TRAMA

Basato sulla novella scritta da Joan Linday nel 1967, il film narra di un collegio femminile in Australia e delle sue ospiti. Si decide, per il giorno di San Valentino, di fare un picnic ad Hanging Rock, una specie di promontorio roccioso molto antico non distante dal collegio stesso. Quattro studentesse allontanatesi per esplorare la roccia da vicino spariranno nel nulla, scomparirà anche una compassata professoressa. Solo una delle ragazze sarà ritrovata in fin di vita ma un vuoto di memoria impedirà di svelare ciò che è accaduto realmente ad Hanging Rock.


PICNIC AD HANGING ROCK
(titolo or.: Picnic at Hanging Rock - AUSTRALIA- 1975 - 115min - Colore)

di Peter Weir

GENERE
MYSTERY - DRAMA - ART HOUSE
IN BREVE
Molto formalismo; Non un capolavoro del weird e dell'inquietudine come spesso viene spacciato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Lo spettatore impreparato potrebbe essere colpito da due cose: il film presenta un mistero che si rifiuta di svelare e, secondo, dal formalismo della messa in scena. A Weir, il regista, non importa di svelare un arcano che lo stesso libro non ha svelato (le ragazze sono state stuprate? Sono precipitate dalla roccia?) ma gli importa rimarcare il rapporto conflittuale fra l'uomo e la natura, tema portante di altri suoi film. Picnic ad Hanging Rock sottolinea infatti l'idiosincrasia fra la natura selvaggia e libera e la schematicità e l'ortodossia dell'educazione nel collegio, l'affettazione e la falsità della rettrice che ragiona solo in termini di successo (alla donna non importa della morte delle alunne se non in termini di "cattiva pubblicità" per il collegio). Ecco che il giorno dedicato all'amore (14 febbraio) questa specie di fate, paragonate da una professoressa a un dipinto del Botticelli, fuggono verso Hanging Rock come se stessero tornando alle loro origini. Da lì non torneranno mai. Anche la vecchia e cinica professoressa sparirà subito dopo aver guardato la roccia e poi una figura geometrica su un libro: una delle scene più emblematiche del film, il vero "scontro" fra il naturale caos della natura e la schematicità della scienza e dell'uomo. Il tempo della natura non è quello dell'uomo. Si innesta in questo tema l'impossibile amore (libero) di una studentessa nei confronti di un'altra splendida studentessa che sparirà fra le rocce e l'impossibilità di vivere questo amore all'interno del formale mondo del collegio. Il regista sottolinea il tutto con i toni di una musica New Age e con un grande formalismo di immagini e dialoghi. Personalmente ritengo che questo film, da molti giudicato un piccolo capolavoro che ha portato alla ribalta il cinema australiano, sia un po' freddo ed in una certa misura noioso. I dialoghi fra le studentesse sono forzatamente innaturali, quasi di stampo teatrale, specialmente per giovani di quell'età. Una volta che lo spettatore recepisce il messaggio del regista (natura vs società), tutto diventa un poco ridondante ed il dramma che vivono i protagonisti rimane sullo schermo e non riesce né a conquistare lo spettatore né a intrattenerlo. L'orrorifico è impalpabile, così l'ignoto. Il disagio che vorrebbe trasmettere il film si perde nel formalismo e nell'eccellente fotografia e ricostruzione dell'epoca vittoriana. Un affascinate spaccato di vita, un interessante mystery, ma non un capolavoro del weird e dell'inquietudine, come spesso viene pubblicizzato. Per cinefili.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il cast e la crew arrivò sul set proprio il 14 febbraio, il giorno in cui inizia il film.

La produttrice Patricia Lovell riferì che gli orologi dei membri della troupe si comportavano in modo strano: si fermavano ad una certa ora o andavano più veloci o più lenti. Nel libro e nel film, gli orologi delle studentesse si fermarono il pomeriggio in cui esse andarono ad Hanging Rock e questo è stato lo spunto per gli strani eventi che seguirono.

Nonostante quello che si dice, il film ed il libro NON sono tratti da un fatto di cronaca.