TRAMA

Patrick (Dei), che è in coma dopo una bottigliata presa in testa mentre stava sul ciglio della strada con l'auto in panne, viene tenuto in "coma vigile" da suo padre (Pitoëff), il quale gli affianca tre cavie umane per potenziare i suoi poteri mentali; il tutto in vista di una drammatica vendetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.


PATRICK VIVE ANCORA
Italia - 1980 - 91min - Colore

di Mario Landi

GENERE
EROTIC - HORROR
IN BREVE
Da guardarsi rigorosamente con gli amici, spasso garantito
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Oh, la bumba, era ora cocca!"

Erotic-horror squallido che più squallido non si può. Dovrebbe essere il seguito di Patrick (1978) di Franklin ma gli esiti del nostro sono tragicomici. Sembra perfino che Dei, che era a corto di soldi, abbia accettato la parte senza sapere neppure che diavolo dovesse fare. Tecnicamente un horror, dopo pochi minuti, però, si respira piuttosto un'aria da pornazzo. Il tutto avviene in funzione di mostrare nudi i corpi di tutte, dico tutte, le donne del film che in vero non sono male (Russo, Veneziano, Giordano - un po' sbattuta ma va bene - e un'altra di cui non ricordo il nome). La musica è di livello infimo, un po' porno funkettone un po' film di fantascienza anni '50. Le bottiglie di J&B imperano sovrane. I dialoghi sono o deliranti o rientrano nella sfera della banalità più sconcertante. E cito: Franco Silva alla Russo "Ti stai comportando da mignotta" - schiaffone - e la Russo "Mi fai schifo, tu non sei che un piccolo uomo..." Comunque Silva aveva ragione. John Benedy alla Giordano ubriaca "Io di solito scopo donne, non mi piacciono le bottiglie di whisky" e poco dopo lei gli risponde "Con la droga sei diventato frocio" e lui da par suo "Crepa da sola mignotta". Giganti! Soffermandoci sulla parte erotica si può dire che il film offre qualcosina di interessante. La Russo è nuda di brutto fin dall'inizio e ci regala un culo al vento mentre dorme che è da morso. La Giordano parte in sordina ma ci regala col passare dei minuti un breve catfighting con la Russo, e poco dopo una scaramuccia con Paolo Giusti che le dà una raffica di schiaffazzi e tre o quattro spanking sulle chiappe. Bravo. Poi la Giordano ce la fa vedere. Un'altra, che non so se sia la Veneziano, si mostra nuda ma viene subito divorata dai cani, i quali per inciso non ne hanno per nulla voglia e si vede, dato che più che altro giocano. La segretaria bionda, che non mi stupirei se avesse intrapreso la carriera del porno, prima va al capezzale di Patrick in coma e comincia a leccare la testiera del letto in uno stato simil-ipnotico, poi si accomoda sul divano e si masturba brevemente, però il close-up non manca! Poi corre in camera a piangere. A chi interessa posso dire che non vi viene risparmiato neppure il culo e l'uccello di Benedy, ma quest'ultimo di sfuggita. La parte horror inizia vaga e trashona (la scena in piscina e Giusti sul pozzo) ma quando la Giordana viene penetrata da un ferro da spiedo che le entra dalla vagina e le esce dalla bocca, non prima di averle macellato le interiora (occhio ai rumori!) possiamo finalmente gridare al cult trash. Il resto è da buttare, ivi compreso l'effetto degli onnipresenti occhi di Patrick su sfondo verde; infimo. Pitöeff è un mad-doctor impomatato e rigido, Dei non combina nulla per tutto il film a parte non sbattere le palpebre, la Russo fa la Russo, la Giordano almeno ha il suo momento di gore-gloria, gli altri sono semplicemente atroci. La meglio rimane quella sul divano. Indimenticabili le tre cavie umane che verso la fine si contorcono nel letto mentre dei lampi di luce verde vi fanno venire un attacco epilettico. Il finale è buttato lì in maniera improvvisa con fermoimmagine rosso pop-psichedelico sugli ennesimi occhi di Patrick. Grande, grandissimo trash.

Noto in germania come Patrick lebt wieder e altrove come Patrick still lives o ancora Patrick.

MI VUOI COGLIONARE?!

David (Giusti), si aggira nel parco circospetto e arrabbiato perché una donna c'ha provato con lui e poi finisce vicino ad un pozzo con un gancio spaventoso. Che fare? Ovviamente si rimane impassibili mentre il gancio ha quei 30 secondi per posizionarsi agevolmente sotto il nostro mento. David segue tutto il processo con occhi increduli, ma non si muove di un passo. SCAPPA, DEMENTE!!!

La prima morte, quella nella piscina. Per un minuto si alza il vento, il minuto seguente l'acqua inizia a ribollire, e in tutto questo al signor Kraft (Silva) non viene in mente di uscire dalla piscina. Una piccola piscina, fra l'altro; ma per lui comunque enorme... rimarrà bloccato dentro.

La bella segretaria lavora per il professore Pitöeff e si accorge solo ora che, in una camera praticamente attigua a quella dove dorme lei, c'è quella dove è tenuto Patrick. E non solo lui: anche tre cavie umane, due o tre altri scienziatoni e tanti bei macchinari. Ah, già! Il doc aveva intimato alla bella, qualcosa come: "Puoi andare dappertutto nella castello, ma non andare nell'ala Nord"

Il posto dove si svolge la sotoria dovrebbe essere, a loro dire, una clinica. Allora, che ci fanno due cani che abbaiano sempre (anche quando i protagonisti sono a tavola si sentono i cani che abbaiano da fuori!), disturberebbero i degenti?! E gli altri degenti dove sono? CLINICA PER UNO!

A cena scoppia misteriosamente un bicchiere sul tavolo. Nessuno pensa a togliere i cocci di vetro, tantomeno la cameriera che sta a tre metri di distanza.

Un mega spiedo si solleva da solo e punta dritto alla tua vagina? Benone! Tu che fai? Ovviamente mi piazzo sul tavolo in posizione ginecologica e mi faccio devastare. Scappare sarebbe un peccato, certe occasioni è meglio non perderle!