La Frase dal Film:
"Non ti è piaciuto il mio show?" "Sembri proprio una mignotta, ma è così che mi ecciti"
Sfruttando l'onda del genere zombi-horror lanciato (1968) e rilanciato da Romero con Zombi (Dawn of the Dead, 1978) e montato in Italia dai morti viventi fulciani (Zombi 2, 1979), Andrea Bianchi dice la sua in argomento cadaveri antropofagi, e lo dice a modo suo. Le Notti del Terrore, aka Zombi Horror, è un'insieme di situazioni tecnicamente imbarazzanti, recitate da soggetti che non esiteri a definire felliniani; il risultato finito è di dupilce portata: da un lato Le notti del terrore è una porcheria cinematografica che di decente ha, se si apprezza il gore, qualche sbudellamento; dall'altro lato abbiamo una delizia trash di italica fattura, quindi imperdibile. Che fare? Decidete voi. Intanto analizziamo qualche particolare. Per prima cosa dal regista che ha in curriculum pellicole quali Cara dolce nipote (1977), Malabimba (1979) ed altri prodottio porno-erotici non ci si poteva aspettare molto e la presenza nel cast di Mariangela Giordano garantisce che in un modo o in un altro la pellicola prenderà un piega porcona. La cosa che avviene soprattutto grazie alla presenza stracultistica di tale Peter Bark (al secolo Pietro Barcella), che ne Le Notti di Terrore interpreta il figlio incestuoso della Giordano. Ma chi è costui? Chi sarebbe Peter Bark? Poche notizie circolano su questo "personaggio" del cinema di genere italiano. Partecipò ad un film con i Gatti di Vicolo Miracoli* (Arrivano i gatti, 1980) e al film Vai alla grande (1983) di Samperi; Marco Giusti** scrive anche di una produzione tv con Banfi che però non conosco (non guardando sceneggiati tv!). Direi che buona parte della portata trash della pellicola sta sulle spallucce di questo attore affetto da nanismo (credo) che per la sua particolare fisicità interpreta assai poco credibilmente il figlioletto della Giordano. A lui battute quali "Mamma questo coso [un tessuto] odora di morte!", o il bacio sulla bocca alla Giordano con mano sulla tetta, o anche sguardi allucinati, ma soprattutto, una volta zombizzato, il piccolo Michael sarà protagonista della scena clou del film. Avvicinatosi alla madre che pocanzi aveva respinto le sue voglie incestuose, il giovane, ormai morto vivente, strapperà con un morso il capezzolo della donna! Quadretti imperdibili. Peter Bark comunque non è il solo volto bizzarro del film, il cast è un bell'accrocchio di strampalati a partire dal prof. Ayres con una barba da Rasputin. La regia è scarsa, la sceneggiatura risibile e gli SFX truci, almeno per quello che riguarda la prostetica del viso degli zombies; non mancano le frattaglie quando i morti attaccano i vivi ma il risultato è sempre molto casereccio. Tutta la trama del film si riduce ad un assedio scandito dal sangue e da dialoghi dementi scritti da Pietro Regnoli, la stessa mente sopraffina dietro Patrick vive ancora (1980). Musiche di Elsio Mancuso e di Berto Pisano che ha recuperato lo score composto per Sfida al diavolo (1963). Il film, nel complesso, è un nonsense anche per il genere zombie che spesso fra le sue fila ha annoverato titoli che hanno superato il limite della demenza, ma questo dà da intendere che si tratti di roba buona soprattutto per gli amanti del trash, a prescindere dal sangue. Preso per la trashata che è, il film ha i suoi momenti memorabili e quindi rappresenta una vera perla per l'amante del cinema di genere italiano che vola basso. Molto basso. Molto.
Noto all'estero come: Le manoir de la terreur o Hell Night in video (Francia), Nights of Terror o Zombie Horror o Zombie 3 (UK), Las noches del terror (Spagna), Burial ground (USA).
* per la cronaca e per i più giovani: i 'Gatti di Vicolo Miracoli' era un gruppo comico formato da: Jerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini, Ninì Salerno.
** Dizionario dei film italiani Stracult, p.563.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film fu girato a Frascati (in Lazio).
La Giordano ritiene questo film il più mediocre fra quelli a cui ha lavorato. Giudizio molto severo, dico io. Nel suo curriculum poteva pescare a piene mani.
Nel numero uno del 1996 della rivista Notturno, la Giordano rilasciò un'intervista nella quale disse che Peter Bark, al secolo Petro Barcella, era "un miscuglio tra un nano ed uno sgorbio" (molto simpatica ed educata, aggiungerei) e sosteneva che la scena del morso era venuta molto bene a Barcella in quanto lui si era innamorato di lei.