TRAMA
Alice (Florinda Bolkan)
traduttrice professionista, si sveglia osessionata da un incubo
in cui vedeva un astronauta lasciato a morire sulla luna da un
cinico scienziato soprannominato Blackman (Klaus Kinski). Alice
scopre, fra l'altro, di aver dormito tre notti e trova in casa
una strana cartolina proveniente da Garma, una località
balneare turca. Recatasi a Garma per indagare, Alice si troverà
intrappolata in un drammatico mistero.




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LE
ORME |
(ITALIA
- 1975 - 90min - Colore) |
di Luigi Bazzoni |
| GENERE |
MYSTERY - THRILLER |
| IN BREVE |
Interessantissimo
film fuori dai canoni. Grande fotografia. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"A forza di guardare la vita attraverso un miscroscopio
si rischia di non partecipare più a quella che ci
sta intorno"
Dopo il già interessante Giornata
nera per l'ariete (1971) Bazzoni propone questo affascinante
thriller sui generis, tratto dal romanzo Las Huellas scritto
dallo stesso Mario Fenelli che aveva firmato la sceneggiatura
della pellicola del '71. Allo score musicale Nicola Piovani,
mentre per la fotografia Bazzoni sceglie ancora Storaro
ed è una grande decisione dal momento che il lavoro
di Storaro dona al film un allure particolarissimo
ed una cura della messa in scena di grande finezza (notate
già nelle immagini da me inserite il gusto per il
controluce): di certo lo stile del film supera di gran lunga
il suo contenuto, comunque non trascurabile. A differenza
di molti film di genere italiani di quegli anni, manca del
tutto il glam ed il colore, le scenografie sono geometriche
e il colore bianco è dominante, esasperando i giochi
di chiaro scuro. Come molti gialli e thriller, la psicologia,
o meglio la psicopatologia, ha un ruolo centrale ma questa
volta la dimensione patologica trova una dimensione del
tutto differente dal consueto e quindi non si assiste a
nessun omicidio a mani guantate di pelle nera e neppure,
come nel caso dei tipici thriller all'italiana, nessun intrigo
di uomini e donne che mirano a qualche eredità balorda.
Si tratta piuttosto della inevitabilità della patologia
(e anche del destino di una persona, estendendo il concetto)
che arriva ad un suo compimento nonostante la persona abbia
agito per allontanarsi da essa. Le Orme è
un film che si presta a diverse riflessioni, ed anche il
finale potrebbe suscitare dei dubbi. In effetti ha dei pregi
che potrebbero anche essere visti come difetti: un certa
inconcludenza, l'assestarsi sul livello di mistero sciogliendo
l'intreccio troppo velocemente viste le lunghe premesse,
un difetto, quest'ultimo, che in parte era rintracciabile
anche in Giornata nera per l'ariete, che esordiva
in grande stile e con grande senso di mistero per concludersi
in modo fiacco come un tipico giallo. Le Orme non
è mai banale, e non la è la fine, ma forse
la conclusione rapida disattende l'aspettativa creatasi
dopo un lugo ed intricato intreccio. Però va detto
che spesso ci si lamenta, rispetto a un certo cinema di
genere italiano (giallo e thriller), della ricorsività
dei temi e dell'eccessiva similitudine dello stile. Questo
film di Bazzoni di certo non è simile a nessun altro.
La protagonista è la Bolkan (Una
Lucertola con la pelle di donna, 1971; Non
si sevizia un paperino, 1972; La
settima donna, 1978), brava attrice che forse a volte
pare un po' troppo stucchevole per quell'atteggiamento estremamente
drammatico che imprime alle sue interpretazioni. Comprimari
la piccola Nicoletta Elmi (Reazione
a Catena, 1971; Chi
l'ha vista morire? 1972; Gli
Orrori del castello di Norimberga, 1972; Il Mostro
è in tavola barone Frankenstein, 1973; Profondo
rosso, 1975; Il
Medaglione Insanguinato, 1975; Demoni,
1985), onnipresente ed inquietante bambinetta del cinema
anni '70, Lila Kedrova vista nel contemporaneo Il
Medaglione Insanguinato (1975), Peter McEnery (Il
gatto e il canarino, 1978), e Klaus Kinski in una particina
che comunque lui interpreta con il suo solito fare sanguigno.
In definitiva un film silenzioso e di una certa lentezza,
dove silenzio e lentezza non fanno che accrescere il senso
di solitudine, mistero ed alienazione vissuti dalla protagonista.
Non metto in dubbio, comunque, che la lentezza nello svolgimento
e l'attitudine d'essai della pellicola possano portare alcuni
a definirlo un film noioso. Per quanto mi riguarda credo
che Le Orme sia un gradino sopra la maggior parte
dei gialli-thriller di quell'epoca tutti concentrati a piazzare
in bella vista davanti alla mdp un bella bottiglia di J&B.
Sono certo che gli amanti del cinema weird sapranno apprezzare
questo film di Bazzoni. Da Riscoprire.
Noto all'estero come: Footprints
o Primal Impulse (USA) Footprints on the Moon
(UK).
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