TRAMA

Arrivato in Thailandia, John Bradley (Ivan Rassimov) uccide più o meno involontariamente un uomo e decide di scappare nell'entroterra. A bordo di un piccolo natante, verrà catturato da una tribù di selvaggi. Le cose si metteranno male per John che riceverà un po' calore umano solo da Maraya (Me Me Lay) e da una donna anziana che è l'unica a parlare la lingua di John. Con il tempo, e dopo dure prove, John verrà eletto a guerriero della tribù, e si troverà a combattere contro dei cannibali.


IL PAESE DEL SESSO SELVAGGIO
(ITALIA - 1972 - 93min - Colore)

di Umberto Lenzi

GENERE
CANNIBAL
IN BREVE
E' il primo nel suo genere. Basta questo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Le piace?" "Mmm, buono, che pesce è?" "Siamo stati proprio fortunati, era incinta, aveva le uova!" "Sì ma, ma che roba è?" "Serpe di palude"

Il paese del sesso selvaggio è il film che inaugurò il filone cannibal. Gli epigoni arriveranno qualche anno dopo (seconda metà degli anni '70) ed essenzialmente manterranno inalterate le situazioni e riproporranno anche gli stessi attori (Me Me Lai e Rassimov lavorarono insieme in Ultimo mondo cannibale, 1977 e Mangiati Vivi, 1980), solo moltiplicando esponenzialmente sangue e violenza. In effetti in questo film il cannibalismo è confinato ad una sola scena ma gli elementi propri del genere ci sono tutti: avventura, paese selvaggio, usanze barbare, sesso spiccio e uccisioni gratuite di animali. Si fa un gran parlare di Cannibal Holocaust (1980) per l'uccisione della tartaruga ma in questo film del '72 si assiste all'uccisione di: una capra, un coccodrillo, una scimmia (quest'ultima potrebbe essere un fake, o almeno spero); in più ci sono combattimenti come mangusta contro cobra od un meno esotico combattimento di galli. Insomma gli animali se la vedono sempre male e la scusa del fatto che si stessero riprendendo delle comuni usanze del luogo regge un po' poco. Comunque il film nasce come una pellicola d'avventura con elementi documentaristici mediati dal genere mondo al quale viene applicata una trama che ricorda il film L'uomo chiamato cavallo (1970). Lenzi a proposito della pellicola disse: "Il film mi è stato proposto...anzi, mi avevano proposto una sceneggiatura. E' nato come una serie di riti inventati da Emmanuelle Arsan che era stata sposata con un diplomatico di stanza in Thailandia, e da questa idea Francesco Barilli scrisse la sceneggiatura. Io ho cambiato poche cose. Il film a me piaceva, e mi piace tuttora. [...] Il film andò così bene, il produttore guadagnò così tanti miliardi che mi fu proposto di girare il seguito; io ero impegnato a fare uno dei film polizieschi e non potei farlo..."* Particolare il fatto che la sceneggiatura sia stata scritta da Barilli, futuro regista della bella pellicola Il profumo della signora in nero (1974) altro film che ha elementi di cannibalismo. Su Rassimov nulla da dire, la parte gli calza a pennello. Me Me Lai è davvero deliziosa; a quanto ne so, dopo essere scomparsa dal grande schermo, la donna è finita a fare la presentatrice tv. Il paese del sesso selvaggio non eccede in gore, come già detto, ma gli elementi esploitativi non mancano e lo spettatore appassionato di cinema di genere non rimarrà deluso. Forse il fatto che il film si mantenga moderatamente splatter lo rende uno dei cannibal più decenti, ma il suo merito maggiore è fondamentalmente quello di essere stato il primo. Un piccolo must non per tutti.

*da "Amarcord" citato in Giusti, Dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004, pp. 596-597.

Noto all'estero come: Man from Deep River (Internazionale), Deep River Savages (Europa), Sacrifice! (USA), Mondo Cannibale (Germania), Au pays de l'exorcisme (Francia).

 



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