TRAMA

Jennifer (Fenech) è una modella che vive in un condominio sballato manco l'amministratore fosse Polanski (non tutti capiranno la battuta, vabbé...). Iniziano ad avvenire omicidi ai danni di belle donne e, guarda caso, ricompare l'ex di Jennifer che è un eroinomane violento ed insistente. Ma Jennifer ora ha una relazione con Andrea (Hilton), l'architetto, il quale, fra una morta e l'altra è il primo a essere sospettato dagli inquirenti. Ma chi sarà davvero il killer? Jennifer dovrà guardarsi da tutti: l'amante, l'ex, la vicina lesbica vorace, la vecchia bigotta. Che fare? Nel dubbio ci mostra le tette.


PERCHE' QUELLE STRANE GOCCE DI SANGUE SUL CORPO DI JENNIFER?
ITALIA - 1972 - 97min - Colore

di Anthony Ascott [Giuliano Carmineo]

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Fra il serio e il faceto, fra il trash e il decente. Poco senso molto style. Per amanti delle atmosfere anni '70
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Cosa deve avere una birra per essere venduta?" "Ah, e che ne so. Una buona marca e la sete del bevitore" "Noooo. Deve essere abbracciata da una donna nuda. Barattolo, bottiglia, boccale, tutto qui: tra le tette" "Ma io vendo appartamenti!"

Giuliano Carmineo, più avvezzo allo spaghetti western col suo fido Sartana (Sono Sartana il vostro becchino, 1969; Il West ti va stretto, amico... è arrivato Alleluja, 1972; Di Tresette ce n'è uno, tutti gli altri son nessuno, 1974. Così, tanto per elencare tre titoli idioti), ci prova col giallo e per fare le cose in grande "noleggia" la coppia vincente Fenech/Hilton così cara a Sergio Martino. Quello che sforna è povero di thrilling e paura, quindi lontano mille miglia da Argento e Bava, ma ricchissimo di trash e glam. Gli eurofans avranno di che essere entusiasti. Privo di qualsiasi tipo di innovazione stilistica o di studio dei personaggi, Perché quelle strane gocce sul corpo di Jennifer? deve il suo successo non solo al chilometrico titolo wertmulleriano, ma all'accatastamento di situazioni e personaggi assurdi. Indimenticabile Oreste Lionello nei panni del fotografo gay, imperdibile la coinquilina svampita, senza dimenticare la lasciva vicina di casa lesbica, il tossico ex della Fenech che semina orchidee per la via, la spogliarellista nera che pesta duro, la vecchia del pianerottolo bigotta e misteriosa, il deturpato col fetish dei fumetti gialli. La Fenech e Hilton titaneggiano: lui architetto con la fobia del sangue ma non abbastanza limpido da non poter essere sospettato, la Fenech spaventatissima e procace (e sempre pronta a cambiarsi di abito) che in passato si deliziava con orgette flower-power. Vanno citati assolutamente i due poliziotti che fanno la coppia comica del film (non pessima) e naturalmente la pubblicità onnipresente del Cynar e del Campari. "Last but no least" il violinista Isaac interpretato da George Rigaud (Gatti rossi in un labirinto di vetro, 1975 e altri). Notevole lo score di Bruno Nicolai anche se spesso inserito in contesti sbagliati. Stelvio Massi, regista di poliziotteschi ma anche di un giallo (Cinque donne per l'assassino, 1974), qui sta a dirigere la fotografia. Il film si barcamena fra scambi di battute trash e dialoghi decenti, fra pacchianate e recitazione discreta, noia e trovate comiche degne. Un po' di sangue, quasi zero paura e/o tensione. Il colpo di scena finale è quasi senza senso ma poco conta, chi ama il genere ed è affascinato dalle atmosfere "pop" anni '70 saprà farsene una ragione. Gli adoratori di 5 bambole per la luna d'agosto (1970) gradiranno, gli altri evitino pure.

Noto all'estero come: Le rendez-vous de Satan (Francia), The Case of the Bloody Iris (UK), What Are Those Strange Drops of Blood Doing On Jennifer's Body? o Erotic Blue o Why Are Those Strange Drops of Blood on the Body of Jennifer (USA).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Come riferisce Mereghetti, secondo alcuni l'omicidio nell'ascensore avrebbe ispirato De Palma per Vestito per uccidere (1980).

Il titolo deriverebbe da un verso di un poema ossianico.