La Frase dal Film:
"Le posso rivolgere una domanda?" "Ma
certo" "Che cosa direbbe se le chiedessi
di sposarmi?" "Oh, che lei è stato
preso da un colpo di follia. Non capisco perché dovrebbe
farlo" "Beh, è un po' difficile
da spiegare. Forse perché mi piacerebbe venire a
letto con te" "Ooh, se sposassi tutti
quelli che vogliono venire a letto con me sarei sempre in
municipio"
Chiunque voglia vedersi un miglior film
di Miraglia è meglio che opti per La
dama rossa uccide sette volte (1972), fra l'altro uno
dei più interessanti gialli/horror dell'epoca. Questo
La notte che Evelyn uscì dalla tomba va
giusto bene per chi ama il cinema sleaze. La pellicola,
che essenzialmente tenta la fusione tra gotico e giallo,
parte con atmosfere kinky di tono sadomaso in sotterranei
stracarichi di strumenti di tortura dove lo sballato di
turno sevizia ed uccide delle malcapitate. Tette al vento,
of course. E fin qui siamo nel campo del gotico (o forse
più del ghoulies, vedi pagina dei generi).
La storia quindi si assesta con il matrimonio di Lord Alan
Cunningham (Anthony Steffen, vero nome Antonio De Teffè)
insieme a Gladys (Marina Malfatti) e si passa agli omicidi
di stampo crudo e sadico ad opera di una mano misteriosa,
e qui siamo nel campo del giallo. Poi c'è l'apparizione
della morta e qui dovrebbe fare horror. Gran casino. Il
risultato globale è scadente in quanto l'elemento
erotico supera il thrilling e l'horror. A parte l'uccisione
della zia Agatha (John C. Davis) gettata in pasto a delle
volpi, la violenza ed il sangue manca, così come
mancano dialoghi interessanti, interpretazioni convincenti
ed un plot che abbia davvero senso. Qualche momento coglie
nel segno, aiutato dall'oscurità e dell'atmosfera
dell'ambientazione ma siamo lontani parecchio da quello
che si può definire un buon italian giallo, un buon
gotico, o comunque un buon horror. Finale a bordo piscina
davvero trash dove le due vere menti criminali del film
non subiscono ciò che in verità avrebbero
meritato mentre muoino solo donne nella gloriosa tradizione
del mero exploitation. Probabilmente sono stato più
severo di quanto avrei dovuto con questa pellicola di Miraglia,
il fatto è che si possono perdonare molte cose ad
un film ma non la noia che si deve patire per vederlo. Non
da buttare ma sicuramente neppure consigliato. Solo e solamente
per patiti di cinema bis.
Noto all'estero come: The night Evelyn
came out of the grave o The night Evelyn left the
tomb o The night she arose from the tomb o
Sweet to be kissed, hard to kill (USA e UK), L'appel
de la chair (Francia), Die Grotte der Vergessenen
Leichten (Germania).
MI VUOI COGLIONARE?!
ovvero...Se la casa è stregata,
perché vai in cantina?!
"Sono animali che mi affascinano
moltissimo. Così feroci, crudeli, insaziabili di
carne e di sangue" Così Antonio De Teffè
la vede riguardo alle volpi. Sarà...
Sempre De Teffè (ricordo nei panni
di Lord Alan Cunningham) si vuole "isolare da tutto
e da tutti", per questo decide abbandonare la
campagna per andare ad abitare in città. Boh!
Alan (sempre lui) si fa un ciffro di bellone
e poi si sposa la più cozza, ma al di là di
questo, nel film si vengono a perdere le conseguenze delle
premesse; ovvero, Lord Alan è un sadico che ha ucciso
delle giovani donne. Nessuno ne parla più, lui non
viene punito ed in conclusione viene dipinto unicamente
come vittima di altri cattivi...and justice for all!
Lady Gladys Cunningham "deve"
visitare la tomba di famiglia ed "ovviamente"
lo "deve" fare di notte! Perché!?