sorella sì" "Dai ragazzi, finitela con questo discorso di merda!"

 

Film controverso, vituperato, censurato e bandito in diversi stati che riassume in sé in maniera quasi standardizzata le regole di un sottogenere, il "rape and revenge": shock exploitation in cui una donna è vittima di uno stupro ed in seguito si vendica dei suoi aguzzini. Il tutto reso necessariamente più crudo possibile; e The Day of the Woman crudo lo è. Il film fu distribuito nelle sale nel 1978 con il titolo di cui sopra, cosa che attirò ben poco la curiosità del pubblico. Nel 1981 il distributore Jerry Gross lo rititolò I Spit on Your Grave (Sputo sulla vostra tomba), titolaccio lurido, preso da un dramma francese del 1959, che in un battibaleno fece da richiamo. In Italia arriva col demenziale titolo Non Violentate Jennifer che non si capisce se sia una supplica (inascoltata) verso i villici del film, od un consiglio per i futuri stupratori di Jennifer onde evitare che incorrano nelle sue cinematografiche ire; più probabile che qui il verbo "violentare" faccia da richiamo. Due fra i più noti critici al mondo, Rogert Ebert e Gene Siskel, rimasero schifati dalla pellicola così come dal pubblico in sala attirato da tale pellicola; Ebert racconta di una platea esaltata sia dagli stupri che dalla sanguinosa vendetta della protagonista. Ciò, comprensibilmente, non fece che aumentare il giudizio negativo del critico il quale definisce tuttora il film di Zarchi come il peggiore nella storia del cinema. Ebert e Siskel partirono per una crociata contro I Spit on Your Grave e la cosa, come prevedibile, aumentò in maniera esponenziale gli incassi. Zarchi stesso ebbe a dire, anche in previsione del remake previsto nel 2009: "Più il film fu attaccato, più soldi finirono nelle mie tasche. Le due persone che contribuirono di più a questo, specialmente all'inizio, furono Siskel ed Ebert [...] Non cambierei un solo fotogramma del film e spero che il remake sia altrettanto controverso". Il pubblico però è cambiato e temo a cosa si debba arrivare per scioccare la RealTV generation! Il film a livello tematico, in maniera non originale, rientra in una serie di pellicole girate negli anni '70 che sembravano proporre una cine-terapia scioccante alla classe media: Cane di Paglia (1971), Un tranquillo weekend di paura (1972), L'Ultima casa a sinistra (1972), Non aprite quella porta (1974), Un'Ombra nel Buio (1975), quest'ultimo seminale rispetto a Non Violentate Jennifer. Però, a differenza dei precendenti e per l'asciuttezza realizzativa, che sia voluta o meno, il film di Zarchi "puzza" di exploitation più di quanto sarebbe stato il caso. Il primo terzo del film mostra la protagonista, indubbiamente una bella donna, che si mostra generosa al pubblico e non ai villici stupratori, inoltre le riprese delle nudità attraverso le fratte non fanno che aumentare questa dimensione voyeuristica ed esploitativa; il fatto che l'osservazione da parte dello spettatore trasformi lo spettatore stesso in complice voyeur della violenza è materia di discussione; altrove il concetto è espresso più chiaramente (L'ultimo treno della notte, 1975). Zarchi non si spreca in un utilizzo originale della mdp né cura eccessivamente l'audio tanto che molti dialoghi sfuggono (nella versione originale), però la fotografia è meno pedestre di quanto ci si aspetterebbe e questo salva la pellicola, almeno sul piano estetico, facendola risultare più "gradevole" di quanto alcuni super detrattori dicano. Il mondo che dipinge Zarchi è di ambigua comprensione tanto quanto la finalità della sua pellicola che, a detta del regista, nasce da un episodio di vita vissuta manco fosse cinema di denuncia (leggi più sotto) e però poi sgattaiola nel pruriginoso. Manicheo nella separazione fra elemento femminile e maschile, Non Violentate Jennifer si svolge in un pianeta in cui i maschi sono delle bestie che stanno alle regole sociali fintanto che è strettamente necessario, ma non appena ne viene data la possibilità, l'istinto predatorio prende il sopravvento e non c'è maschio che non approfitti della prima bella donna di passaggio. Se nell'essenza Non Violentate Jennifer mette in scena questo universo fortunatamente poco reale e più che altro utile al film stesso, d'altra parte riesce anche ad inserire riflessioni interessanti. Lo stupratore padre di famiglia, quello che sembra essere la mente del gruppo, come giustificazione alle sue azioni avrà a dire: "Ciò che ti è successo è una cosa che avrebbe fatto ogni uomo... un uomo riceve il messaggio velocemente, che sia sposato o meno... un uomo è un uomo... Tu mostri le tue dannate gambe sexy, camminando avanti e indietro molto lentamente..." (la trad. è mia) frasi che fanno il paio con l'ever green "poverina, però anche lei con quella gonna se l'è andata a cercare...", considerazione che avremmo fatto o sentito cento volte mentre giravamo il cucchiaino nell'espresso di qualche bar. In questa osservazione, al di là degli eccessi e proprio per quelli, il film risulta un vero pugno nello stomaco e forse la ragione base per cui a molti uomini, più o meno consciamente, Non Violentate Jennifer è risultato un film sgradito e sgradevole. La seconda parte del film, quella che vede la vendetta della protagonista, è un succedersi di ulteriori violenze più o meno macchinose, nelle quali la donna usa la seduzione (contrappasso?) come esca per uomini talmente ottusi da credere che esista una donna, non gravemente malata di mente, che possa aver apprezzato così tanto il trattamento riservatole da volerne ancora. La rudezza della pellicola e delle interpretazioni (la Keaton è poco sopra la media) impedisce una vera e propria empatia e la violenza pervasiva non rende la vendetta della donna un'esperienza catartica. In ogni caso se il successo di una pellicola fosse misurato solo in merito alla reazione elicitata nel pubblico, I Spit on Your Grave potrebbe facilmente risultare uno dei film più riusciti della storia, perché Jennifer subisce non uno ma tre stupri di seguito ed il risultato di tutto ciò è decisamente disturbante; se mai si volesse dare prova di quanto brutale possa essere una violenza sessuale, di certo questo film avrebbe da offrire materiale di studio. Disturbante, quindi, non eccelso tecnicamente e con un piede nell'exploitation ma non "a vile bag of garbage" (un infame sacco d'immondizia) come è stato definito da Ebert, un critico che, d'altra parte, io ammiro. Per me, piccolo scrittore del cyber-Stivale, qualcosa in questo film si salva.

