La Frase dal Film:
"Tutte schifose siete, tutte schifose. L'onore
ve lo siete messo fra le gambe. Fammelo vedere l'onore!
E la superbia? Dove l'avete messa la superbia? Tra le gambe
anche quella, eh?!"
Strano unico film girato da Giuliano Petrelli,
che ha recitato in quattro pellicole dal '72 al '75 e poi
si è buttato anima e corpo in questo progetto di
cui firma la regia, la sceneggiatura ed il soggetto. Caspita.
In verità si tratta di un bell'exploitation vestito
da film di concetto, ma tutta la cultura, se così
si può dire, si concentra in un dialogo a pranzo
fra Ivano e Olga, in cui lei è scioccata perché
ha visto Arturo che faceva sesso con un altro uomo, mentre
lo scrittorone Ivano cerca di placarla con discorsi psicosocioantroplogici.
In pratica il film è un lungo elenco di perversioni,
ed ognuno dei protagonisti (compreso il maggiordomo Ottavio)
ha i suoi buoni problemi psicosessuali. C'è davvero
di tutto: aggressione sessuale, omicidio a sfondo sessuale,
voyeurismo, incesto, sadismo, masochismo, esibizionismo,
sesso interraziale, scambismo, impotenza, ... Ci deve essere
altro ma l'ho scordato. Comunque non illudetevi di vedere
roba "divertente". L'unica cosa che vi sarà
dato di osservare di indimenticabile sono i testicoli penduli
di John Phillip Law che fa ginnastica nudo nel suo appartamento.
Per questo ultima osservazione e per il rapporto fra Arturo
ed un uomo di colore, ritengo che questa pellicola sia una
delle poche di quel periodo che tratti in maniera diffusa
(cioè tramite una scena abbastanza lunga) i rapporti
omosessuali. Film weird, quindi, che pone lo spettatore
nei medesimi panni dello scrittore Ivano, cioé con
"l'occhio dietro la parete" a spiare la vita di
un altro, facendo intendere che la curiosità voyeuristica
abbia come fondamento una patologia psicologica. Gli appassionati
dei reality show ci riflettano! Comunque nel film di Petrelli
la metafora lascia subito il posto all'exploitation, finendo
per trasformarsi in ciò che condanna. Troppa faciloneria,
soggetto del film troppo "sessualizzato", uso
della mdp poco originale e rigido, un po' "vorrei essere
un film d'essai ma non posso" e poi gli attori sono,
chi più chi meno, atroci. Però la scena assurda
che vede una freakettona spogliarsi nuda in discoteca e
ballare al ritmo di un suono tipicamente Seventy è
notevole; nei mitici anni '70 si poteva questo ed altro.
Il film in sé non lo sconsiglio in quanto presenta
abbastanza stranezze da poter accendere la curiosità
di qualche weird seeker, ma per il resto si tratta di un
sleazy thriller pruriginoso che si conclude come un drammone.
Alla fine però c'è da arrivarci, tenuto conto
che a metà pellicola si inizia a guardare l'orologio
in attesa di una improvvisa e quanto mai provvidenziale
fine.
Noto all'estero come: Voyeur Pervers
(Francia), The Crystal Man (UK).