La Frase dal Film:
"Ma Stefano, ma non stai mica a un funerale, su!
Hai addosso una pelliccia che vale milioni, mica è
plastica! E' nera, è calda, è morbida, lo
devi far vedere. E tu, Doris, lo stesso! E' una pelliccia
favolosa, facci le fusa dentro. Godi!" "Come,
godi?" "Come se avessi un cazzo tra le
cosce!!!"
Ahhh, eurotrash! Qui il lavoro critico
è duro, perché l'appassionato è diviso:
analizzare i demeriti di un film che si apre con un gran
cattivo gusto fra le gambe di una donna che deve abortire
e che con lo stesso cattivo gusto accatasta pervertiti,
papponi e sangue, oppure inneggiare ad un film che si apre
magistralmente fra le gambe aperte di una donna che non
conosce i benefici della ceretta e che prosegue con un fotografo
playboy che si scopa Femi Benussi nella sauna di un centro
benessere che più glam anni '70 non si può.
Arduo. Tenuto comunque conto dell'altissimo livello d'exploitation
io parlerei comunque di de-meriti: è lo stesso procedimento
che sottende quel divertito piacere masochistico che ci
spinge a ridere ad ogni scorreggia di Paulo Roberto Cotechiño.
In pratica: So bad is so good. Gli ingredienti
che allettano i giallomani ci sono tutti, anche se il tenore
erotico del film rende difficile prenedere sul serio il
plot: Andrea Bianchi (Malabimba,
1979; Zombi Horror, 1981), che non è proprio
un Kubrick, mischia Cosa
avete fatto a Solange? (1972) con Sei
donne per l'assassino (1964) e inzeppa la pellicola
di nudi frontali niente male, di personaggi da "cinema
al limite" e di tocchi di splatter moderato (nel finale
con pene e mammella recisi). Molti momenti e dialoghi trash,
tra cui un finale che sottintende un rapporto anale fra
Bentivoglio e la Fenech onde evitare spiacevoli gravidanze.
E' un'idea. Ma il maschilismo la fa da padrone in questo
film in cui l'eroe Bentivoglio piglia per il collo la Fenech
(sempre lei!) solamente perché la donna ha detto
qualcosa che a lui non andava. Via così, fra scopate
occasionali etero, lesbo, ed anche con bambole gonfiabili
che sembrano essere l'unico oggetto d'amore con cui il grosso
e untuoso Maurizio Montani (Franco Diogene) possa ottenere
una sana erezione. Non manca neppure l'incesto, ma non dico
di più onde rovinare la sorpresa. Tolti i nudi ed
il sesso, rimane la trama gialla che, pur non essendo originale
(viste le influenze di cui sopra) non è nemmeno malaccio,
dal momento che l'entrata in scena del killer è sempre
ben realizzata e le morti ben congeniate. Da notare che
quando uccide, il killer ha il flash di un rubinetto che
gocciola, o meglio deve sentire il rumore dell'acqua per
attivare la sua furia, un po' come il killer di Profondo
rosso (1975) doveva ascoltare la canzoncina infantile.
Fra tette, pelame e J&B piazzato davanti alla mdp in
ogni dove, c'è da divertirsi parecchio, ed il film
di Andrea Bianchi mantiene quello che il titolo promette,
ovvero le attrici (Fenech - bellissima coi capelli corti
- , Benussi, Solvi Stubing, Cecchini) sono davvero nude
per l'assassino: il contratto è stato onorato. In
più Bianchi riesce a mantenere un contegno ed uno
stile superiore a quanto farà Landi con Giallo
a Venezia (1979) altro eurosleaze erotico di casa nostra
che andrà giù più pesante su ogni versante,
ma soprattutto sarà molto più noioso e molto
più mal fatto. L'appassionato di cinema di genere
condividerà il mio entusiasmo per Nude per l'assassino.
Noto all'estero come: Strip Nude for
Your Killer (Internazionale), Der Geheimnis Volle
Killer o Die Nacht Der Blanken Messer (Germania),
Desnuda ante el asesino (Spagna).