TRAMA

Olga (Audrey Campbell) è la solita spacciatrice, sadica, criminale, solo che adesso non opera più a New York City ma in campagna presso una miniera abbandonata. Il suo partner, il fratello Nick (W.B. Parker), trascina un'incoscente Elaine (Judy Young) nella tana dove verrà torturata perché confessi di aver cercato di fregare Olga.


OLGA'S HOUSE OF SHAME
titolo or.: Olga's House of Shame - USA - 1964 - 69' - Colore

di Joseph P. Mawra

GENERE
KINKY - ROUGHIE
IN BREVE
Olga è la stessa di sempre. Solo che qui è fuoriporta.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: ""When was the long time you received a spanking? A long time I bet! This is one you won't forget! Your ass will be so red that you won't be able to sit down for a month! Be lucky that I'm not using this on another part of your body, rather than your ass!"*

Terzo capitolo della trilogia di Mawra sulla sadica dominatrix Olga che assurse a culto fra quelli che abitualmente facevano visita alle grindhouses, prima che a soppiantare il personaggio interpretato dalla Campbell arrivasse Ilsa, la biondona nazi-sadica (Ilsa la Belva delle SS, 1974) interpretata da Dyanne Thorne, che però molto deve ai lavori kinky di Mawra. Gli afecionados considerano Olga's House of Shame il migliore, un po' perché si chiacchiera di più e non c'è solo la voce fuori campo e un po' perché si cambia set, da NYC alla campagna, cosa che consente a Mawra delle riprese in esterna. Che poi siano poca cosa è un'altra storia. In più c'è la particolarità che il fratello di Olga, Nick, è interpretato dallo stesso attore che in Sin in The Suburbs (1964) faceva il marito della Campbell (là nei panni di Geraldine) e che la figlia della coppia era l'attrice Judy Young che in Olga's House of Shame viene invece rapita e torturata dai due, quindi, è come se venisse torturata dai suoi genitori. Da perderci il sonno. Il sonno comunque non scappa perché è davvero difficile stare ben desti tutti i 70 minuti della pellicola che, come al solito, è composta solo da una serie tediosissima di torture alla buona e tette al vento, cosa che ci si può aspettare da un tipico kinky-movie d'annata. Dato il minimo di storia e il livello zero di thrilling, l'unico modo di valutare il film è basarsi sulle scene di tortura: probabilmente, facendo lo sforzo di immaginare l'impatto della pellicola negli anni '60, Olga's House of Shame aveva un grosso potenziale di pruriginosità, un po' per i nudi (non integrali) mostrati, così per le scene saffiche come per il bondage. Adesso l'effetto è tutt'altro che speciale: a fare colpo non è tanto la mano di Olga sulle chiappe delle malcapitate ma la solita dozzinale messa in scena e la sgangherata recitazione degli interpreti. In qualche misura divertente. Memorabili quindi le espressioni eccessive degli attori e il bianco e nero da film classico per una produzione uscita da uno scantinato. Giusto per chi ama l'exploitation.

Il film è preceduto da White Slaves of Chinatown (1964) e Olga's Girls (1964) e seguito da Mme. Olga's Massage Parlor (1965) che nessuno ha mai visto perché è andato perduto e poi da Olga's Dance Hall Girls (1969), realizzato da un'altra crew e non girato da Mawra, che invece esiste e pochi avrebbero voluto vedere.

* Trad.: "Quant'è che non ti preni una bella sculacciata? Un bel po' di tempo, scommetto! Questa non te la dimenticherai! Il tuo culo sarà così rosso che non potrai sederti per un mese! Sei fortunata che io non usi questo su un'altra parte del tuo corpo al posto del culo!"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il personaggio di Stacy, che nel film non fa altro che essere legata e torturata, è interpretato da Brenda Denaut, la madre dei vari attori Arquette (Patricia, Rosanna, David, Richmond, Alexis).

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