Lo spettatore impreparato potrebbe essere
colpito da due cose: il film presenta un mistero che si
rifiuta di svelare e, secondo, dal formalismo della messa
in scena. A Weir, il regista, non importa di svelare un
arcano che lo stesso libro non ha svelato (le ragazze sono
state stuprate? Sono precipitate dalla roccia?) ma gli importa
rimarcare il rapporto conflittuale fra l'uomo e la natura,
tema portante di altri suoi film. Picnic ad Hanging
Rock sottolinea infatti l'idiosincrasia fra la natura
selvaggia e libera e la schematicità e l'ortodossia
dell'educazione nel collegio, l'affettazione e la falsità
della rettrice che ragiona solo in termini di successo (alla
donna non importa della morte delle alunne se non in termini
di "cattiva pubblicità" per il collegio).
Ecco che il giorno dedicato all'amore (14 febbraio) questa
specie di fate, paragonate da una professoressa a un dipinto del Botticelli, fuggono verso
Hanging Rock come se stessero tornando alle loro origini.
Da lì non torneranno mai. Anche la vecchia e cinica
professoressa sparirà subito dopo aver guardato la
roccia e poi una figura geometrica su un libro: una delle
scene più emblematiche del film, il vero "scontro"
fra il naturale caos della natura e la schematicità
della scienza e dell'uomo. Il tempo della natura non è
quello dell'uomo. Si innesta in questo tema l'impossibile
amore (libero) di una studentessa nei confronti di un'altra
splendida studentessa che sparirà fra le rocce e
l'impossibilità di vivere questo amore all'interno
del formale mondo del collegio. Il regista sottolinea il
tutto con i toni di una musica New Age e con un grande formalismo
di immagini e dialoghi. Personalmente ritengo che questo
film, da molti giudicato un piccolo capolavoro che ha portato
alla ribalta il cinema australiano, sia un po' freddo ed
in una certa misura noioso. I dialoghi fra le studentesse
sono forzatamente innaturali, quasi di stampo teatrale,
specialmente per giovani di quell'età. Una volta
che lo spettatore recepisce il messaggio del regista (natura
vs società), tutto diventa un poco ridondante ed
il dramma che vivono i protagonisti rimane sullo schermo
e non riesce né a conquistare lo spettatore né
a intrattenerlo. L'orrorifico è impalpabile,
così l'ignoto. Il disagio che vorrebbe trasmettere
il film si perde nel formalismo e nell'eccellente fotografia
e ricostruzione dell'epoca vittoriana. Un affascinate spaccato
di vita, un interessante mystery, ma non un capolavoro del
weird e dell'inquietudine, come spesso viene pubblicizzato.
Per cinefili.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il cast e la crew arrivò sul set
proprio il 14 febbraio, il giorno in cui inizia il film.
La produttrice Patricia Lovell riferì
che gli orologi dei membri della troupe si comportavano
in modo strano: si fermavano ad una certa ora o andavano
più veloci o più lenti. Nel libro e nel film,
gli orologi delle studentesse si fermarono il pomeriggio
in cui esse andarono ad Hanging Rock e questo è stato
lo spunto per gli strani eventi che seguirono.
Nonostante quello che si dice, il film
ed il libro NON sono tratti da un fatto di cronaca.