La Frase dal Film:
"Quando sarai grande, col tempo, troverai una donna per te, la sposerai e avrai una casa tua. Queste ragazze sono dei rifiuti. Tu hai bisogno di una donna come tua madre, una donna che ti ami, ti stia accanto e ti protegga e un giorno, sì, certo, la troverai"
Quasi contemporaneamente a Dario Argento che stava per portare ai massimi vertici il giallo horror con L'uccello dalle piume di cristallo (1970), Serrador dirige La Residencia, giallo a sua volta ma con eleganti toni di gusto gotico che tradiscono la decade d'appartenenza, un film oltretutto che pare essere stato d'ispirazione allo stesso Argento per Suspiria (1977). Il film di Serrador ai tempi ottenne una discreta diffusione e successo, ma mentre Argento proseguirà in maniera brillante la sua carriera (almeno fino alla fine degli anni Ottanta!), il regista spagnolo tornerà sul genere horror solo nel 1976 con Ma come si può uccidere un bambino, per poi assestarsi sulle produzioni televisive. Gli Orrori del Liceo Femminile è un elegante giallo, ben scritto e recitato che in tanta eleganza non rinuncia però a dei decisi tocchi exploitation che risuonano con il genere WIP (Women in Prison). Non mancano quindi momenti di sevizie e violenza ai danni delle giovani ospiti del collegio, violenze perpetrate dall'autoritaria Madame Fourneau, una proto-Ilsa interpretata dalla brava Lilli Palmer (De Sade, 1969; I Terrificanti Delitti degli Assassini della via Morgue, 1971) con la complicità della lesbica Irene. Nonostante i sottesi saffici il film evita le scene sessuali e il sexploitation si limita a qualche nudo fugace nelle docce catturato grazie agli sguardi voyeuristici di Luis. Benché tutto il film si basi sui danni generati e generabili dall'autoritarismo in senso più lato, centrale a livello del racconto è il rapporto sottilmente autoritario fra Mme Fourneau ed il figlio, una tirannide tanto più dannosa in quanto travestita da amore. Non meno psicanaliticamente inquietante di quanto fosse stato Psycho (1960), Gli Orrori del Liceo Femminile si perde però nei molteplici ammiccamenti diretti al pubblico, incapace di gestire l'argomento "giovani ragazze in un liceo" senza non inciampare in alcune facilonerie. Questo però non avviene con la costruzione dei personaggi, alcuni dei quali sorprendono lo spettatore per il loro cambio di "rotta". Nessuna delusione anche a livello tecnico: la notevole fotografia esalta l'ambientazione barocca e la presenza in essa delle giovani. Gli omicidi nel film sono abbastanza limitati sia nel numero che nella resa; nel secondo viene bloccata l'immagine per suggerire l'effetto shock, mentre il secondo avviene off-screen. Bravi tutti gli attori, dalla sopra citata Palmer, a Cristina Galbò (Cosa avete fatto a Solange?, 1972; Prigione di donne, 1974; Non si deve profanare il sonno dei morti, 1974; L'Assassino è costretto ad uccidere ancora, 1975) fino ad arrivare all'unico interprete maschile, John Moulder-Brown la cui carriera proseguirà in maniera modesta. Il finale del film e l'identità del colpevole risultano essere difficilmente una sorpresa ma anche se prevedibili sanno colpire nel segno con un tocco macabro. In ogni caso meglio concentrarsi sullo stile e sull'atmosfera globale della pellicola. Buono anche lo score musicale. Nel complesso Gli Orrori del Liceo Femminile è un horror valido che si affaccia sul decennio '70 con le carte in regola, mediando fra suggestioni gotiche tipiche del '60 ed una certa crudezza caratteristica degli anni subito successivi. Il mainstream potrebbe anche apprezzare; l'appassionato lo farà di certo.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Comillas, Santander (Cantabria).