La Frase dal Film:
"What you're about to see could make you free. But heed, it's caution tale of female flesh, of man's desire unchecked, an evil blood hex and sex!"*
Già dalla locandina di Pervert! si può intuire quanto Jonathan Yudis, regista, produttore tv e anche maestro certificato di Yoga Kundalini (!), sia consapevolmente debitore a Russ Meyer (Vixen, 1968). La sana biondona che zompa è Mary Carey, pornostar con un curriculum fatto da pellicole quali Busty Dildo Lovers 4 e Lesbian Big Boob Bangeroo 2 ma anche candidata "politica": in California corse per l'elezione a governatrice contro Schwarzenegger; una pornostar contro un attore di action-movie? Non male come soggetto cinematografico. Alla fine dei titoli di coda Pervert! cita una frase di Meyer: "What the public wants are big laughs and big tits and lot's of'em. Lucky form me, that's what I like too" (Quello che il pubblico vuole sono grasse risate e grosse tette ed un sacco di queste due cose. Fortunatamente per me, questo è ciò che piace anche a me); Yudis re-interpreta la stessa filosofia alla luce di una regia più pulita e patinata ma certamente non meno dissacrante. Il regista recupera molti degli elementi meyeriani, soprattutto da Supervixens (1975): generose mammelle, il modo di riprenderle, l'uso del deserto come location e l'uso del colore molto vibrante. Le influenze che vanno a comporre Pervert! non si fermano a Meyer, ci si può ritrovare qualcosa della Troma e di Sam Raimi (La Casa, 1982); in quest'ultimo caso fosse solo per la scelta di utilizzare creazioni di plastilina mosse in stop-motion. La creazione di plastilina "protagonista" di Pervert! è il pene di James, un pene corredato di testicoli (i suoi piedini!) che va in giro ad uccidere donne, dotato della capacità di trasformarsi in un ipertrofico esserino che ha l'aspetto di un piccolo bodybuilder super muscoloso. Capisco, quello che ho appena scritto appare come un delirio ben poco lucido, ma questo è Pervert!. Il film di Yudis è un racconto in costante movimento, pieno di gags stupide, di attrici lussuriose, di suoni che sottolineano beffardi alcune situazioni, di strane transizioni fra scene e di split-screen. Naturalmente il tutto è stracolmo di tette e, solo verso la fine, di sangue ma si tratta di uno splatter contenuto e comunque sempre giocoso. A differenza di Meyer, Yudis sceglie per l'immagine un formato anamorfico e soprattutto un'immagine molto pulita; non mancano alcune riprese che dimostrano una più che discreta cura nella fotografia; in questo Yudis abbandona lo stile grossolano di Meyer per approdare ad uno stile "nitido" più simile ai filmati di Playboy. Combinazione di horror, sesso, violenza, abuso sui minori, incesto, nazismo e molte altre cose indecenti e weird, Pervert! è un lungometraggio per amatori del genere, per gli amanti delle tette grosse e di uno stile cartoonesco del fare film assolutamente irriverente. Non per tutti, of course, ma nulla di sconvolgente, nulla, insomma, che un adulto non abbia già visto altrove.
* Trad: "Ciò che state per vedere potrebbe rendervi liberi. Ma attenzione, è un racconto che mette in guardia dalla carne femminile, dai desideri maschili incontrollati, il racconto di una maledizione sanguinaria e di sesso!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a California City e a Los Angeles (California).
Il regista compare nei panni del meccanico nazi.
Vita strana quella di Mary Carey, al secolo Mary Ellen Cook, pornostar dalla voce simile a quella di Mariah Carey. Nacque nel 1980 a Cleveland in una famiglia disfunzionale: entrambi i genitori erano presentavano un handicap mentale (la madre era schizofrenica); a tre mesi fu affidata ai nonni. Quando i genitori divorziarono, la madre tornò a vivere con i genitori e con Mary. A 7 anni fu legalmente adottata dai nonni. Quando Mary ebbe 16 anni il nonno scoprì di avere un tumore ai polmoni e morì in pochi mesi, la nonna risultò ammalata di Parkinson. Mary, che voleva fare la ballerina, dovette rinunciare quando il suo corpo iniziò a svilupparsi e a trasformarla in una bionda procace. Lo stato mentale della madre si deteriorò ulteriormente e così, per stare a galla, Mary si dovette trovare un lavoro: modella per un sito per adulti. Quindi divenne spogliarellista e poi approdò al porno. La sfortunata Mary aveva trovato il modo di fare molti soldi in poco tempo.