TRAMA

Alla vigilia della prima del Macbeth, una giovane cantante lirica viene chiamata a sostituire la protagonista, investita da un'auto. Il successo è enorme, nonostante le assurde invenzioni del regista, che ha deciso di utilizzare uno stormo di corvi ammaestrati per accentuare il carattere dark dell'opera. Alla fine dello spettacolo viene scoperto in un palco il cadavere di un uomo. E' l'inizio di una serie di atroci delitti commessi da un maniaco col volto coperto da un cappuccio da boia (dal booklet del DVD).

 


OPERA
(ITALIA - 1987 - 106min - Colore)

di Dario Argento

GENERE
HORROR - THRILLER - MYSTERY
IN BREVE
Discreto film di Argento che concilia il thriller vecchia maniera con nuove tecniche e nuove idee
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Decimo film di un regista che, amato od odiato, ha marcato indelebilmente il cinema italiano ed internazionale. Opera incapsula vecchie suggestioni e si ripropone con una nuova veste fatta di ulteriori e rinnovati virtuosismi compiuti con la mdp, e da alcune sequenze di omicidi davvero memorabili. Da citare assolutamente la pugnalata sotto la madibola con la punta della lama che spunta da sotto la lingua (vedia a dx) e il colpo di proiettile sparato dallo spioncino della porta mentre ... (no spoiler) guarda attraverso di esso. Argento non si risparmia con la telecamera fin dall'inizio quando la mdp assume il ruolo della diva che molla il progetto (e viene investita), quando impersonifica l'omicida, quando vola per tutto il Teatro Regio di Parma come fosse un corvo. Notevolissimi alcune idee registiche come il posizionamento della mdp al posto del lavabo mentre gli attori versano il profumo nello scarico. La musica è ben curata e alterna pezzi di opera lirica a brani composti dal solito Simonetti. I dialoghi sono sempre "sul bordo del pricipizio" ma i personaggi in Opera hanno un certo spessore e anche la Nicolodi, per una volta, riesce ad essere convincente. Il Morandini parla di Argento come "del più eccitato e perverso voyeur del cinema italiano" ma non è solo questo! Argento vuole farci "vedere tutto" (come il killer intima alla protagonista), ci fa vedere con gli occhi dell'assassino, con quelli della vittima, con quelli dell'arma che uccide, con quelli dei corvi che svelano l'arcano, in definitiva con i suoi. E il tutto si conclude con l'occhio, il mezzo del voyeurismo, che viene estirpato e mangiato da un corvo nei cui occhi neri (pensate alla scena iniziale del film) si riflettono tutti gli accadimenti del film. Dallo spioncino, dal binocolo, dalle tende, insomma Opera è il film dell'occhio che guarda, ancor più attento e morboso della pupilla del killer ne Il gatto a nove code (1971). Una pellicola che potrebbe in qualche modo deludere coloro che sono rimasti troppo legati al Dario Argento dei giallos anni '70ma che non deluderà coloro che sono affezionati ai suoi virtuosismi/manierismi con la telecamera. Omicidi interessanti, buonissimi momenti di tensione e grande tecnica versus una recitazione discreta ma non memorabile, dialoghi basic e alcuni momenti decisamente discutibili...il finale con la protagonista in mezzo all'erba che raccoglie fiori con la voce fuori campo di Argento con piena inflessione romana (che dice cose inutili) proprio non ci sta! Comunque da vedere visto che le pellicole subito successive sono quelle che hanno inflazionato il lavoro del regista, e mi riferisco soprattutto a La Sindrome di Stendhal (1995).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Fu ingaggiata Vanessa Redgrave, ma rinunciò alla parte poco prima che iniziassero le riprese.

Argento ha dichiarato che è una vera frustrazione per un regista horror sapere che molti spettatori si coprono gli occhi durante alcune scene. Si è immaginato una punizione e una vendetta. ecco da dove nasce il nastro adesivo con gli spilli.

nel film si dice che il Macbeth è un'opera maledetta. E' così vero che anche durante la lavorazione del film accaddero parecchi incidenti. Morì un attore in un incidente stradale, un orchestrale si ruppe quattro costole, Argento stesso fu aggredito dai corvi (e ti credo!).

L'idea per il film nacque un po' per vendetta ad un progetto in cui partecipò Argento, progetto che venne cassato. Darione avrebbe dovuto, nel 1986, curare la regia del Rigoletto per la stagione lirica a Macerata, ma la sua versone non piacque perché troppo gore (e vai!).

Il ruolo della protagonista era stato dato a Giuliana De Sio ma il primo giorno di riprese Argento e la De Sio litigarono di brutto, tanto che non solo l'attrice abbandonò il set ma denunciò anche il regista.

Il film costò circa 9 miliardi delle vecchie lire. Solo la scena dei corvi che svolazzano per il teatro in cerca del killer ne costò uno: ci si servì di gru meccaniche e di mdp telecomandate.