Dallo stesso regista de Il
mistero della casa sulla collina (1999), ci arriva questo
ennesimo sottoprodotto derivato da Ringu (1998) di Nakata
solamente aggiornato con l'idea del world wide web. E' ritenuto
da molti come una vera schifezza ma in verità non
tutto è da buttare e se lo si guarda da soli (come
io faccio sempre con i film horror) riesce a creare qualche
discreto brivido. E' chiaro che l'idea alla base non è
più questa grande novità e ci sono molte incongruenze
e situazioni inverosimili nel plot e non aggiungo altro
per non svelare troppo. D'altrocanto il film è contornato
da una bella atmosfera cupa e vecchia, e questo
risalta ancora di più visto la presenza antitetica
del moderno elemento informatico. E' un film sporco, sudicio come
certi film noir, questo elemento estetico salva il prodotto
ed evita che l'occhio dello spettatore si concentri sulle
grandi manchevolezze. Ovviamente quando nel finale si strafà
con la CG e con una scena che ricorda Il Tagliaerbe (1992), anche lo spettatore più distratto non può
che sorridere. Certe immagini comunque funzionano anche
se ormai inflazionate, vedi la bambina vestita di bianco
che gioca con la palla (ma vedi anche Nameless [1999] se vuoi vedere una bambina vestita di bianco davvero spaventosa!) ed il regista piazza qua e là qualche trovata
sadica. Che Paura.com sia un horror mainstream non si discute, e la cosa si ritorce contro lo stesso prodotto in quanto il pubblico mainstream si basa essenzialmente su due parametri per giudicare un horror: l'originalità e la propria reazione emotiva. Il film ha soffre di troppi cliché e la prevedibilità di questi limita la paura. Il target specifico del film non approva, il film s'affossa. Il cinefilo, che ha visto di peggio, sa guardare con clemenza e divertita tenerezza a tali leggerezze e riesce anche a svagarsi. Gettate un occhio su Paura.com ma di evitatene pure l'acquisto.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il nome "Dr. Gogol" è
scritto sul muro della metropolitana nella prima scena.
E' un riferimento ad Amore Folle (1935), un altro
film che tratta di un dottore pazzo.
La scatola di vetro che contiene parti
anatomiche da La casa sulla collina (1999), fa la sua apparizione
anche in questo film.
I corpi mutilati nell'appartamento di Pratt
sono corpi veri trasformati in arte dallo scultore tedesco
Gunther von Hagens.
Polidori, il medico interpretato da udo
Kier, ha lo stesso nome del chirurgo di Lord Byron che era
presente la notte nella quale a Mary Shelley venne l'idea
di "Frankenstein".