TRAMA

Dopo che uno zombi ha ucciso suo fratello nel cimitero, la timida Barbara (Patricia Tallman, Yuk!...almeno per me...) scappa a destra e a manca finché non giunge ad una casa di campagna abbandonata. In quel posto arriva anche un uomo di colore, Ben (Tony Todd), che cerca subito di trovare una soluzione all'assedio che i morti viventi stanno dando all'abitazione. Ma nella casa i due non sono soli. Nella cantina, per sfuggire ai famelici ex-umani, si sono nascosti una coppia di campagnoli ed una famiglia composta da madre, figliola contagiata e padre stronzo. Gestire i morti viventi sarà tanto difficile quanto gestire i rapporti umani all'interno della casa.

 

 


LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI
(titolo or.: Night of the Living Dead - USA - 1990 - 88min - Colore)

di Tom Savini

GENERE
HORROR
IN BREVE
Discreto rifacimento che intrattiene a dovere
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Si sa che fare un remake è questione di soldi e quando si fa un remake, e si prende a modello un film culto (e di solito è così), i risultati non sono ottimali. Il fatto che l'originale La notte dei morti viventi (1968) aveva reso pochi soldi a coloro che l'avevano creato poiché la pizza del film fu piratata e in pratica il film divenne di dominio pubblico. Il risultato non è paragonabile al film del 1968 ma nello stesso tempo riesce ad avere una dignità propria. Mi spiego. Ovviamente da un punto di vista storico, mentre una pellicola che parla di morti che vogliono mangiare i vivi ha, alla fine degli anni Sessanta, un valore iconoclasta, nel 1990 la cosa non turba più nessuno. Da un punto di vista tecnico il film di Savini segue quasi pedissequamente il plot di Romero ed essenzialmente come novità aggiorna la figura della donna (Barbara) la quale nel remake è tanto attiva e coraggiosa quanto apatica ed inetta nell'originale. La cosa è quasi dovuta vista l'evoluzione dell'immagine della donna nella società. Savini toglie il B&W e mette il colore ma, nello stesso tempo, diminuisce o evita le scene decisamente gore, scene che ci si attende in uno zombi-movie. D'altra parte questo film non è un brutto film d'orrore, ha i suoi momenti e gli effetti speciali (come ci si può aspettare da Savini) sono curatissimi e ben fatti: fra gli zombi migliori mai visti sullo schermo (non il padrone di casa pancione, però, la cui testa colpita da un attizzatoio rimbalza come un pallone da basket!). Al di là del succitato cambiamento rispetto al personaggio di Barbara, Savini aggiunge SFX e situazioni in cui gli zombi acquistano maggior importanza, rimarca, infine, il lato socio-psicologico. Nelle scene finali, infatti, assistiamo alla sadica mattanza degli umani nei confronti dei morti viventi, tanto che la protagonista si chiede chi siano i veri mostri, o meglio "...noi siamo loro, loro sono noi". C'è un po' di faciloneria in queste osservazioni e forse le immagini (come quella a dx) sarebbero bastate a far cogliere al pubblico la critica sociale. In questo, e non solo, si può cogliere qualche rimando a Zombi (1978). Comunque il tutto non fa che donare alla pellicola un maggior spessore che non è così ovvio né scontato in uno zombi-movie. In definitiva, un film discreto che non stona affatto fra gli altri film del genere zombi e che ha catturato il punto di vista e l'attitudine di Romero molto di più dell'edizione de La notte dei morti viventi di John Russo per il 30° anniversario. Vale una visione, soprattutto per gli appassionati.

Il DVD che possiedo era allegato ad una rivista, ma dubito che, se lo trovaste ingiro, dobbiate pagarlo più di 12 euro. E' distribuito dalla Columbia ed è la stessa versione che si vende all'estero (UK, USA): 1.85:1 Widescreen, Audio 2.1 DD, Sottotitoli di tutti i tipi, extra interessanti (film commentato, documentario, trailer, filmografia). Alcune scene tagliate dall' MPAA sono visibile negli extra del DVD.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il nome indicato sulla casa è "M. Celeste". Savini stesso ha detto che si tratta di un riferimento diretto alla Mary Celeste, una nave che fu scoperta alla deriva priva di passeggeri e ciurma.

Bill Cardille fa il reporter sia in questo che nel film del 1968.

La scena in cui Barbara spara al torace dello zombi magro (vedi foto sopra), non doveva esserci. In origine la scena sarebbe dovuta essere così: arrivava una spaventosa donna zombi che Barbara "vedeva" come sua madre. Tutti dicevano a Barbara di spararle mentre la zombi guardava la donna e le chiedeva "Dov'è Johnny, Barbara?!" La Tallmann si ripigliava, vedeva lo zombi come tale e le sparava.

La macchina che si vede all'inizio, quella che guida Johnny, era di Savini. Se l'era comperata quando aveva fatto i primi soldi col cinema. Il regista ha detto che doverla rottamare per fare il film gli ha dato una stretta al cuore.

Tom indossa una maglietta con la scritta IRON CITY. Questa è una marca di birra che i cacciatori bevevano in Zombi (1978).

Quando Sarah morde la madre sul collo, uno schizzo di sangue macchia una zappetta da giardinaggio. Questo è un riferimento al film originale del 1968, nel quale la figlia uccideva la madre con quell'oggetto da giardinaggio.

Per il ruolo di Ben fu "vagliato" anche Laurence Fishburne (il Morpheus di Matrix).

La scena finale con gli zombi appesi all'albero è un omaggio al taglio che fu imposto al film del 1968. In effetti quella scena era prevista nel film di Romero ma le tensioni razziali dei tempi hanno fatto in modo che si optasse per tagliare quella scena. Savini ha remakato una scena mai vista.

Savini e la Tallman si conoscievano già ai tempi del college.

Come tradizione nei film di zombi, il termine "zombi" non è mai usato per descrivere i morti viventi.

Come in tutti i film di Romero sui mortacci viventi si vede una donna nuda sexy e morta, così viene mostrata anche in questo film di Savini.