TRAMA

La storia tratta di una giovane giornalista di nome Ji-Won che sta lavorando ad un servizio sugli abusi sessuali ai bambini. Inizia a ricevere minacce sul cellulare da parte di un uomo che sarebbe coinvolto con il giro della pedofilia. Spaventata decide di cambiare numero di telefono ma, fatto questo, le iniziano ad arrivare telefonate ben peggiori che nulla hanno a che fare con il servizio giornalistico. Tutto inizia a prendere una piega oscura e opprimente. La sua nipotina, poi, inizia a comportarsi come fosse posseduta ma il peggio è che la sorella della giornalista ed il marito di quella sembrano nascondere un terribile segreto.


PHONE
(titolo or.: Pon - SUD COREA - 2002 - 100min - Colore)

di Byeong-ki Ahn

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Nulla di davvero originale, ma ci sono buoni momenti di paura ed un bel giallo sullo sfondo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

E' da qualche anno ormai che il cinema orientale, e soprattutto quello horror, ha invaso il mercato occidentale. Credo che sia stato un bene che non solo ha portato alla rinascita del genere ma anche ad una nuova sensibilità artistica e stilistica che si discosta dalgli eccessi dello slasher (o neo-slasher, vedi Scream, 1996) per approdare sulle coste dell'inquietudine genuina, dell'impalpabile, dei fantasmi delle nostre colpe. Il tutto, come noto, è iniziato con Ring (1998) il cui remake americano ha ottenuto un enorme successo ed ha attirato l'attenzione sull'originale nipponico e, per estensione del concetto, su molti altri lavori orientali Dark Water, The Eye, etc... Molti hanno accusato questo film di essere troppo simile, quasi un plagio, rispetto al noto Ringu e se è pur vero che molti sono gli elementi in comune con il lavoro di Nakata (uno su tutti l'uso del telefono) è anche vero che ovviamente, e questo per cultura, i film orientali si somigliano in molti punti. La ricorsività di elementi quali la presenza di fantasmi, gli stessi fantasmi con i capelli lunghi e scuri, certi tempi lunghi e (apparentemente) morti nella pellicola sono solamente specchio di tradizioni culturali diversi dalla nostra. Si tratta di uno stile di paura e di orrore diverso dal nostro che si rappresenta e si manifesta secondo il loro folklore. E' come accusare i nostri horror di essere tutti uguali solo perché l'assassino usa spessissimo armi da taglio, perché spesso nei nostri film la morte delle persone è sottolineata dalla decomposizione dei corpi e da una forte componente splatter, etc... Credo che abbiate capito se ora dico che i film venuti dopo The Ring e che presentano fantasmi con i capelli lunghi non stanno copiando il lavoro di Nakata ma stanno semplicemente mettendo in scena uno stile, una tradizione culturale. Ora, parlando di Phone. La pellicola è ben recitata ed è soprattutto notevole l'interpretazione della bambina. I momenti di tensione sono molteplici anche se a volte non colgono del tutto alla sprovvista, ma quando lo fanno riescono molto bene nel loro intento. Il film è supportato da una trama gialla davvero interessante ed intrigante (ma non originale) che mescola paranormale a tragedia famigliare: da notare che il finale (che non sto qui a rivelare) ricorda in qualche modo (...solo suggestioni, non fraintendete...) Sette note in nero (1977) di Fulci. Rispetto all'osannatissimo The Ring, quindi, questo prodotto sfrutta meglio l'atmosfera, aggiunge pathos (troppo rarefatto nel lavoro di Nakata), e sviluppa una trama in modo più compiuto e "verosimile" con la sua aura da cronaca nera "filo-occidentale". Se si deve cercare qualche similitudine forse è il caso di citare Housemaid del 1960 di Kim Ki-Young, un po' per il conflitto fra classi sociali un po' per la scena in cui Yeong-ju cade dalle scale che è un omaggio al film del 1960. E' una pellicola di cui consiglio la visione, ed è un'opera che, grazie alle sue strizzatine d'occhio al mercato occidentale, risulta meno ostica e potrebbe intrigare maggiormente il pubblico (soprattutto mainstream) rispetto a Ringu che possiede una personalità maggiore ma di gusto più distante dal nostro. Concludendo vorrei far notare che le donne orientali sono dei veri bocconcini!...YUK!!!......sono questo genere di cose che mi impediranno sempre di essere un serio critico cinematografico...:-(