La Frase dal Film: “Ora conoscete tutta la famiglia” "E' un peccato, è molto bella"
Giallone-thrillerone iberico con titolaccio pazzesco che promette benissimo. Ma non mantiene. Sotto l'egida del killer di nero guantato, che è di argentiana memoria, Carlos Aured prova a dire la sua a riguardo e, ad essere clementi (cosa facile per un appassionato del genere) in parte ci riesce, tranne che per un macroscopico difetto: una colonna sonora così scarsa da demoralizzare anche un audioleso. Vengono utilizzate sostanzialmente due brani musicali: uno e un motivetto tipicamente settanta per nulla sinistro che viene insensatamente sovrapposto alle scene più tese, tagliando le gambe all'effetto delle scene stesse. L'altro pezzo musicale è un arrangiamento di "Fra Martino" che viene utilizzato per dare una misura della degenerazione mentale del killer (Argento docet). Un pezzo musicale peggio dell'altro. Aured comunque s'impegna per cercare di replicare la lezione italiana, fra traumi psicologici, sessualità maniaca, spiegone finale e un'atmosfera quasi accettabile, resa però indigesta da scivoloni in melò. Il film, tra l'altro, non permette di scoprire chi sia il vero colpevole perché omette dei particolari necessari a intuirne l'identità, semplicemente crea una serie di false piste, compreso ovviamente il protagonista Gilles con il suo passato burrascoso. E qui si apre il capitolo Paul Naschy, al secolo Jacinto Molina, la vera mente pensante dietro Gli Azzurri Occhi della Bambola Rotta. Naschy non solo scrive la sceneggiatura (insieme al regista) ma si ritagli anche il ruolo principale del macho circondato da donne, in realtà un tarchiato latin lover dall'interpretazione discretamente abborracciata. Lui però si sente bello e le donne sotto contratto devono stare al gioco. Non manca un po' di splatter (globi oculari per coerenza col titolo), così come di fatto l'inutilmente crudele ripresa della macellazione di un maiale. Rocambolesco finalone multiplo la cui soluzione rammenta il classico Occhi senza Volto (1960). Film per appassionati del genere, o per chi voglia farsi qualche risata, perché Gli Occhi Azzurri della Bambola Rotta di materiale che mette allegria ne ha.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Navacerrada, Talamanca del Jarama e Torrelodones.
Verso la fine del film, quando il dottore è nella nursery, si vede un cameraman riflesso in uno specchio.
MI VUOI COGLIONARE?!
Il torello Gilles fa all'amore con la sorella ninfomane. Dopo l'amore i discorsi da talamo: "Tu sei come me, siamo due sbandati alla ricerca d'amore per sentirci vivi, ma non siamo niente. Assolutamente niente". Lui trasuda stima, lei quindi lo bacia. E' ninfomane, non ché badi molto a come ragiona il maschio.
L'appesantito ma ancora piacente Gilles: "Ogni volta che abbraccio una donna sento il desiderio di ucciderla. Tutti vedono in me un assassino, un animale. La vita di un ex galeotto è molto difficile...". E' difficile non in quanto ex galeotto, ma perché sei disturbato!!! Risposta della sorella con la mano offesa? "Io ti amo... vicino a te ho trovato la vera felicità". Un'altra che ragiona male.