TRAMA

La separata Kathy Jacquard (Susan Penhaligon) trova lavoro come infermiera alla Roger Clinic. Qui si deve prendere cura di Patrick (Robert Thompson) che è finito in coma dopo aver ucciso la madre e l'amante di lei. Tutti credono che Patrick sia un vegetale, ma non è così: può comunicare ma lo fa solo con Kathy. Il suo comunicare però è ridotto a rapidi movimenti labbiali (sarebbe meglio dire sputi!) e poteri telecinetici. La relazione fra l'infermiera e il comatoso evolve e "stranamente" gli uomini che ruotano intorno a Kathy hanno degli incidenti.


PATRICK
titolo or.: Patrick - Australia - 1978 - 112' - Colore

di Richard Franklin

GENERE
HORROR
IN BREVE
Non il migliore fra quelli "col potere paranormale". Momenti validi si alternano a situazioni comatose.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La settimana scorsa abbiamo avuto un caso classico. Una tizia voleva essere assunta come generica. Il suo vezzo era, come saltò fuori in seguito, di sgattaiolare in lavanderia tutte le notti per spalmarsi il corpo di escrementi. Questo non la sconvolge, signora Jacquard?" "Ehm...no" "Beh, dovrebbe. Sconvolge me" "Glielo posso assicurare, io..." "Me lo assicurò anche quella tizia"

Film australiano del gruppo di quelli "col potere paranormale" come il coevo Il Tocco della Medusa (1978) il precedente Carrie lo sguardo di Satana (1976) e il successivo Fury (1978); era il loro periodo. La differenza è che Franklin e lo sceneggiatore Everett De Roche fanno dell'ESP qualcosa di più morbosetto, ripescando eco psiacanalitiche hitchcockiane alla Psycho (1960) per mettere in piedi la storia di Patrick, ragazzo che uccide la madre fedifraga, il suo amante, e poi va in un coma che pare piuttosto una sorta di schizofrenia catatonica. Il valore aggiunto è che, limitando i cinque sensi, ovviamente (?) si sviluppa il sesto che, in questo caso, non è l'intuito ma la telecinesi. Patrick è un film che passa da momenti davvero ben riusciti a situazioni al limite del ridicolo, vedi balzo pazzesco del cadavere (per estrema contrazione muscolare postmortem!) che finisce contro la vetrinetta dei medicinali. D'altra parte il film ha il pregio di dipingere con efficacia un quadro urbano squallido e piazzare nella storia curiosi ed inquietanti personaggi: uno su tutti la suora-capoinfermiera che fa dei discorsi incredibili sulle perversioni sessuali e sulla difficoltà di trovare dipendenti ospedaliere che ne siano prive. Non male neppure il dottor Roget che si mangia una delle sue rane di laboratorio. Nel film serpeggia una sessualità malsana (ricordo che i primi lavori di Franklin erano stati dei softcore) legata alla colpa o resa ancor più ambigua dal fatto che si rivolga ad un uomo in coma: Chaty abbozza un atto masturbatrio su Patrick e viene subito beccata dalla suora. Il film altrove si perde su digressioni relative alla vita privata della protagonista e porta a cali di tensione narrativa che danno l'impressione che il racconto non decolli mai, cosa che in effetti avviene. La recitazione degli attori è funzionale ma non entusiasma. Le scene nella stanza bianca fra Patrick e Cathy creano comunque una loro atmosfera. Ai tempi piacque un sacco e il Franklin si guadagnò un biglietto per gli States a dirigere Psycho II (1983) sotto l'ala della Universal, che evidentemente aveva colto in pieno le potenzialità "edipiche" del regista. Il mio apprezzamento per questo film rimane tiepido ma alla fine si tratta di gusti. Vedete voi.

Seguito apocrifamente, indegnamente e illegalmente (nel senso che non furono chiesti i permessi agli australiani) da Patrick vive ancora (1980) di Mario Landi.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Le location: 1) Alfred Hospital, Prahran (Melbourne). 2) I sotterranei della clinica Roget sono in verità quelli del Princess Theatre di Melbourne. 3) La casa del dott. Wright è a Brighton (Melbourne). 4) L'appartamento di Kathy è nell'East Melbourne. 5) Il bar che si vede nel film era in Ferrars Street (South Melbourne). 6) La casa di Ed era a Glen Waverley (Victoria). 7)

La scena di Kill Bill vol 1 (2003) in cui la Sposa comatosa sputa è presa da questo film.

Fu usato uno speciale collirio per permettere a Robert Thompson di tenere gli occhi aperti per più di un minuto senza battere le palpebre.

Il film originariamente durava 140 minuti ma la pellicola tagliata per ridurlo a 112 è andata perduta.

Quando il film fu distribuito in USA venne tagliato per diminuire la durata complessiva e tutti gli attori vennero doppiati. La cosa fece infuriare l'attore Robert Helpmann (nel film il doc Roget) che tentò di fare causa contro i distributori statunitensi.

Il neon all'entrata dell'ospedale è sempre malfunzionante e si accendono solo le lettere che formano le parole "trance", un sottile riferimento al coma del protagonista.

Lo sceneggiatore Everett De Roche e il regista Richard Franklin hanno già da un pezzo scritto il seguito per questo film. S'intitola Patrick II: The Man Who Wasn't There (Patrick II: l'uomo che non c'era). Il plot prevede che Patrick venga esumato e riportato in vita (cioé in coma) da una setta religiosa, quindi l'uomo inizierebbe a molestare mentalmente una giovane donna. Il film per ora è sulla carta.

L'attrice Julia Blake, nel film Cassidy, fu soprannominata dal regista "One Take Blake" perché raramente, data la bravura, aveva bisogno di un secondo ciak.

Il soggetto originale prevedeva che Patrick fosse finito in come per un tentativo di suicidio seguito alla scoperta di tradimento da parte della moglie. La "biografia" di Patrick fu cambiata per dare al film un tono più malsano.

Per la versione italiana, lo score musicale di Brian May fu sostituito da uno realizzato dai Goblins.

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