TRAMA

L'ambasciatore americano Robert Thorn (Liev Schreiber) viene informato in ospedale che il proprio figlio è morto subito dopo la nascita; accetta allora di adottare un bambino senza avvertire la moglie Katherine (Julia Stiles). Nonostante i successi lavorativi dei Thorn, la serenità famigliare crolla a causa dello strano comportamento del piccolo Damien (S. Davey- Fitzpatrick) e precipita definitivamente con l'arrivo della nuova tata Mrs. Baylock (Mia Farrow). Padre Brennan (Pete Postlethwaite) cercherà di avvertire Robert Thorn del fatto che suo figlio non è un bambino comune ma per questo ci rimetterà la pelle. Tragici sviluppi, nonché l'aiuto del fotografo Jennings (D. Thewlis) convinceranno l'ambasciatore che Damien è davvero il figlio del Male.


OMEN - IL PRESAGIO
(titolo or.: The Omen - USA - 2006 - 110min - Colore)

di John Moore

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Impersonale remake dello storico film del 1976. Garantisce comunque un buon intrattenimento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non devi lasciare che Damien mi uccida"

All'inizio fu Il Presagio (1976) e sull'onda vincente dell'epica del Maligno inaugurata da L'Esorcista (1973), il film diretto da Donner fu un successone. I suoi necessari sequels furono La maledizione di Damien (1978), Conflitto Finale (1981) e un quarto capitolo prodotto per la tv, Omen IV - Presagio Infernale (1991). In questo nuovo millenio fatto di inquietudini sociopolitiche, sfruttando una coincidenza da calendario che vuole il 6 maggio 2006 apocalitticamente evocativo, si pianifica il rifacimento del film del 1976. D'altronde è il decennio dei remake, quindi perché no. The Omen è molto fedele alla pellicola di trenta anni prima e questa è una buona cosa: in un'epoca di effetti speciali in CG ci si sarebbe anche potuti aspettare un Damien volante o lanciante saette dalle dita. Nulla di tutto ciò. Questo film del 2006 si muove precisamente sui binari del suo predecessore, sfruttando il timore immutato della venuta dell'Anticristo che porterebbe l'Inferno sulla Terra aggiornandolo con le suggestioni moderne che trattano di cospirazioni e di minacce apocalittiche (il disastro delle Torri Gemelle viene citato come uno dei segni dell'Apocalisse, anche con un certo cattivo gusto, aggiungerei). Le scene che fecero la storia di questo film ci sono tutte anche nel remake: la tata che si impicca alla festa, la madre che rimane vittima di un "incidente domestico", il fotografo decapitato (ma in modo più complesso alla Final Destination), il mitico Bugenhagen col suo nome da paura, e naturalmente non può mancare Ms. Baylock e il suo fido cane demoniaco. Qui però abbiamo niente poco di meno che Mia Farrow nei panni dell'inquietante governante; insomma, una che già nei panni di Rosemary aveva avuto a che fare con bambini "particolari". Per quanto riguarda i protagonisti, la scelta sembra essere caduta su attori di fama ma non abitanti nello stardom: mi pare di aver notato particolarmente in ruolo Liev Schreiberg nei panni dell'ambasciatore Thorn oltre alla Farrow, gli altri stanno più di contorno ma non sfigurano. Il nuovo Damien (Seamus Davey Fitzpatrick) non è memorabile o comunque non lo è più del suo predecessore nello stesso ruolo. La vera novità sul piano stilistico sono degli intermezzi onirici, gli incubi, che non comparivano nell'originale e che in questo remake riescono, più o meno bene, a far venire la pelle d'oca. Le scene di paura che facevano centro nell'originale, riescono a funzionare anche qui, forse con qualche punto in più. La nota davvero negativa è la scelta di sostituira la colonna sonora di Jerry Goldsmith, fatta di versi latini in stile Dies Irae, con quella nuova di Marco Beltrami che è decisamente meno incisiva. In definitiva si potrebbe dire che questo The Omen sia un buon remake, anche se il modo pedissequo con il quale ripropone ciò che si era visto nel 1976 lo rende impersonale e forse poco necessario. Chi ha già visto il film di trenta anni fa potrà "bearsi" dei pochi nuovi inserti, chi si trovasse alle prime con Damien, converrebbe che si guardasse la vecchia versione. Senza eccessive pretese comunque può venirne fuori una discreta blockbuster night.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 25 milioni di dollari ed è stato girato in Croazia, a Dublino, a Matera, a Praga e a Roma.

Il ruolo di Katherine Thorn fu originariamente offerto a Rachel Weisz (Constantine, 2005) la quale dovette rifiutare perché al tempo era incinta. Le altre attrici prese in considerazione per il ruolo furono Laura Linney (The Exorcism of Emily Rose, 2005), Hope Davis (L'uomo delle previsioni, 2005) e Alicia Witt (Urban Legend, 1998), prima che Mia Farrow raccomandasse Julia Stiles che poi ottenne la parte.

Harvey Stephens, che interpretò Damien ne Il Presagio (1976), appare nel film nei panni di un giornalista.

Durante le riprese al piccolo Seamus Davey-Fitzpatrick non fu mai detto che il personaggio da lui interpretato era il figlio del Maligno. Julia Stiles ha commentato a riguardo che: "Gli addetti ai lavori pensavano che fosse troppo giovane per capire, ma era molto obbediente quando il regista gli chiedeva un'espressione torva".

Nella scena finale, quando il padre di Thorn è inseguito dalla polizia, ci si dovrebbe trovare a Londra ma la vera location è tradita da due cose: in primo luogo le macchine viaggiano sulla carreggiata destra (mentre in UK è il contrario), poi, più palesemente, si legge una scritta ceca su un negozio.

Quando Robert Thorn va all'opera a sentire la Salomé di Richard Strauss, si sentono le ultime note del pezzo e nella scena successiva si vede Robert che sta per incontrare Padre Brennan. Subito dopo, le luci iniziano a lampeggiare per indicare che l'opera sta per rimprendere, però Salomé è un'opera in un unico atto e non ci sono pause.

Il fotografo Jennings mostra delle foto a Richard dicendo che gli era venuto il dubbio che alcuni rullini fossero difettosi. Tuttavia, in precedenza, vediamo che quelle stesse foto erano state fatte con una macchina digitale (per la precisione una Nikon D2).

La città di Megido non è, come si dice nel film, a sud di Gerusalemme ma piuttosto a nord. Sta fra Haifa e Hadera.

Il nome Megido non deriva da Armageddon, ma è il contario. Armageddon è una distorsione latina di Har Megido, che in ebraico vorrebbe dire Monte Megido.

Una bolla d'aria in un tubo da flebo non potrebbe arrivare in vena, oltre al fatto che il macchinario a cui è attaccata Katherine avrebbe segnalato l'irregolarità. C'è chi fa notare che, in tutti i casi, quella quantità di aria non potrebbe uccidere una persona. Io eviterei la dimostrazione...

eXXagon fecit MMVII