 

Rifatto nel 2009 con il titolo I Spit on Your Grave.

Il film e oltre...

TRIVIA

Girato a Kent (Connecticut).

 

Camille Keaton è la pronipote di Buster Keaton.

 

Il film fu seguito nel 1993 da una sorta di remake che vedeva nella parte femminile ancora la Keaton. Si tratta di Savage Vengeance girato da Donald Farmer, anche noto come I Will Dance on Your Grave: Savage Vengeance.

 

La cicatrice sul lato sinistro del volto dell'attrice Camille Keaton visibile nelle scene post-stupro, è una vera cicatrice (solo esagerata dal makeup) conseguente ad un incidente stradale subito dalla donna in giovane età. Nelle scene iniziale e finali, la cicatrice venne coperta con una buona dose di fondotinta.

 

Il regista Zarchi ha riferito di preferire il titolo Day of the Woman.

 

Zarchi stesso raccontò che la storia gli venne ispirata da un fatto accaduto a New York, dopo che personalmente ebbe aiutato una giovane donna che aveva subito una violenza carnale. Zarchi, un suo amico e la sorella di quest'ultimo, erano in macchina presso un parco pubblico, quando videro uscire da un cespuglio una ragazza insanguinata e nuda (si venne a sapere in seguito che la giovane aveva preso una scorciatia per incontrare il suo ragazzo e che in questa aveva subito l'agguato). Fecero salira la ragazza in macchina, portarono la sorella a casa e quindi si consultarono se portare la ragazza all'ospedale o alla polizia. Decisero di portare prima ragazza prima alla polizia, cosa che si rivelò un errore. L'ufficiale che accolse il caso perse un sacco di tempo e invece di preoccuparsi della salute fisica della ragazza la trattenne per subissarla di domande riguardo l'accaduto, nonostante la vittima avesse la mandibola rotta e parlasse a malapena. Il regista, che nel frattempo non aveva abbandonato la ragazza, insistette che si portasse la ragazza in ospedale e alla fine il poliziotto gli diede ascolto. Zarchi disse anche che dopo pochi giorni il padre della ragazza gli scrisse una lettera per ringraziarlo di ciò che aveva fatto annunciandogli che gli avrebbe voluto consegnare una ricompensa in denaro. Zarchi rifiutò.

 

Il film non ha score musicale. Zarchi voleva aggiungere qualche brano ma non trovò nulla che si addicesse, così le uniche musiche che si possono sentire sono un estratto di Puccini ("Sola, Perduta, Abbandonata" dalla Manon Lescaut), un branetto suonato da un organo in chiesa, una musica di sottofondo in un negozio e qualche nota suonata da Johnny con l'armonica.

 

Richard Pace, che nel film interpreta Matthew, spaventò il regista nella scena della sua impiccagione. All'inizio Zarchi pensò che l'attore stesse dando il meglio davanti alla mdp ma presto capì che qualcosa stava andando male. Pace non stava soffocando ma, soffrendo di vertigini, stava avendo un attacco di panico.

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

Nulla da segnalare... per ora

Mobbing... e altri mali Un aiuto per coloro che hanno subito violenza psicologica al lavoro

XXI Sex La più moderna enciclopedia sessuale online!.