La Frase dal Film: “Mentre la Germania si preparava alla guerra, la SS arruolò segretamente un gruppo di scienziati per creare un soldato invincibile. Si sa che corpi di soldati uccisi in battaglia furono mandati in un laboratorio segreto vicino a Coblenza dove li usarono per degli esperimenti scientifici. Si dice che verso la fine della guerra, gli alleati incontrarono dei plotoni tedeschi che combatterono senza armi, uccidendo solo a mani nude. Nessuno sa chi erano o che fine hanno fatto”
Diciamocelo, horror e nazi vanno a braccetto, anzi nazi è horror, facile quindi che prima o poi l'horror assorbisse le vicissitudini dei nazionalsocialisti tedeschi L’occhio nel triangolo non è stato il primo film con il quale si è sfruttato il nazismo e i nazisti a fini cine-orrorifico, ma è il primo ad aver dato vita ad un limitato ciclo di film dell’orrore con nazisti zombies: dopo questo La tumba de los muertos vivientes (1981), il pessimo Zombie Lake (1981) di Jean Rollin, Night of the Zombies (1981) e, più recentemente, Dead Snow (2009), che sul tema ci scherza un po’ sopra. Ken Wiederhorn, regista di scarsa fortuna (Il Ritorno dei Morti Viventi 2, 1988) parte sfruttando il misterioso caso del triangolo delle Bermude, zona di svarioni elettromagnetici e di naufragi-inabissamenti, per poi deviare la storia verso questa mirabolante faccenda del reparto speciale di SS morte, resuscitate e spietatissime. Il debutto del regista è più che discreto, tenendo soprattutto conto degli scarsi risultati degli anni successivi. Shock Waves, nonostante la sua natura palesemente B, riesce nell’intendo di dare alla faccenda e ai suoi protagonisti negativi un’aria davvero sinistra. Le loro uscite dall’acqua con la pelle pallida e gli occhialoni neri ne fanno immediatamente delle icone horror, quasi dei cenobiti che emergono dall’incubo, al suono (fastidiosissimo) di una acuta sirena d’allarme. Manca però un plot solido, tanto che la vulnerablità degli zombies alla luce solare è poco e male sfruttata. La trama si riduce all’essenziale, gente che sta dove non deve, gente che viene uccisa, con il risultato che buoni interpreti (John Carradine e Peter Cushing) non vengono sfruttati in tutte le loro potenzialità. Inoltre la prima parte del film, quella preparatoria, è davvero troppo lenta e… preparatoria e anche la seconda parte, entrati in scena i “mostri” non si distingue per ritmi più dinamici, piuttosto per l’assenza di SFX decenti e situazioni originali. In ogni caso il film regge grazie alla sua atmosfera avulsa da qualsiasi contesto, sinistra, persa in un triangolo di spazio-tempo in cui s’incontrano al contempo nazisti, donne in costume da bagno e l’hammereggiante Cushing con tanto di foulardino al collo. Abborracciata e al contempo allucinata opera prima, L’Occhio nel Triangolo è già un piccolo cult. Piccolo, per come la vedo io.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 200.000 dollari ed è stato girato, per 35 giorni, fra Coral Gables e Palm Beach (Florida).
L’hotel in cui fu girato il film era il Biltmore in Florida, ai tempi chiuso per un periodo di due anni causa ristrutturazione. Il regista pagò 250 per l’affitto della location. Due anni dopo la ristrutturazione fu completata e ora il soggiorno nelle stanze parte dai 250$ a notte.
Benché sembrino in numero maggiore, gli attori che vestirono i panni degli zombies erano un totale di otto.
Carradine e Cushing lavorarono entrambi 4 giorni ed entrambi incassarono 5000 dollari ognuno.
Il negativo originale del film è scomparso da oltre 20 anni. Il riversamento per i DVD fu realizzato grazie ad una copia personale posseduta dal regista.