TRAMA

In una seduta spiritica la principessa Helietta (Barbara De Rossi), il Prof Paris Catalano (Christopher Plummer) ed altri svegliano Nosferatu (Klaus Kinski) dalla sua bara. Il vampiro seduce subito Helietta, cosa pericolosa per molti, soprattutto per Nosferatu stesso che se amato da una vergine può morire.

 


NOSFERATU A VENEZIA
Italia - 1988 - 97min - Colore

di Augusto Caminito

GENERE
HORROR
IN BREVE
Pasticciato tentativo di portare Nosferatu in laguna. L'idea aveva delle potenzialità che nel film vanno tutte sprecate.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ogni leggenda ha una sua verità. Che ironia, che peccato scoprire che solo alla fine della nostra vita si arriva a conoscere l'infinita arroganza del male che ci contrasta"

Non andiamo mica tanto bene. Soprattutto perché nelle intenzioni Nosferatu a Venezia sarebbe dovuto essere una sorta di seguito del Nosferatu di Herzog (1978) e il paragone gioca terribilmente a sfavore. Poi, come se non bastassero già le difficoltà produttive legate ai soldi scarsi, ci si mettono le incomprensioni e litigi; c'era Kinski e quindi si poteva immaginare. Ma andiamo con ordine. Inizialmente il produttore Caminito ingaggia come regista Maurizio Lucidi, cosa di poco senso visto che quest'ultimo non ha nessuna esperienza nel genere horror. Dopo poche riprese Caminito manda a casa Lucidi e chiama Pasquale Squittieri, che ne sa di mafia-movie ma nulla di vampiri. Squittieri, che ha anche il compito di scrivere la sceneggiatura, ne prepara una troppo costosa per i soldi a disposizione e Caminito manda a casa anche lui. Reteitalia, coproduttrice del film, inizia a spazientirsi e così il tenace Caminito chiama Mario Caiano che ne sa di spaghetti western e poco di horror. Quel che è peggio è che Caiano conosce anche molto poco le turbolenze di Kinski. I due litigano il primo giorno delle riprese e l'attore punta i piedi dicendo che o se ne va Caiano o se ne va lui. Se ne va Caiano. Caminito a questo punto decide che il prossimo regista sarà lui stesso e inizia a girare il suo terzo ed ultimo lungometraggio (gli altri due sono Maschi e femmine, 1972; Grandi Cacciatori, 1988). L'autocrate Caminito però non è particolarmente pratico né di horror né di macchine da presa così si fa assitere da Luigi Cozzi e per alcune scene lascia la palla direttamente a Kinski. Alla fine i credits della regia vanno solo a Caminito ma in realtà i registi sono stati 6. Terribile. Il risultato globale ne risente. Inoltre, dimenticavo di dirlo, Kinski si presenta sul set il primo giorno con un make-up scelto da lui stesso mentre tutti si aspettavano di vederlo come nel film di Herzog, l'attore non ne voleva sapere di stare ore al trucco così scelse qualcosa di più sbrigativo. E Nosferatu a Venezia riflette esattamente la frammentazione produttiva, i pochi soldi a disposizione, la poca serenità sul set e le poche idee in cantiere. Nonostante la presenza di Pleasence e di Plummer e nonostante la De Rossi si mostri generosa al pubblico pagante, il film non funziona. La Venezia filmata con una certa accortezza da Tonino Nardi è più morta che mai, ma in senso negativo. Di horror non ne sanno nulla e la cosa si nota fin dall'inizio: "Questo non è un pipistrello. Questo è un vampiro e succhia il sangue alle mucche". Il vampiro è un pipistrello e nessuna mucca veneta può essere succhiata da un vampiro perché vivono solo in Sud America. Le idee sono poche e confuse. Occasione sprecata di trasportare con stile un mostro storico del cinema in una località che con lui può avere diverse potenziali affinità elettive. Kinski, a un decimo del suo magnetismo, si aggira imbalsamato per la laguna. In qualche modo traspare come tutti i protagonisti del film siano dei patetici perdenti ma non mi è esattamente chiaro se la cosa sia stata voluta o sia una conseguenza del risultato pasticciato. Visto che Kinski non si è impegnato col make-up io non mi impegno a comprendere. Qua è là si sente la musica di Vangelis. Ricorderò sempre Nosferatu a Venezia per la noia terribile che mi ha inflitto. Non radicalmente sconsigliato, ma che pazienza!

Noto all'estero come: Nosferatu in Venedig (Germania), Vámpírok velencében (Ungheria), Vampire in Venice (USA), Nosferatu à Venise (Francia), Nosferatu w Wenecji (Polonia), Nosferatu, príncipe de las tinieblas (Spagna).

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