La Frase dal Film:
"Leda, sono Billy Halleck, mi passa Cary per favore?" "Mi dispiace Billy, Cary non potrà più venire al telefono. Ieri è finito con la sua Lincoln contro un'autocisterna. Una bella fine, in un certo senso: lui ha sempre voluto essere cremato"
Dal romanzo "Thinner" (1984) di Stephen King però firmato con lo pseudonimo Richard Bachman. Come è successo con molti altri film tratti dai racconti del Maestro del Brivido (o in qualsiasi altro modo lo definiscano), L'Occhio del Male (malocchio?) sta a metà strada fra un'interessante disamina sociale ed un poco riuscito film horror. Il film poteva essere l'occasione di esaminare l'etica di un uomo, un legale, che rifiuta di assumersi le proprie responsabilità e concentra la propria attenzione su fattori più superficiali come l'estetica. La famiglia borghese supporta questo vuoto e naturalmente lo "sporco" viene messo sotto il tappeto. A parte la stranezza di avere una figlia adolescente che, nella versione italiana, parla con la voce di una 45enne, la vita dell'avvocato Billy scorre serena. In questa normalità fittizia l'esistenza del grasso Billy perde progressivamente di volume, cioé si sgonfia entrando in contatto con il Male che altro non è se il contrappasso o la conseguenza diretta delle proprie azioni. "Consumati" è l'anatema scagliato contro Billy, lo status quo si spezza e l'orribile immagine del quadro rinchiuso fino a prima in soffitta si fa carne e sangue. A fare da tramite al Male gli zingari, che nel film vengono rappresentati come fossero indiani americani con tanto di pronipote figona che pare uscita da Sport Illustrated (infatti Kari Wuhurer nasce come modella). Scegliere gli zingari tuttavia dà la possibilità di mettere a confronto due gruppi sociali definitivamente diversi, gli WASP americani e i gitani, entrambi allo stesso livello quando accumunati dal Male e dall'istinto più bieco. Ma problemi di moralità, confronti sociali, razionalità e magia, eccetera eccetera vengono meno nel film (ma non nel libro) il quale si concentra di più sulla vendetta di un Billy che finisce nei casini per una fellatio malandrina. L'esame che ne esce dal film, insomma, è decisamente blanda. Così come blando e buffo è l'effetto speciale che rende Burke grasso. Poco spaventoso e decisamente lungo per il materiale da trattare: L'Occhio del Male si perde inutilmente nella costruzione di personaggi marginali e su scene che non portano a nulla di essenziale. Il film boccheggia finché Mantegna con la barbetta ci mette un po' di mestiere e l'azione riprende il sopravvento e diventa anchesì violenta. Ci si chiede come mai il re degli zingari si lasci intimorire così facilmente dal malavitoso Ginelli quando in effetti avrebbe potuto scagliare una bella maledizione pure su di lui. Ma questa non è l'unica lacuna di un film che riduce malamente uno dei racconti più interessanti di King, il quale compare nel film nei panni del farmacista e quindi bene o male approvò, ma King è lo stesso che sbraitò contro Kubrick per Shining (1980), quindi... Comunque per chi fosse interessato al tema "zingaro che maledice" meglio il più moderno Drag Me To Hell (2009), perché L'Occhio del Male, in definitiva, è un filmetto di poco spessore che si perde fra le scarse produzioni del decennio più sfigato in ambito horror. Solo per appassionati con le spalle larghe.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, costato circa 14 milioni di dollari, è stato girato fra il 16 agosto 1995 e il 6 novembre dello stesso anno.
Le locations sono: Appleton, Belfast, Camden, Kittery, Port Clyde, Portland, Thomaston, Augusta, tutte città dello stato USA del Maine.
Stephen King compare nei panni del dr. Bangor. Bangor è la città del Maine dove vive King.
Il libro si conclude con Billy che mangia la torta dopo aver scoperto che essa era stata assaggiata anche dalla figlia. Questo finale non fu accettato dalla produzione perché non aveva riscosso plausi ai test screenings. Il finale fu imposto ad Holland benché ciò avvenne contro la sua volontà.