La Frase dal Film:
"Sai caro? Certe volte mi domando a che cosa servi"
"Servo a rendermi felice e a dare uno scopo al
tuo denaro" "Anche con te era così
cinico, Helen?" "Non c'ho mai badato.
Avevo conosciuto solo Americani frigidi e l'importante è
che facesse bene l'amore"
Grande casino con il titolo. All'estero
il precenede film di Lenzi Orgasmo (1969) viene
rititolato 'Paranoia', mentre questo si becca il titolo A
Quiet Place to Kill, da non confondersi con Un
posto ideale per uccidere, 1971 (An Ideal Place
to Kill), altro film di Lenzi con Ornella Muti e Irene
Papas. Risultato: una confusione incredibile con le trame,
dovuta anche al fatto che il film del '69 condivide con
questo la protagonista Baker. Comunque questo Paranoia è
un thrillerone pruriginoso che non deluderà gli appassionati;
gli elementi del genere ci sono tutti. Bottiglie di J&B
sparse ovunque, glam anni '60, musiche freakettone. Lenzi
arricchisce il tutto con riprese sotto le gonne dal sotto
in su. Non male. La Baker (Così
dolce... così perversa, 1969) è una bellezza
come non ce ne sono più, ed Anna Proclemer (Cadaveri
eccellenti, 1975) è brava. Il belloccio Sorel
(Una sull'altra, 1971), s'impegna alla grande e
Lenzi aiuta con zoomate in piena faccia a sottolineare sguardi
truci ed equivoci, manco fosse un oftalmologo. La storia
vede il solito intreccio inestricabile, questa volta complicato
dalla presenza di Susan (una Marina Coffa da urlo), figlia
di Constance che vuole vendicare la morte della madre e
lo fa scopandosi Sorel. Il sesso la fa da padrone nel film:
Baker con Sorel, Sorel con Proclemer, Coffa con Sorel e
anche un piedino Proclemer con Beker. Poi ci sono i dialoghi,
alcuni da commedia brillante con eco di aforismi, altri
da sbellicarsi per il trash-level ("Prima di andare
via volevo fare l'amore con te un'ultima volta"
"Puttana" "Lo so").
La pellicola ci dà anche l'occasione di osservare
uno degli "sport" più idioti mai creati
dall'uomo: il tiro al piccione; vedere per credere. Non
aspettatevi nulla di diverso da questo film se non i soliti
intrecci da fotoromanzo ai quali siete stati abituati dal
thriller italiano fine '60 inizio '70, tette all'aria, donne
e uomini irresistibili, polizia che indaga male ed il
destino che alla fine pensa a sistemare tutte le iniquità,
o quasi. Lenzi però conosce il mestiere e gli attori
conoscono bene il pubblico; e il contrario. Il risultato è godibile
forse anche per coloro che non sono così affezionati
al genere. Da riscoprire.
Noto all'estero come: A Quiet Place
to Kill o A Beautiful Place to Kill (UK e
USA), Una Droga llamada Helen (Spagna), Os
Ambiciosos Insaciàveis (Brasile).