La Frase dal Film:
"The only limitations in this life are the ones
we put on ourself"*
Interessante fusione di slasher e horror
psicologico. Il regista Richard Brandes dice che il suo
modello è hitchcockiano e in qualche modo la cosa
traspare dal film anche se scomodare la memoria del mitico
Alfred per Penny Dreadful pare eccessivo. Basare
tutto il film sul terrore vissuto da una ragazza intrappolata
in macchina per la maggior parte della durata della pellicola
è un esperimento coraggioso; la cosa in parte paga,
in parte meno. Iniziamo ad elencare le note positive. Un
film che si svolge in un ambiente così limitato ha
bisogno di un'attrice molto valida e la poco nota Rachel
Miner (The Black Dahlia, 2006) ci mette l'anima
per trasmettere il panico derivante da un disturbo psicologico
(motorfobia) sconosciuto alla maggior parte della gente.
La Miner riesce perfettamente nell'impresa e Penny Dreadful
diventerà un ottimo biglietto da visita per la sua
successiva carriera. L'attrice non solo ha dovuto fare in
modo che il pubblico entrasse in empatia con un disturbo
d'ansia ai più incomprensibile, ma ha dovuto farlo
soprattutto usando una comunicazione non verbale. Non comune
il fatto che tutto questo dispendio recitativo avvenga in
un film slasher, genere cinematografico che, come noto,
non si spreca molto in scavo psicologico e recitazione.
Non da meno la performance di Mimi Rogers (Ginger
Snaps, 2000) che per metà film dovrà recitare
immobile davanti all'obiettivo. Altro elemento positivo
è il modo in cui il regista (e sceneggiatore e produttore)
ha sfruttato tecnicamente una location così limitata
come può essere l'interno di un'autovettura; Brandes
mostra di saper usare la mdp in maniera creativa e questo
anche in altre scene non direttamente correlate al set claustrofobico.
Nell'impresa viene supportato dalla buona fotografia di
Joplin Wu. Particolare ed accattivante anche il modo in
cui sono stati realizzati i titoli di testa in CG. Chicca
per l'appassionato la presenza cameo di Michael Berryman
(prima foto a sx), il Pluto de Le Colline Hanno gli
Occhi (1977). Adesso le cose che non vanno. Dal genere
slasher, come ho già detto sopra, non ci si attende
molto dai personaggi secondari ma in Penny Dreadful
questi risultano unicamente abbozzati. Se le cose all'interno
della macchina sono interessanti, al di fuori di essa l'interesse
(e la qualità) crolla. Vengono presentati diversi
personaggi, ne viene tracciata qualche basilare caratteristica
e poi, l'uno dopo l'altro, entrando in contatto con ciò
che sta accadendo a Penny, vengono fatti fuori dal killer
col cappuccio. Una scena con due di questi comprimari che
fanno sesso per poi venire massacrati va ad aumentare la
percezione del cliché slasher. Il principale problema
di Penny Dreadful, comunque, riguarda "il
cattivo" della storia: cappuccio in testa, denti scombinati,
mani sporche, labbra screpolate (ne deriva che l'uso del
burrocacao è segno di grande equilibrio mentale),
abitudini alimentari discutibili, ... Insomma pare proprio
che sia il solito folle che si sia preso una libera uscita
da una clinica psichiatrica. Nulla che si discosti dal solito
"villain" visto e stravisto in mille altri film
del genere. Perché tale cattivo decida di vessare
la povera Penny non viene chiarito, così come il
rivelarsi del volto dell'assassino non comporta nessun sostanziale
twist conclusivo. Il film costrusice una notevole tensione
per tutto lo svolgimento ma il finale banale, di poco senso
e quasi improvviso, la spreca tutta: questo rischia di inflazionare
retroattivamente tutta la pellicola (ma attenzione a non
farlo!). A parte questi difetti, certo di non poco conto,
Penny Dreadful rimane un interessante mix fra il
convenzionale e l'insolito all'interno del genere slasher:
forse una seconda visione aiuterebbe a mettere meglio a
fuoco pregi e difetti. Il fatto, comunque, che un film possa
meritare una seconda visione lo pone già di per sé
sopra la sufficienza. I quattro punti al fear level sono
forse eccessivi, un voto più giusto sarebbe stato
3,5, ma non potendo inserire la frazione arrotondo magnanimamente
per eccesso. L'elemento recitativo di livello fanno di Penny
Dreadful un prodotto interessante non solo per l'horror
fan.
* Trad: "Le uniche
limitazioni in questa vita sono quelle che ci imponiamo
da soli"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La produzione del film è iniziata
il 14 febbraio 2005 e si è conclusa il 15 dicembre
2005, mentre le riprese sono iniziate il 28 marzo 2005 e
sono terminate il 17 aprile 2005.
Il film è stato girato a Big Bear,
San Bernardino National Forest (California).
Mimi Rogers ricorda come l'esperienza di
recitare al freddo della notte e all'interno dello spazio
ristretto della macchina risultasse particolarmente dura.
La cosa funzionò solo grazie all'enorme entusiasmo
del regista. La Rogers ha detto: "La crew era tutta
imbacuccata come se fossero degli yeti, ma ricordo che Richard
saltava a destra e a manca fuori dalla macchina gridando
<Urlate! Energia, più energia!>"
Rachel Miner ha detto questo degli appassionati
di film horror: "Una cosa che amo dei fans dei
film horror è che hanno un grande interesse rispetto
alla regia e al processo di produzione dei film. Questo
ha molto a che fare con l'arte e non solo col prodotto finito".
Brava Rachel, almeno qualcuno se ne accorge.